Autore: Sabrina Panarello

Nonostante l’intensa attività diplomatica e la presenza di mediatori internazionali, Teheran raffredda le aspettative su una rapida risoluzione del conflitto. Il portavoce Baqaei: “Differenze ancora profonde” Esmail Baghaei, portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, (Fonte: Mehr News Agency/Wikimedia Commons) Si allungano i tempi per un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti. Nonostante la frenetica attività diplomatica delle ultime ore, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha voluto precisare che, sebbene si sia arrivati a una “fase decisiva” dei negoziati, l’intesa resta ancora lontana. Il ruolo del Pakistan e la prudenza iraniana Le…

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Il dietrofront della leadership repubblicana non è una manovra tattica, è un segnale di resa. La Casa Bianca non combatte più solo contro Teheran, ma contro la realtà di un Paese che non sostiene più la sua strategia Foto: Daniel Torok / Wikimedia Commons”) Washington è stata testimone, giovedì 21 maggio, di una rottura epocale: la leadership repubblicana ha dovuto “staccare la spina” al voto sui poteri di guerra in Iran, terrorizzata dall’evidenza che la disciplina di partito si è sbriciolata. Non è stata una scelta diplomatica, ma un freno d’emergenza tirato per evitare il disastro: i vertici sapevano che…

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(Veduta di Mogadiscio) La Somalia scivola in una fase di profonda incertezza strategica. A una settimana dalla scadenza formale del mandato quadriennale del Presidente Hassan Sheikh Mohamud – avvenuta lo scorso 15 maggio e contestata dalle opposizioni e da diversi Stati federali – il Paese vive un pericoloso “vuoto” di legittimità che rischia di paralizzare l’azione governativa proprio mentre l’emergenza umanitaria tocca nuovi livelli di guardia. Lo stallo politico Il nodo del contendere resta la validità delle recenti modifiche costituzionali, che hanno esteso il mandato presidenziale e parlamentare da quattro a cinque anni. Mentre il governo federale sostiene la piena operatività…

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Vertice della NATO a Washington (Foto: Juris Vīgulis / Saeima – CC BY-SA 2.0) Si apre una fase di profonda incertezza strategica per l’Alleanza Atlantica. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El Pais, le recenti decisioni dell’amministrazione statunitense in materia di difesa stanno sollevando preoccupazioni crescenti nelle capitali europee, da Berlino a Parigi, fino a Bruxelles. Al centro del dibattito vi sono le recenti manovre del Pentagono: il ritiro programmato di 5.000 soldati dalla Germania, la revisione delle forze schierate in Polonia e il congelamento del progetto per lo spiegamento di missili Tomahawk in territorio tedesco. Secondo gli analisti, tali mosse…

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La sede del Ministero degli Affari Esteri a Roma. (Kaga tau / CC BY-SA 4.0) Posizione unitaria e netta di Italia, Francia, Germania e Regno Unito sulla crisi in Cisgiordania. In una dichiarazione congiunta diffusa oggi, i quattro Paesi hanno rivolto un appello formale al governo israeliano affinché ponga fine all’espansione degli insediamenti e adotti misure concrete per contrastare la violenza dei coloni, definita dai leader “a livelli senza precedenti”. La nota si concentra in particolare sulla criticità dell’area E1. “Lo sviluppo dell’insediamento E1 dividerebbe la Cisgiordania in due e segnerebbe una grave violazione del diritto internazionale”, sottolineano i quattro governi,…

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“Operazioni di addestramento: fucile di precisione in dotazione a reparti speciali. (Foto: Vony Razom / Unsplash)” Il Gruppo Kalashnikov annuncia un piano di aggiornamento per il fucile da cecchino Chukavin (SVCh). La decisione nasce direttamente dal feedback dei reparti impegnati nel conflitto in Ucraina, dove i militari hanno segnalato la necessità di una maggiore resistenza in condizioni di elevata umidità. Gli aggiornamenti tecnici Andrey Chukavin, ingegnere capo del progetto, ha confermato che la modernizzazione si concentrerà su tre pilastri principali: Profilo dell’arma L’SVCh rimane una piattaforma concepita per l’ingaggio di manodopera, potenza di fuoco e veicoli non blindati fino a 1.000 metri…

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(“Sergey Lavrov. Foto: Ministero degli Esteri della Federazione Russa”) Mosca traccia una linea rossa in Medio Oriente. Durante la sessione plenaria sulla sicurezza nella Grande Eurasia, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha espresso la ferma opposizione della Russia a qualsiasi nuova aggressione armata contro l’Iran, chiedendo la fine immediata dell’uso della forza contro le infrastrutture civili. L’accusa alla politica “brutale” Lavrov ha respinto nettamente le giustificazioni occidentali, definendo la condotta di USA e Israele come una “politica aggressiva che coinvolge l’uso della forza bruta”. Secondo il capo della diplomazia russa, tali azioni “non hanno nulla a che fare con…

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foto Kanoya Air Base 海上自衛隊 鹿屋航空基地 (Creatives Commons Attribution by CC 4.0) Gli Stati Uniti dispiegheranno il sistema missilistico a terra Typhon presso la base aerea di Kanoya, in Giappone. Il posizionamento è legato a due sessioni di esercitazioni congiunte tra le Forze di autodifesa giapponesi e l’esercito USA: la Valiant Shield 26 (22 giugno – 1 luglio) e la Orient Shield 26 (settembre). Il sistema Typhon Progettato per il lancio di missili a medio e corto raggio, il sistema Typhon rappresenta un asset strategico ad alta capacità di attacco a terra. La posizione ufficiale L’ambasciata giapponese a Mosca ha precisato la natura dell’operazione: https://tass.com/world/2135113

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Foto: Foad Ashtari / Mehr News Agency (Licenza CC BY 4.0) Lo stallo diplomatico tra Teheran e Washington è totale. L’Iran cambia strategia e punta a una comunicazione diretta. Il portavoce del Ministero, Esmaeil Baghaei, ha parlato ai microfoni di Vice News. Il suo obiettivo? Rompere il muro della disinformazione. Baghaei rifiuta il termine “concessioni”. Teheran chiede solo il rispetto dei propri diritti legittimi. Le sanzioni statunitensi non hanno una base reale, secondo il portavoce. La minaccia nucleare iraniana viene definita una “grande bugia”. È uno strumento usato solo per giustificare il blocco economico. L’energia nucleare resta una priorità vitale. Non…

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Foto: Ra’ouf Mohseni / Wikimedia Commons (Licenza CC BY 4.0) Il Ministero degli Esteri iraniano ha espresso una formale protesta contro le recenti sanzioni imposte dagli Stati Uniti nei confronti dell’ambasciatore iraniano in Libano, di diversi funzionari libanesi e di altri cittadini. In una dichiarazione ufficiale, Teheran ha definito tali misure come “tentativi di minare la sovranità libanese e diffondere la sedizione”, sottolineando come esse riflettano un disprezzo per i principi consolidati del diritto internazionale e per la Carta delle Nazioni Unite. Il Ministero ha inoltre collegato le nuove sanzioni a una presunta “collusione tra Washington e l’entità sionista”, ribadendo…

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