Autore: Sabrina Panarello

Dalla catastrofe di Chernobyl all’antrace di Sverdlovsk, il potere sovietico ha spesso preferito proteggere la propria immagine anziché rivelare informazioni scomode. Oggi, davanti alla morte di una ricercatrice in Siberia, è questa eredità a pesare sulle rassicurazioni di Mosca. Ci sono governi ai quali non basta dichiarare che una crisi è sotto controllo per essere creduti. La Russia è uno di questi. Non soltanto per le tensioni politiche con l’Occidente, ma per una storia nella quale il segreto di Stato ha più volte prevalso sul diritto dei cittadini a sapere e sulla necessità di condividere informazioni essenziali con la comunità internazionale.…

Read More

Ad Ashgabat il confronto tra i Paesi del CSI e gli Stati rivieraschi del Mar Caspio mette al centro cooperazione regionale, commercio e sicurezza. Pezeshkian rivendica il valore strategico dei collegamenti con 15 Paesi confinanti, mentre Putin rafforza il dialogo con Teheran e Ashgabat La geografia come risorsa strategica per contrastare l’isolamento economico. È uno dei messaggi lanciati dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian in occasione della sua visita in Turkmenistan, dove il confronto tra i leader del Commonwealth degli Stati indipendenti (CSI) e gli appuntamenti dedicati al Mar Caspio riuniscono questioni diplomatiche, economiche e di sicurezza. Prima della partenza per Ashgabat, Pezeshkian ha sostenuto che l’Iran non può essere facilmente isolato, considerando i rapporti con i 15 Paesi confinanti e la possibilità di mantenere, attraverso diverse direttrici, scambi economici, commerciali, politici e di sicurezza. Un’affermazione che riflette la strategia di Teheran: rafforzare i rapporti regionali, diversificare i collegamenti e contenere gli effetti delle pressioni statunitensi, comprese quelle sul traffico marittimo. La posizione geografica iraniana, tra il Golfo Persico, il Caucaso e l’Asia centrale, rappresenta un elemento rilevante in questa prospettiva. Le connessioni terrestri e marittime e i rapporti con gli Stati vicini possono offrire alternative per il movimento delle merci e lo sviluppo degli scambi. La loro effettiva capacità di compensare le restrizioni dipende, tuttavia, dalle infrastrutture, dagli accordi commerciali e dalle condizioni finanziarie e logistiche. È in questo quadro che assume rilievo la partecipazione iraniana agli incontri in Turkmenistan. Per Teheran, il confronto multilaterale costituisce un’occasione per consolidare le relazioni con i Paesi limitrofi e approfondire la cooperazione in settori strategici, dall’energia ai trasporti, fino al commercio e alla sicurezza. Pezeshkian e Putin, cooperazione economica e strategica A margine degli appuntamenti, Pezeshkian ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin. I due leader hanno esaminato lo stato delle relazioni bilaterali e discusso le possibilità di rafforzare la collaborazione nei comparti dell’energia, dell’agricoltura, dei trasporti e del commercio. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana IRNA, entrambi hanno sottolineato la necessità di accelerare la definizione e l’attuazione dei progetti congiunti, ribadendo l’intenzione di ampliare la cooperazione nell’interesse dei rispettivi Paesi e della stabilità regionale. Il colloquio si inserisce nella strategia iraniana di diversificazione dei rapporti internazionali e nella volontà russa di mantenere e sviluppare i legami con Teheran. Le convergenze politiche dovranno però tradursi in risultati concreti affinché il partenariato possa produrre effetti tangibili sui collegamenti commerciali e sulle attività economiche. Mosca e Ashgabat, il dialogo prosegue La visita di Putin ha previsto anche un incontro con il presidente turkmeno Serdar Berdimuhamedov. Il colloquio, tenutosi nel complesso di Avaza, sulla costa del Mar Caspio, è stato confermato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha riferito di un confronto sulle principali questioni relative allo sviluppo delle relazioni russo-turkmene. I contatti tra Mosca e Ashgabat si inseriscono in un dialogo regolare, mentre il Turkmenistan continua a perseguire la propria politica di neutralità e a coltivare rapporti con diversi interlocutori internazionali. La presenza dei vertici russo e iraniano nello stesso contesto diplomatico accresce il rilievo degli incontri, senza cancellare le specificità degli interessi nazionali dei singoli partecipanti. Il vertice del CSI offre inoltre uno spazio per discutere il coordinamento tra gli Stati partecipanti e le prospettive di collaborazione su questioni regionali e internazionali. La partecipazione di Pezeshkian aggiunge un elemento significativo al confronto, soprattutto alla luce dell’interesse iraniano per il rafforzamento dei legami con i Paesi vicini. Il Mar Caspio, risorse condivise e rischi ambientali Accanto alla dimensione diplomatica, gli appuntamenti dedicati al Mar Caspio richiamano l’attenzione sulle condizioni di un bacino condiviso da Azerbaigian, Iran, Kazakistan, Russia e Turkmenistan. Pezeshkian ha sottolineato che le minacce ambientali che interessano il mare possono produrre conseguenze per tutti gli Stati rivieraschi. La questione riguarda quindi non soltanto la tutela dell’ecosistema, ma anche la necessità di coordinare le politiche nazionali in un’area di interesse economico e strategico. Il Caspio costituisce infatti uno spazio importante per le risorse naturali e i collegamenti regionali. La protezione dell’ambiente e la gestione sostenibile del bacino richiedono un confronto tra i Paesi che ne condividono le coste, soprattutto di fronte a problemi che non possono essere affrontati efficacemente entro i soli confini nazionali. Per Teheran, il forum rappresenta anche un’opportunità per promuovere il dialogo multilaterale e la cooperazione energetica, temi che Pezeshkian ha richiamato insieme alla necessità di contrastare l’unilateralismo nelle relazioni internazionali. Le rotte regionali al centro degli equilibri Gli appuntamenti in Turkmenistan mettono in evidenza l’intreccio tra diplomazia, commercio, infrastrutture e sicurezza. Per l’Iran, il rafforzamento dei rapporti con i Paesi confinanti costituisce una componente della strategia volta a limitare gli effetti delle pressioni esterne; per la Russia, il dialogo con Teheran e Ashgabat rappresenta un’occasione per consolidare relazioni regionali di interesse. La questione decisiva resta la capacità di trasformare le dichiarazioni politiche in progetti realizzabili, collegamenti efficienti e scambi effettivi. La posizione geografica può offrire opportunità, ma non elimina da sola gli ostacoli posti dalle sanzioni, dai costi logistici e dalle limitazioni finanziarie. Il confronto di Ashgabat assume quindi un significato che va oltre i singoli incontri bilaterali: mostra quanto le relazioni tra i Paesi del CSI e gli Stati del Caspio siano legate alla ricerca di nuovi margini di cooperazione economica, alla gestione delle risorse condivise e alla possibilità di mantenere aperti i canali di dialogo in uno scenario internazionale attraversato da forti tensioni.

