(AGENPARL) - Roma, 9 Agosto 2026 - È accaduto ancora: un gruppo di braccianti, di origine marocchina, tornava
a bordo di un furgone dal Molise diretto alla provincia foggiana, dove
vivevano. Il veicolo è uscito dalla carreggiata e si è ribaltato. Bilancio:
un morto e 8 feriti di cui uno molto grave. L'ennesimo uomo che a fine
giornata guadagnava pochi euro per portare frutta nelle nostre tavole, ha
perso la vita a causa di un trasporto conddotto irregolarmente. Ci
auguriamo che le indagini della polizia appurino le cause dell'incidente ma
una cosa è certa: le aziende agricole non possono ingaggiare i lavoratori
senza essersi dotate di strumenti di trasporto decenti con autisti
autorizzati che svolgano unicamente tale attività, senza essere costretti
poi a lavorare per 8/10 ore nei campi insieme agli altri compagni di lavoro
con le temperature estreme prodotte dal cambiamento climatico e soprattutto
con mezzi poco sicuri.
Di nuovo una famiglia piangerà il proprio congiunto ed altre 8 famiglie in
Marocco cadranno nella disperazione per la sorte di altri 8 esseri umani di
cui ancora si ignorano le generalità. I lavoratori agricoli non possono
essere gestiti dai proprietari aziendali come fossimo ancora negli anni 60
tutta la Puglia e regioni limitrofe. C'è una legge che li dovrebbe
garantire e va applicata. Spazi abitativi dignitosi per chi lavora e
sistema di trasporto pubblico sicuro, sono parte dello stesso problema da
affrontare con gli stessi criteri che si utilizzano per chi è impiegato nei
grandi poli industriali. È il minimo da pretendere.
Altrimenti la catena delle vittime del lavoro continuerà a crescere insieme
all'ipocrisia e alle lacrime di coccodrillo istituzionale.
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
