(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - La crisi umanitaria nel Sahel è arrivata a un punto di non ritorno. Nonostante sia scomparsa dai principali media internazionali, la regione sta vivendo una delle emergenze più gravi del pianeta, spinta da un mix letale di conflitti armati, cambiamenti climatici estremi e una cronica carenza di fondi
Un’emergenza dimenticata
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha lanciato un nuovo allarme: circa 24,3 milioni di persone nella regione (Ciad, Mali, Niger, Burkina Faso, Nigeria e Camerun) necessitano di assistenza salvavita. Charles Bernimolin, capo dell’OCHA per l’Africa occidentale, è stato netto: “Non possiamo permettere che un crollo finanziario diventi una condanna a morte per milioni di persone”.
Il costo umano della violenza
Il Sahel centrale è diventato l’epicentro globale della violenza terroristica. L’instabilità ha causato lo sfollamento forzato di oltre 3,6 milioni di persone solo nell’ultimo anno. Le conseguenze per i civili sono drammatiche:
- Attacchi mirati: Rapimenti e violazioni dei diritti umani sono diventati all’ordine del giorno.
- Scuole chiuse: Circa 12.900 istituti scolastici sono stati costretti a chiudere, privando 2,3 milioni di bambini dell’istruzione.
- Vulnerabilità infantile: L’UNICEF ha registrato oltre 1.500 gravi violazioni contro i minori, con attacchi che hanno colpito anche strutture sanitarie.
Clima e fame: una spirale senza fine
Il riscaldamento del Sahel procede a una velocità superiore alla media globale, rendendo l’agricoltura locale sempre più insostenibile. Nel 2025, violente inondazioni hanno colpito oltre mezzo milione di persone, mentre siccità prolungate hanno devastato i raccolti. Il risultato è una crisi alimentare senza precedenti: tra giugno e agosto, si stima che 15,4 milioni di persone affronteranno livelli di insicurezza alimentare critica o di emergenza.
Finanziamenti al minimo storico
La risposta internazionale è purtroppo insufficiente. Nel 2025, è stato raggiunto solo il 29% degli obiettivi di finanziamento umanitario, il livello più basso dell’ultimo decennio. Gli operatori umanitari sono costretti a compiere scelte drammatiche, dando priorità solo ai bisogni più urgenti e cercando di rafforzare il sostegno alle reti locali, che restano l’unico argine effettivo in molte aree difficili da raggiungere.
https://allafrica.com/stories/202606100089.html
https://allafrica.com/view/group/main/main/id/00097054.html
