(AGENPARL) - Roma, 23 Maggio 2026 - Nonostante l’intensa attività diplomatica e la presenza di mediatori internazionali, Teheran raffredda le aspettative su una rapida risoluzione del conflitto. Il portavoce Baqaei: “Differenze ancora profonde”

Esmail Baghaei, portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, (Fonte: Mehr News Agency/Wikimedia Commons)
Si allungano i tempi per un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti. Nonostante la frenetica attività diplomatica delle ultime ore, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha voluto precisare che, sebbene si sia arrivati a una “fase decisiva” dei negoziati, l’intesa resta ancora lontana.
Il ruolo del Pakistan e la prudenza iraniana
Le dichiarazioni di Baqaei, rilasciate venerdì sera alla televisione di Stato, arrivano in concomitanza con la visita a Teheran del capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir. Il Pakistan, che già la scorsa settimana aveva inviato il ministro dell’Interno Mohsin Naqvi, si conferma il mediatore ufficiale di questo complesso dialogo indiretto che ha permesso, dallo scorso 8 aprile, il mantenimento del cessate il fuoco.
“La presenza di alti funzionari pakistani indica che abbiamo raggiunto un punto di svolta”, ha ammesso Baqaei, per poi frenare immediatamente ogni ottimismo eccessivo: “Non possiamo dire di aver raggiunto un punto in cui un accordo è vicino”. Le divergenze tra Washington e Teheran rimangono, secondo il portavoce, “profonde e significative”.
La priorità: stop alla guerra, non il nucleare
Il fulcro delle trattative attuali non è il dossier nucleare, bensì il conflitto aperto lanciato lo scorso 28 febbraio. “In questa fase, i dettagli della questione nucleare non vengono discussi”, ha chiarito Baqaei, sottolineando come l’urgenza sia la fine delle ostilità su tutti i fronti, Libano compreso.
L’Iran, scottato dalle precedenti esperienze negoziali in cui le “richieste massimaliste” degli Stati Uniti avevano portato a nuove tensioni e attacchi, mette in guardia sulla necessità di tutele concrete: “Dobbiamo prima raggiungere la fine della guerra in un modo che protegga i nostri interessi e affronti le nostre preoccupazioni”.
La diplomazia resta affollata
Oltre al ruolo centrale del Pakistan, Teheran ha confermato la presenza in città di una delegazione del Qatar, attiva in colloqui paralleli volti alla de-escalation. Il governo iraniano ha definito preziosi gli sforzi di tutti i paesi coinvolti, siano essi regionali o internazionali, ribadendo tuttavia la centralità del mandato pakistano nel gestire questo delicato percorso diplomatico che, come evidenziato dal portavoce, richiede ancora tempo e costanza nel trasmettere le posizioni delle parti
https://en.irna.ir/news/86162194/Iran-says-too-early-to-say-deal-with-US-is-close