Autore: Sabrina Panarello

C’è un dettaglio, nella nuova fase dei rapporti tra Washington e Mosca, che dice forse più delle dichiarazioni ufficiali sullo stato dei negoziati: il petrolio. I colloqui dell’amministrazione Trump con la Russia sulla guerra in Ucraina si sarebbero infatti allargati a una possibile operazione multimiliardaria sugli asset internazionali di Lukoil, uno dei principali gruppi petroliferi russi. Non si tratta, almeno per ora, di un accordo concluso: la transazione richiederebbe l’autorizzazione degli Stati Uniti e del Cremlino. Ma il fatto stesso che la vendita di attività petrolifere russe sia entrata nel perimetro delle discussioni diplomatiche è significativo. La questione è emersa da…

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Il Vietnam sta entrando nel quarto trimestre del 2026 con un dato che rende difficile ignorarne la trasformazione economica: nel terzo trimestre il PIL è cresciuto del 9,95% su base annua, dopo l’8,15% del primo trimestre e l’8,81% del secondo. Nei primi nove mesi la crescita è stata del 9,01%, il dato più alto degli ultimi 15 anni secondo le autorità vietnamite.Non si tratta soltanto di una forte espansione dei consumi. A trainare l’economia sono soprattutto industria, costruzioni, servizi ed esportazioni, mentre gli investimenti stranieri stanno raggiungendo livelli particolarmente elevati. Nel terzo trimestre il comparto industria-costruzioni è cresciuto del 12,50%;…

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Gli Stati Uniti stanno aumentando il loro coinvolgimento economico nel Caucaso meridionale e nell’Asia centrale, e il Middle Corridor sta diventando uno degli strumenti attraverso cui Washington cerca di trasformare questo interesse in infrastrutture, investimenti e nuove rotte commerciali tra Asia ed Europa. Il segnale più concreto è arrivato con il lancio del Trans-Caspian Enterprise Fund, un fondo iniziale da 201 milioni di dollari finanziato dal governo statunitense e operativo dal settembre 2026. Il fondo copre Armenia, Azerbaigian, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan e punta a sostenere investimenti del settore privato lungo la rotta transcaspica. Non si tratta quindi…

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Per anni, la posizione geografica della Georgia è stata descritta come la sua più grande risorsa strategica. Oggi Tbilisi sta cercando di trasformare quella geografia in qualcosa di più tangibile: porti, ferrovie, autostrade, centri logistici e infrastrutture digitali in grado di rendere la Georgia una delle porte chiave tra l’Asia centrale e l’Europa. Il Corridoio Medio è al centro di questa strategia e il governo georgiano prevede di mobilitare circa 7 miliardi di dollari entro il 2032per infrastrutture di trasporto strategiche, tra cui lo sviluppo del porto di Anaklia, la modernizzazione delle ferrovie georgiane e i principali progetti autostradali. Allo stesso…

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Gli Emirati Arabi Uniti hanno in fase di sviluppo 136 progetti energetici per un valore complessivo stimato di circa 210 miliardi di dollari. È la fotografia di una pipeline che continua a essere dominata da petrolio e gas, ma che comprende anche rinnovabili, idrogeno, reti elettriche, generazione convenzionale, cattura della CO₂ e sistemi di accumulo. I dati, elaborati da EICDataStream e presentati all’EIC Connect UAE 2026, mostrano soprattutto la dimensione della spesa potenziale che potrebbe alimentare nei prossimi anni la filiera energetica degli Emirati. Quasi il 40% del CAPEX stimato della pipeline è legato a progetti upstream oil & gas,…

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La Russia sta osservando con crescente attenzione due aree geograficamente lontane ma ormai centrali nella propria percezione della sicurezza: il fianco orientale della NATO in Europa e il rafforzamento delle capacità militari del Giappone nell’Indo-Pacifico. Nel Baltico il confronto diplomatico con l’Alleanza è salito di tono attorno a Kaliningrad; a migliaia di chilometri di distanza, Tokyo si prepara a una nuova grande esercitazione con gli Stati Uniti introducendo anche una capacità missilistica appena entrata in servizio. Mosca considera questi sviluppi parte di un ambiente strategico sempre più sfavorevole, mentre NATO e Giappone descrivono le rispettive attività come misure di difesa e…

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Il volo Flydubai FZ1073 è diventato in pochi giorni un caso internazionale che va ben oltre la sicurezza dell’aviazione civile. L’aereo, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, è stato costretto a un atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita dopo che il copilota avrebbe aggredito il comandante nella cabina di pilotaggio, provocando una brusca perdita di quota. Ora le autorità degli Emirati Arabi Uniti definiscono l’episodio un tentativo di atto terroristico, mentre dall’Iran arriva una ricostruzione completamente diversa, che ipotizza una possibile operazione false flag destinata ad alimentare le tensioni con Teheran. La svolta è arrivata il 3 ottobre, quando il procuratore generale degli…

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La crisi nel Corno d’Africa entra in una fase più delicata mentre le forze filogovernative etiopi avanzano verso Mekelle, capitale del Tigray. Nelle ultime ore una milizia alleata del governo federale ha rivendicato la conquista dell’aeroporto Alula Aba Nega, sostenendo di avere iniziato le operazioni per prendere il controllo della città. La notizia non è stata però verificata in modo indipendente e il governo federale non ha ancora confermato la presa dello scalo. L’avanzata arriva dopo una settimana di combattimenti tra le forze federali e un’alleanza guidata dal Tigray People’s Liberation Front (TPLF). Gli scontri hanno riportato il Tigray al centro della crisi…

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L’Iraq sta trasformando la propria posizione geografica in una nuova infrastruttura strategica. Per decenni il valore dei suoi corridoi è stato legato soprattutto al petrolio. Ora Baghdad vuole farne passare anche il traffico Internet diretto dal Golfo verso l’Europa. La svolta è diventata concreta nel 2026. A giugno l’Iraq ha iniziato a commercializzare capacità di transito internazionale sulla propria rete in fibra attraverso il progetto Civilizations Road, utilizzando per la prima volta il modello dell’IRU, un diritto di utilizzo a lungo termine delle fibre. Il primo accordo è stato concluso con la qatariota GBI e Baghdad ha annunciato di avere già…

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Il progetto prevede sei AP1000 di Westinghouse e due APR1400 di progettazione sudcoreana. Seoul porta negli Stati Uniti capitale e capacità industriale mentre Washington punta a rilanciare la propria filiera nucleare La corsa globale al nucleare entra in una nuova fase industriale. Stati Uniti e Corea del Sud hanno definito un programma che prevede fino a 120 miliardi di dollari per la costruzione di otto grandi reattori nucleari sul territorio statunitense. Il piano, denominato Project Power, prevede sei unità AP1000 di Westinghouse e due APR1400 progettate in Corea del Sud. L’accordo è uno dei tre grandi progetti energetici presentati nell’ambito del più ampio…

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