Si accende lo scontro diplomatico tra Teheran e Beirut. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto con durezza alle recenti accuse del presidente libanese Joseph Aoun, il quale, in un’intervista alla CNN, aveva puntato il dito contro l’Iran, accusandolo di utilizzare il Libano come “merce di scambio” nelle proprie dispute regionali con Stati Uniti e Israele. La replica di Teheran Araghchi, attraverso un post sui social, ha respinto ogni addebito. “Se il Libano fosse una carta di pressione per l’Iran, avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa” ha scritto il ministro, ribaltando il tavolo: “Salva il Libano dal tuo vero nemico, Signor…
Autore: Sabrina Panarello
En el marco de su visita oficial a España, el Papa León XIV ha marcado hoy la agenda política con un contundente mensaje en favor de la estabilidad internacional. Durante su primera intervención en el Palacio Real, ante los Reyes Felipe VI y Letizia y el presidente del Gobierno, Pedro Sánchez, el Pontífice instó a abandonar la “cultura del enfrentamiento” en favor de una diplomacia del encuentro. El Papa ha subrayado que, en un contexto de creciente polarización mundial, el respeto al derecho internacional y el multilateralismo resultan imprescindibles para garantizar la estabilidad y la prosperidad compartidas. Su Santidad ha…
La crisi nello Stretto di Hormuz non sta solo ridisegnando le mappe strategiche, ma sta accelerando un cambiamento epocale nel sistema finanziario internazionale. A confermarlo è Igor Sechin, CEO di Rosneft e segretario esecutivo della commissione presidenziale russa, intervenuto oggi al St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF-2026). Secondo Sechin, la tensione permanente nell’area del Golfo ha agito da catalizzatore, spingendo le economie globali verso una rapida diversificazione degli strumenti di pagamento, a discapito del dollaro statunitense. Il protagonista di questa transizione è il sistema di pagamento interbancario transfrontaliero cinese (CIPS), che negli ultimi cinque anni ha visto triplicare il volume delle…
Il rapporto annuale del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riporta al centro del dibattito internazionale due delle crisi più longeve del dopoguerra: la questione del Jammu e Kashmir e quella palestinese. Il rappresentante permanente del Pakistan, l’ambasciatore Asim Iftikhar Ahmad, ha ribadito davanti all’Assemblea Generale la necessità di una risoluzione conforme ai mandati dell’organo di 15 membri, sottolineando come la disputa sul Kashmir, attiva da oltre sette decenni, richieda un intervento definitivo basato sul diritto all’autodeterminazione. Il nodo Kashmir Il Pakistan ha ricordato che, nel corso del 2025, sono state oltre venti le comunicazioni riguardanti la “questione India-Pakistan” portate all’attenzione…
«Per ballare un tango ce ne vogliono due». La dichiarazione rilasciata oggi dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, a margine del Forum economico di San Pietroburgo, sintetizza lo stallo diplomatico tra Mosca e Washington. La metafora, utilizzata dal rappresentante russo per descrivere le mancate relazioni con gli Stati Uniti, segna il distacco tra le aspettative del Cremlino e la posizione dell’amministrazione Trump. Washington continua a subordinare ogni progresso nei rapporti bilaterali — in campo economico, negli investimenti e nella cultura — alla risoluzione del conflitto in Ucraina. Peskov ha definito tale approccio non adeguato, dichiarando che la Russia resta in…
Mondiali 2026: mentre i giocatori ottengono l’ingresso negli USA, resta il blocco burocratico per parte dello staff e dei dirigenti. La squadra si prepara dal ritiro in Messico La diplomazia dello sport vive ore delicate. A pochi giorni dall’inizio del Mondiale 2026, la nazionale iraniana si trova al centro di un complesso gioco burocratico tra Washington e Teheran. Il rilascio dei visti Il Dipartimento di Stato USA ha confermato ufficialmente il rilascio dei visti per l’intera rosa dei calciatori. È un segnale positivo, ma parziale. Secondo fonti della Federazione calcistica iraniana (FFIRI), molti funzionari, dirigenti e rappresentanti ministeriali non hanno ancora…
La crisi nel Golfo non è più solo uno scontro tra Teheran e Washington; si sta trasformando in un complesso gioco di specchi diplomatici che coinvolge l’intero Medio Oriente. 1. Scontro Teheran-Beirut: Araghchi vs Aoun Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha reagito con durezza alle parole del Presidente libanese Joseph Aoun, che aveva accusato l’Iran di usare il Libano come “moneta di scambio” nei negoziati con gli USA. The Jerusalem Post 2. La posizione di Putin: “Nessuna provocazione da parte iraniana” Dal Forum Economico di San Pietroburgo, Vladimir Putin ha fornito una copertura politica indiretta a Teheran: https://en.mehrnews.com/news/245066/Araghchi-reacts-to-Lebanese-president-s-anti-Iran-remarks…
Non basta la tregua, Teheran mette sul tavolo la questione finanziaria. Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri per gli affari legali e internazionali, ha tracciato la linea rossa dell’Iran per la firma di un eventuale memorandum d’intesa (MoU) con gli Stati Uniti. La condizione posta è inequivocabile: lo sblocco di almeno il 50% dei beni iraniani illegalmente congelati deve avvenire immediatamente al momento della firma. Le richieste di Teheran: Il viceministro ha ribadito che il rilascio di questi asset è un requisito centrale e non trattabile. I dettagli tecnici e finanziari per l’accesso ai fondi saranno oggetto di un periodo di implementazione di…
La crisi tra Iran e Stati Uniti raggiunge l’apice con lo scontro diretto tra le forze di Teheran e gli asset militari americani nel Golfo. Dopo che gli Stati Uniti hanno colpito siti radar strategici in Iran (Goruk e Qeshm), le Guardie della Rivoluzione hanno risposto lanciando una salva di missili balistici contro la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait e il quartier generale della Quinta Flotta in Bahrain. Lo scontro delle versioni Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha smentito categoricamente le rivendicazioni iraniane, dichiarando che tutte le minacce missilistiche in arrivo su Kuwait e Bahrain sono state…
La posizione di Teheran resta ancorata a una condizione ritenuta imprescindibile per proseguire qualsiasi trattativa: lo sblocco dei miliardi di dollari in beni iraniani congelati. Per il consigliere Rezaei, questo atto rappresenterebbe non solo una necessità economica, ma un fondamentale “segno di costruzione della fiducia” necessario per testare la volontà americana di una reale de-escalation. La minaccia di un’espansione del conflitto Il messaggio di Teheran non si limita alla diplomazia, ma contiene avvertimenti precisi sulle conseguenze di un perdurante stallo. L’Iran ha prospettato una possibile “nuova dimensione” della guerra, che includerebbe: Il contesto: una tregua fragile Nonostante le dichiarazioni del…