(AGENPARL) - Roma, 22 Maggio 2026 - Il dietrofront della leadership repubblicana non è una manovra tattica, è un segnale di resa. La Casa Bianca non combatte più solo contro Teheran, ma contro la realtà di un Paese che non sostiene più la sua strategia

Foto: Daniel Torok / Wikimedia Commons”)
Washington è stata testimone, giovedì 21 maggio, di una rottura epocale: la leadership repubblicana ha dovuto “staccare la spina” al voto sui poteri di guerra in Iran, terrorizzata dall’evidenza che la disciplina di partito si è sbriciolata.
Non è stata una scelta diplomatica, ma un freno d’emergenza tirato per evitare il disastro: i vertici sapevano che la mozione, sostenuta da una fronda interna in ascesa, avrebbe superato il vaglio dell’aula.
Perché Trump ha perso il controllo della narrazione:
La fattura della guerra: Il supporto al conflitto è precipitato al 33%. Gli americani hanno smesso di guardare alle dinamiche mediorientali e hanno iniziato a guardare al prezzo della benzina, che ha registrato un +53% dall’inizio delle ostilità.
Il corto circuito del GOP: I legislatori repubblicani hanno sentito il vuoto sotto i piedi: sanno che la loro base elettorale, messa a dura prova da un’inflazione galoppante e dal caro-vita, non è più disposta a tollerare una “guerra senza fine” che ha svuotato le tasche delle famiglie.
La fine di un’era: Il blocco del voto è l’ammissione di impotenza di un’amministrazione che non riesce più a imporre la propria linea, nemmeno nel proprio “giardino di casa”. La Casa Bianca è in rotta di collisione con la realtà economica del Paese.
https://www.cbsnews.com/news/house-gop-pulls-iran-war-resolution-vote
https://www.ipsos.com/en/global-opinion-polls/the-iran-conflict