Il controllo dello Stretto di Hormuz passa alla fase del blocco strategico. Il generale di brigata Mohammad Akraminia, portavoce dell’esercito iraniano, ha dichiarato ufficialmente che Teheran non permetterà più il transito di armi americane attraverso la via navigabile più sensibile del pianeta. Controllo sinergico: IRGC e Marina Secondo quanto spiegato da Akraminia durante un incontro con la stampa a Mashhad, lo Stretto è ora diviso in due zone di supervisione coordinate: il lato occidentale è sotto la gestione della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), mentre il lato orientale è affidato alla Marina regolare iraniana. Un assetto…
Autore: Sabrina Panarello
La Spagna alza il ponte levatoio e dice “no” a Washington. Il Ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha confermato ufficialmente che gli Stati Uniti non potranno utilizzare le basi aeree di Morón e Rota per la campagna militare contro l’Iran. Una presa di posizione netta contro quella che Madrid definisce una “guerra unilaterale” condotta al di fuori di ogni coordinamento NATO. Sovranità contro sanzioni Nonostante le pesanti pressioni della Casa Bianca, che avrebbe minacciato sanzioni commerciali e persino la sospensione della Spagna dall’Alleanza Atlantica, il governo Sanchez resta fermo. «Non rinunceremo ai nostri principi sotto pressione», ha dichiarato Albares…
L’onda d’urto del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sta ridisegnando la mappa energetica globale, spingendo le nazioni del Sud-est asiatico verso una svolta radicale: l’abbandono della dipendenza dagli idrocarburi a favore dell’energia nucleare. Con lo Stretto di Hormuz paralizzato dall’aggressione israelo-americana – un’arteria vitale dove transita il 20% del greggio mondiale – la sicurezza energetica è diventata una priorità di sopravvivenza nazionale. Shock dei prezzi e nuove strategie Le interruzioni nella produzione di petrolio e gas hanno fatto impennare i costi dell’elettricità, rendendo il nucleare l’unica alternativa per una produzione di base sicura e costante. Arkady Gevorkyan, stratega…
In una giornata dominata dai calcoli di potere del vertice di Pechino, dall’Iran si leva un grido che scuote le fondamenta spirituali del pianeta. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha lanciato un appello al mondo senza precedenti, chiamando a raccolta ogni uomo e donna di fede — musulmani, ebrei, cristiani, sikh e indù — per una resistenza comune contro la “barbarie moderna” di USA e Israele. Un rigurgito di moralità contro il tradimento dei valori Baqaei ha denunciato con sdegno l’aggressione lanciata il 28 febbraio 2026, un attacco arrivato proprio mentre i canali diplomatici erano ancora aperti. Per Teheran, non…
Mentre i riflettori si accendono sull’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, l’ombra del conflitto con l’Iran trasforma quello che doveva essere un vertice commerciale in una prova di forza che vede Washington in una posizione di inedita debolezza politica. Il presidente americano giunge a Pechino alla ricerca di una via d’uscita da una guerra costosa che ha destabilizzato i mercati energetici e logorato la sua leadership interna. La diplomazia della necessità L’amministrazione statunitense spera che la Cina utilizzi la sua profonda influenza economica su Teheran per spingere verso un accordo che ripristini i flussi petroliferi globali, messi a dura…
-Mappa delle infrastrutture energetiche (aggiornamento 2026): i nodi dello scontro tra flussi russi e GNL statunitense Mentre la diplomazia internazionale osserva gli sviluppi dei vertici globali, emergono dettagli su una strategia mirata al controllo dei flussi energetici che collegano la Russia al continente europeo. Secondo quanto riportato dall’agenzia TASS, gli Stati Uniti starebbero attuando un piano per estromettere la concorrenza e imporre la propria dominanza sul mercato dell’energia. Il piano sulle infrastrutture del Nord Stream Al centro della contesa ci sono i gasdotti Nord Stream. La strategia di Washington prevederebbe il ripristino delle infrastrutture danneggiate per poi procedere all’acquisto delle quote…
Le periodiche minacce del Presidente Donald Trump di intensificare l’azione militare contro l’Iran nascondono una realtà diplomatica ed economica molto più fragile di quanto Washington voglia ammettere. Secondo Haider Arab, analista politico iracheno citato dall’agenzia IRNA, la retorica bellicista della Casa Bianca è un “disperato tentativo” di mascherare i ripetuti fallimenti strategici e risollevare il morale di un’amministrazione in profondo tumulto. L’economia di guerra morde gli USA A smentire la narrazione di una vittoria imminente sono i numeri del mercato interno americano. Dall’inizio del conflitto, lo scorso 28 febbraio, il prezzo della benzina negli Stati Uniti è letteralmente esploso, registrando un…
Dietro l’accoglienza formale e i sorrisi di facciata, il viaggio di Donald Trump in Cina rivela una realtà diplomatica inedita: per la prima volta, Washington si presenta al tavolo in una posizione di evidente svantaggio strategico. Mentre il Presidente americano cerca di proiettare un’immagine di forza, i fatti sul campo raccontano una storia diversa. La debolezza negoziale americana Il peso del conflitto in Iran e la pressione dell’inflazione interna hanno ridotto i margini di manovra della Casa Bianca. Trump ha bisogno della Cina per gestire due crisi parallele che minacciano la sua stabilità politica: Taiwan e la linea rossa di…
Svolta diplomatica nelle ultime ore per la risoluzione del conflitto tra Teheran e Washington. In una conversazione telefonica definita “cruciale”, i massimi diplomatici di Cina e Pakistan hanno coordinato gli sforzi per accelerare il processo di pace e, soprattutto, per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il nuovo ruolo della Cina Pechino ha ufficialmente cambiato marcia: da sostenitore esterno a parte attiva. Il Ministro degli Esteri cinese ha confermato che la Repubblica Popolare non si limiterà più a osservare, ma intende partecipare direttamente alla mediazione tra Iran e Stati Uniti. Un segnale di forza che punta a blindare il tavolo…
Non solo economia, ma una vera alternativa politica al dominio occidentale. L’Ambasciatore iraniano in Cina, Abdolreza Rahmani Fazli, ha delineato i contorni della “profondità strategica” che lega Teheran a Pechino all’indomani della guerra del 2026, confermando che l’asse con il Dragone è il pilastro su cui l’Iran sta costruendo la sua resistenza diplomatica. Il ruolo della Cina come “Portavoce” globale Secondo Rahmani Fazli, la Cina non è solo un partner commerciale, ma l’unico attore capace di portare le istanze di Teheran al tavolo delle grandi potenze. I punti cardine della missione affidata a Pechino sono chiari: Oltre il petrolio: il Partenariato…