Read More

Migliaia di studenti e insegnanti sono scesi in piazza a Rio de Janeiro per rivendicare la sovranità del Brasile e contestare la candidatura di Flávio Bolsonaro, a pochi giorni dal ballottaggio presidenziale del 25 ottobre. La manifestazione, organizzata dalle realtà studentesche, si è trasformata in un appello alla mobilitazione contro una possibile svolta conservatrice e contro quello che i partecipanti considerano il rischio di una maggiore subordinazione della politica brasiliana agli Stati Uniti. Nel centro della città sono comparsi striscioni con messaggi come “Fuori Bolsonaro”, “Lula presidente”, “Gli studenti sono antifascisti” e “Il Brasile non è il cortile di nessuno”.…

Read More

Bruxelles vuole chiarimenti sul caso segnalato nella regione di Irkutsk. La Commissione: mancano ancora elementi per valutare la situazione epidemiologica e i possibili rischi transfrontalieri. Anche l’Oms ha chiesto dati a Mosca La Commissione europea torna a chiedere informazioni alla Russia sulla situazione sanitaria nella regione di Irkutsk, dove è stato segnalato un caso sospetto di peste. Quella di oggi è la terza richiesta avanzata da Bruxelles nell’arco di una settimana, mentre restano da chiarire la natura dell’infezione e l’eventuale presenza di altri casi. A riferirlo è stata la portavoce della Commissione europea Eva Hrncirova, secondo la quale gli esperti…

