Autore: Sabrina Panarello

“Sulla situazione dei carburanti negli aeroporti italiani non servono minimizzazioni, ma chiarezza e responsabilità. Dopo la nostra richiesta di informativa al governo, sono arrivate rassicurazioni da parte di Enac, secondo cui non ci sarebbe alcuna emergenza. Ma restano elementi di preoccupazione che non possono essere liquidati con leggerezza, considerando che il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz è stato nuovamente bloccato”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato e capogruppo Pd in commissione Trasporti. “Il rischio – sottolinea l’esponente dem – è che il livello del dibattito scenda a polemiche superficiali, mentre serve un confronto serio e trasparente su un tema…

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«Quanto accaduto al convoglio del contingente italiano impegnato nella missione Unifil in Libano è un fatto grave e inaccettabile. Parliamo di militari che operano sotto bandiera delle Nazioni Unite con compiti esclusivamente legati alla sicurezza, alla stabilità e alla de-escalation: metterli in pericolo in questo modo è assolutamente inaccettabile. Fortunatamente non si registrano feriti e il personale è rientrato immediatamente in sicurezza». Così il senatore Michele Barcaiuolo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Esteri e Difesa. «Colpire convogli chiaramente identificati con le insegne dell’Onu rappresenta un comportamento che rischia di compromettere non solo la sicurezza dei nostri militari, ma anche…

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“Questa mattina la notizia della tregua in Iran sembrava l’inizio di una svolta, soprattutto per gli effetti sullo stretto di Hormuz e per la popolazione civile iraniana. Ma i raid feroci di Israele sul Libano stanno compromettendo tutto. E’ di queste ore la notizia che il governo di Tel Aviv ha bombardato su quartieri residenziali di Beirut, uccidendo più di 300 persone. La situazione nella capitale libanese è drammatica: le strade sono congestionate e non riescono nemmeno a passare le ambulanze per soccorrere i feriti. Adesso l’Iran fa sapere di volere nuovamente bloccare Hormuz se Netanyahu non si fermerà. La…

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Attualmente, il rapporto tra Washington e Gerusalemme attraversa una fase di disallineamento tattico nonostante la storica alleanza strategica. Da un lato, l’amministrazione Trump agisce spinta da un marcato pragmatismo elettorale: la priorità assoluta è la stabilità globale e il controllo dei prezzi energetici. La tregua di due settimane, mediata su binari eurasiatici, viene vista dalla Casa Bianca come un successo diplomatico necessario per evitare un conflitto infinito che Trump ha promesso di chiudere. In quest’ottica, ogni ulteriore escalation è percepita come un elemento di disturbo al “Grand Deal” e alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Dall’altro lato, il governo Netanyahu…

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Non è un semplice cessate il fuoco, ma un raffinato esercizio di diplomazia multipolare. Mentre il mondo osserva la tregua di due settimane tra Washington e Teheran, l’analisi dei fatti rivela un complesso gioco di pesi e contrappesi: la Casa Bianca ha scelto la via del pragmatismo, accogliendo una mediazione corale che vede coinvolti i principali attori della regione e le grandi potenze eurasiatiche. Una decisione che permette a Donald Trump di stabilizzare i mercati senza rinunciare alla postura di fermezza che caratterizza la sua amministrazione. Il successo di questo equilibrio è documentato dai verbali ufficiali del Ministero degli Esteri…

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C’è un atollo nell’Oceano Indiano che oggi racconta quanto sia fragile la nostra sicurezza. Diego Garcia, la base che il Pentagono considerava inattaccabile, è finita nel mirino. Il 20 marzo scorso l’Iran ha alzato la posta: due missili balistici hanno percorso oltre 4.000 chilometri per colpire il cuore della logistica USA. Sebbene la difesa abbia retto, il messaggio del Wall Street Journal è un colpo a freddo per l’Occidente: se Teheran può colpire le Chagos, la sua tecnologia può minacciare direttamente il territorio europeo. L’attacco non è solo una sfida militare, ma un’incognita politica che pesa sull’accordo siglato a febbraio.…

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Mentre il mondo tira un sospiro di sollievo e le cancellerie celebrano il “miracolo” di Islamabad, nelle case italiane il sapore della pace è decisamente meno dolce. C’è un lato oscuro in questa tregua globale: è quello che riguarda chi, stamattina, ha aperto il giornale sperando che la fine della minaccia su Hormuz significasse anche la fine dell’assedio ai propri risparmi. Spoiler: non è così. Il paradosso è brutale. Negli ultimi mesi, ogni soffio di vento nel Golfo Persico è stato usato come pretesto per ritoccare verso l’alto i listini dei carburanti, dei trasporti e, a cascata, della spesa quotidiana.…

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La notte che ha rischiato di segnare il punto di non ritorno per la stabilità globale si è chiusa con un verdetto diplomatico che sposta l’asse del potere lontano dall’Europa. Nella notte pulsante europea la storia veniva scritta a Islamabad. La tregua di due settimane strappata a Donald Trump è una vittoria totale della diplomazia pakistana, l’unica capace di parlare il linguaggio di Mar-a-Lago e di offrire una via d’uscita onorevole a un conflitto che pareva inevitabile. Il successo della mediazione non è figlio di “facilitazioni” europee o di viaggi a Doha, ma di una triangolazione serrata che ha visto…

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Secondo quanto riportato in diretta mondiale da Al Jazeera, il Presidente statunitense Donald Trump ha accettato la proposta del Pakistan per una proroga di due settimane. L’Iran avrebbe acconsentito alla riapertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz. SOSPENSIONE OPERATIVA – La testata del Qatar cita fonti dirette e post ufficiali del Presidente su Truth Social, in cui si annuncia la sospensione dei bombardamenti che erano previsti per le ore 02:00 italiane. La mediazione condotta dal Premier pakistano Sharif sembra aver scongiurato, in extremis, l’inizio delle ostilità su larga scala. https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/7/iran-war-live-trump-warns-of-devastating-attacks-as-deal-deadline-nears

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A meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum di Washington, il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif ha lanciato un appello diretto e disperato al Presidente Donald Trump. La richiesta è quella di posticipare di due settimane il termine fissato per la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. LA MEDIAZIONE – Islamabad, che teme un collasso regionale e un’ondata di profughi senza precedenti, si è offerta come garante per una soluzione diplomatica dell’ultimo minuto. Sharif ha chiesto a Trump di “evitare la distruzione di infrastrutture civili” (ponti e reti elettriche), offrendo in cambio un impegno concreto per la riapertura…

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