(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - Pechino alza la voce contro la stretta economica di Washington. Il Ministero del Commercio cinese ha espresso una forte condanna e una risoluta opposizione contro la decisione degli Stati Uniti di inserire oltre 40 entità cinesi nella “Uyghur Forced Labor Prevention Act Entity List”.
Secondo il portavoce del ministero, l’iniziativa statunitense manca di basi fattuali e sfrutta pretesti legati ai “diritti umani” e al “lavoro forzato” per applicare sanzioni unilaterali, configurandosi come una vera e propria coercizione economica. Queste misure, accusa Pechino, danneggiano i diritti legittimi delle imprese locali e mettono a rischio la stabilità delle catene di approvvigionamento globali.
La tensione diplomatica si acuisce soprattutto in relazione alle tempistiche: lo scontro arriva a distanza di appena un giorno da una videochiamata definita sincera e costruttiva tra i principali funzionari economici e commerciali dei due Paesi. Per la Cina, l’iniziativa americana si allontana drasticamente dai consensi raggiunti dai rispettivi capi di Stato.
Nel ribadire che nello Xinjiang regnano stabilità e prosperità economica senza alcuna forma di lavoro forzato, il governo cinese ha esortato gli Stati Uniti a interrompere gli attacchi politici e ha annunciato che adotterà tutte le misure necessarie per proteggere gli interessi delle proprie aziende.
