(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2026 - La crisi nel Golfo non è più solo uno scontro tra Teheran e Washington; si sta trasformando in un complesso gioco di specchi diplomatici che coinvolge l’intero Medio Oriente.
1. Scontro Teheran-Beirut: Araghchi vs Aoun
Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha reagito con durezza alle parole del Presidente libanese Joseph Aoun, che aveva accusato l’Iran di usare il Libano come “moneta di scambio” nei negoziati con gli USA.
The Jerusalem Post
- La replica di Araghchi: “Se il Libano fosse davvero una moneta di scambio per l’Iran, avremmo già chiuso un accordo da tempo”, ha scritto su X, ribaltando l’accusa.The Jerusalem Post
- Il monito: Araghchi ha invitato il presidente libanese a “salvare il Libano dal suo vero nemico” (riferendosi alle operazioni israeliane), sottolineando come la retorica libanese stia pericolosamente ignorando la responsabilità diretta di chi sta bombardando il Paese.The New Region
2. La posizione di Putin: “Nessuna provocazione da parte iraniana”
Dal Forum Economico di San Pietroburgo, Vladimir Putin ha fornito una copertura politica indiretta a Teheran:
- “Nessuna giustificazione”: Il Presidente russo ha condannato l’aggressione contro l’Iran, definendola priva di provocazioni da parte di Teheran.
- Nessun supporto militare: Putin ha però tenuto a precisare che la Russia non ha fornito armi all’Iran durante questa crisi, cercando di mantenere il profilo di un mediatore che non vuole essere trascinato nel conflitto aperto.
- Solidità interna: Il leader russo ha elogiato la resilienza della società iraniana, smentendo le previsioni occidentali su un possibile crollo interno del regime sotto la pressione del conflitto.
https://en.mehrnews.com/news/245066/Araghchi-reacts-to-Lebanese-president-s-anti-Iran-remarks
https://en.mehrnews.com/news/245074/Russia-s-Putin-blasts-US-over-war-of-aggression-against-Iran
