(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - Nuova battuta d’arresto nella crisi dei marinai egiziani sequestrati al largo della Somalia. I negoziati per il rilascio degli otto membri dell’equipaggio della petroliera M/T Eureka si sono interrotti bruscamente a causa di nuove richieste economiche da parte dei pirati
Il fallimento dell’accordo
Nonostante fosse stato raggiunto un accordo preliminare per un riscatto di 2 milioni di dollari, i rapitori hanno fatto un passo indietro, chiedendo una cifra superiore. La notizia è stata confermata da El-Sayed El-Shazly, capo dell’Associazione degli ufficiali marittimi egiziani, che ha parlato di una situazione tornata “al punto di partenza”.
La vicenda della M/T Eureka
La nave, battente bandiera togolese e di proprietà di una società con sede negli Emirati Arabi Uniti, era stata dirottata lo scorso 2 maggio mentre navigava da Fujairah verso lo Yemen. Attualmente, l’imbarcazione è tenuta sotto controllo dai pirati nei pressi della costa di Puntland, in Somalia.
Un fenomeno in crescita
L’incidente si inserisce in un quadro preoccupante per la sicurezza marittima nel Corno d’Africa:
- Recrudescenza della pirateria: Dalla fine del 2023 si è registrato un forte aumento degli attacchi.
- Minori controlli: Gli analisti indicano che la riduzione della presenza navale internazionale, ridistribuita verso il Mar Rosso, ha lasciato le rotte commerciali più vulnerabili.
- Precedenti: Ad aprile, un’altra petroliera, la Honor 25, era stata attaccata nella stessa area, confermando l’alta pericolosità della rotta.
Le condizioni dell’equipaggio
Nonostante il blocco delle trattative, l’Associazione degli ufficiali marittimi ha rassicurato le famiglie: tutti gli otto marinai sono vivi. Alcuni membri dell’equipaggio sono riusciti a mantenere un breve contatto con i propri cari, sebbene il video diffuso a maggio dai rapitori — in cui gli ostaggi apparivano in condizioni di forte stress — continui a destare apprensione tra i familiari
https://allafrica.com/stories/202606100613.html