Read More

La visita del sultano Haitham bin Tariq ad Astana rafforza la cooperazione tra i due Paesi. Investimenti, energia, trasporti e nuove tecnologie al centro degli accordi. Per il Kazakistan l’obiettivo è ampliare le fonti di capitale e le rotte commerciali verso i mercati del Sud La visita di Stato del sultano dell’Oman Haitham bin Tariq in Kazakistan, il 6 ottobre, segna un nuovo passo nei rapporti tra Astana e i Paesi del Golfo e apre una prospettiva più ampia sulla crescente proiezione internazionale dell’Asia centrale. Per il sultano si è trattato della prima visita in Kazakistan e, più in generale,…

Read More

Accordo dell’ultimo minuto: sette diplomatici resteranno nella nuova “Missione del Regno Unito”. Londra non riconosce a Israele il diritto di chiudere il consolato, ma per ora evita ritorsioni Il consolato britannico a Gerusalemme Est cambia status e perde gran parte del suo personale, ma non scompare. Un accordo dell’ultimo minuto tra Israele e Regno Unito prevede infatti la partenza di 20 diplomatici britannici, compreso il console generale, mentre sette funzionari resteranno nell’edificio, che da oggi sarà chiamato “Missione del Regno Unito, Gerusalemme”. La struttura, fondata quasi 200 anni fa, non opererà più come consolato. Israele considera conclusa la sua funzione, mentre…

Read More

La rimozione di Aguila Saleh dalla presidenza della Camera dei rappresentanti non sembra destinata a chiudere la crisi politica della Libia. Al contrario, rischia di aprire una partita ancora più delicata: capire chi controllerà realmente il principale organo politico della Libia orientale e quale ruolo avrà il nuovo equilibrio nei negoziati per la riunificazione del Paese. Il nuovo presidente della Camera, Al-Salihin Abdul-Nabi, ha cercato di imprimere fin dalle prime ore un’immagine diversa rispetto al suo predecessore. Nel suo primo intervento ha promesso di essere lo speaker di tutti i deputati e ha indicato come priorità il rafforzamento delle istituzioni,…

Read More

La Francia ha convocato l’ambasciatore iraniano a Parigi in risposta alle accuse di Teheran sulla gestione delle proteste studentesche, denunciando una campagna di disinformazione condotta dalle autorità iraniane sul movimento dei liceali. La convocazione, disposta dal ministro francese per l’Europa e gli Affari esteri Jean-Noël Barrot, arriva un giorno dopo che Teheran aveva convocato l’ambasciatore francese in Iran, accusando Parigi di un trattamento violento dei manifestanti e di gravi violazioni dei diritti umani. Il Quai d’Orsay ha definito «assolutamente inaccettabili» i contenuti diffusi online dagli account ufficiali del ministero degli Esteri iraniano e ha giudicato «infondata» la convocazione del diplomatico…

Read More

Due rilevazioni condotte dall’interno o nell’orbita dell’establishment iraniano delineano un quadro di crescente sfiducia verso le istituzioni politiche e di una domanda sempre più ampia di cambiamento. I numeri non consentono di stabilire quanti iraniani vogliano effettivamente la fine della Repubblica islamica, ma indicano qualcosa di più difficile da ignorare: il consenso verso lo status quo appare ridotto a una minoranza, mentre la distanza tra società e istituzioni si è ampliata. Uno dei dati più significativi emerge da una ricerca presentata da Ebrahim Hajiani, ex direttore dell’Iranian Students Polling Agency (ISPA), organismo di sondaggi legato allo Stato. Secondo Hajiani, la…

Read More

Con le elezioni anticipate del 29 novembre, il partito di Santiago Abascal intravede la possibilità concreta di entrare per la prima volta nel governo nazionale. I sondaggi lo collocano intorno al 18% e indicano una possibile maggioranza del centrodestra insieme al Partito Popolare. La convocazione delle elezioni anticipate da parte di Pedro Sánchez ha aperto in Spagna uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato difficilmente praticabile: la possibilità che Vox, il principale partito della destra radicale spagnola, entri per la prima volta nel governo nazionale. Per Santiago Abascal il voto del 29 novembre non rappresenta soltanto l’occasione…

Read More