Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian (Crediti: IRNA / Ufficio Stampa Presidenziale) L’amministrazione iraniana traccia la rotta in risposta alla crisi in corso. Il presidente Masoud Pezeshkian ha ribadito oggi, durante un incontro con la Camera di commercio di Teheran, che la Repubblica Islamica non cederà alle pressioni esterne. “L’Iran non si arrenderà alle richieste eccessive”, ha dichiarato il Presidente. Il messaggio è indirizzato tanto al fronte interno, quanto ai tavoli negoziali internazionali. Verso un’integrazione regionale Pezeshkian ha sottolineato che la strategia di Teheran punta all’espansione economica. Nonostante la guerra di aggressione condotta dagli Stati Uniti, l’amministrazione intende rafforzare i legami…
Autore: Sabrina Panarello
Mao Ning, portavoce del Ministero degli Esteri cinese (fonte ministero esteri PRC) La Cina aumenta la pressione diplomatica nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha ribadito oggi la posizione di Pechino. Il governo cinese si oppone fermamente alle operazioni militari americane. Contesta inoltre il blocco navale imposto attorno ai porti della Repubblica Islamica. Una guerra evitabile Durante il briefing quotidiano, la portavoce ha espresso un giudizio netto. “Questo è un conflitto che non sarebbe mai dovuto accadere”, ha affermato. Per Pechino, la guerra è un errore strategico. Non c’è alcun…
Mohsen Rezaei (Credits: Mahmoud Hosseini / Wikimedia Commons) La tensione nel Golfo Persico raggiunge nuovi picchi di guardia. Domenica, durante una cerimonia di commemorazione per i martiri dell’attuale conflitto, Mohsen Rezaei, consigliere senior del Leader della Rivoluzione Islamica e figura di spicco dell’IRGC, ha lanciato un avvertimento senza precedenti all’amministrazione Trump. Rezaei ha chiarito che la strategia di Teheran non subirà arretramenti di fronte al blocco navale imposto dagli Stati Uniti: “Se entrate nel Golfo Persico, daremo una risposta dura, dolorosa e senza precedenti. Romperemo il blocco navale”. La minaccia sull’NPT Il punto più critico del discorso riguarda il futuro del…
sen. Christopher Van Hollen (Credits Dean Calma / IAEA Wikimedia Commons) Mentre Teheran punta a consolidare il controllo marittimo attraverso protocolli di sicurezza con l’Oman, dall’altra parte dell’oceano la strategia dell’amministrazione Trump finisce sul banco degli imputati. Christopher Van Hollen, senatore democratico del Maryland, ha definito il conflitto “un grande errore fin dall’inizio”, denunciando l’assenza di risultati tangibili e la crescente influenza iraniana nello Stretto di Hormuz. “Prima della guerra lo stretto era aperto, ora sembra che l’Iran ne abbia assunto il controllo”, ha dichiarato il senatore, evidenziando il paradosso di un’amministrazione che prometteva di evitare conflitti ma si ritrova…
Nessun pedaggio, ma un “protocollo di sicurezza” gestito esclusivamente dai paesi costieri. È questa la linea ribadita dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in merito alla gestione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Il chiarimento ufficiale Baghaei ha smentito le ricostruzioni che parlavano di “pedaggi” imposti da Teheran, precisando che il lavoro in corso con l’Oman mira a definire un meccanismo di navigazione sicuro e responsabile. “È naturale – ha spiegato il portavoce – che i servizi forniti in questo ambito e gli sforzi per la protezione ambientale richiedano dei costi”, inquadrando così la questione come una…
Nessuna trattativa e nessuna decisione strategica sarà intrapresa dalla Repubblica Islamica al di fuori del quadro del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale (SNSC) e senza il coordinamento e il permesso del Leader Supremo. È questo il messaggio perentorio lanciato dal Presidente Masoud Pezeshkian, che oggi ha delineato la linea ufficiale per la diplomazia del Paese durante un incontro con i vertici della radiotelevisione di Stato (IRIB). Consenso nazionale e compattezza Pezeshkian ha sottolineato che l’impegno della sua amministrazione per il consenso nazionale non è uno slogan politico, ma una necessità operativa per navigare in una fase di forte pressione esterna. Il…
Mentre resta alta la tensione al tavolo dei negoziati con gli Stati Uniti, il Parlamento iraniano ha votato oggi la conferma di Mohammad Baqer Qalibaf come Presidente per la terza sessione annuale. La rielezione, arrivata questa mattina in una sessione aperta, rappresenta un segnale politico di estremo peso: in un momento in cui le trattative per un Memorandum d’Intesa (MoU) sono in stallo per le note frizioni sullo sblocco degli asset, la leadership iraniana ha scelto di mantenere alla guida del legislativo — e del fronte diplomatico — il suo principale negoziatore. La conferma di Qalibaf è una garanzia di stabilità strategica…
Mentre proseguono le trattative, si accende lo scontro mediatico. Questa mattina, l’agenzia iraniana Tasnim ha bollato come “false” alcune ricostruzioni circolate sui media israeliani (nello specifico i24NEWS) riguardanti i presunti termini dell’intesa. Le indiscrezioni israeliane suggerivano che l’Iran dovesse prima trasferire il proprio uranio arricchito per ottenere in cambio l’allentamento delle sanzioni. La replica di Teheran è stata categorica: Questa presa di posizione netta conferma che, dietro i tavoli negoziali di Doha, si combatte anche una battaglia per l’opinione pubblica, con Teheran che teme di apparire troppo “cedevole” verso Washington e verso le interpretazioni che arrivano da Gerusalemme. https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/05/25/3599924/israeli-media-report-on-terms-of-iran-us-understanding-proven-false
Le speranze di un’imminente svolta diplomatica subiscono una frenata questa mattina. Fonti informate citate dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim hanno dichiarato che Teheran non nutre “alcun ottimismo” nei confronti dell’amministrazione statunitense, definendo il clima dei colloqui — mediati dal Pakistan — profondamente pessimistico. Secondo la fonte, nonostante lo scambio di messaggi, non è stata raggiunta alcuna intesa definitiva. I nodi restano legati a clausole specifiche, tra cui lo sblocco dei fondi iraniani congelati, che Teheran considera una precondizione fondamentale. L’Iran ha inoltre ribadito una linea di estrema prudenza: anche in caso di un eventuale accordo iniziale, Teheran continuerà a monitorare con sospetto…
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato su Truth Social che le relazioni tra Stati Uniti e Iran stanno diventando “molto più professionali e produttive”. In un passaggio che ha sorpreso gli osservatori, Trump non ha escluso che, in prospettiva, anche l’Iran possa aderire agli Accordi di Abramo, il quadro di normalizzazione diplomatica tra Israele e diversi paesi arabi. “Vorrei ringraziare tutti i paesi del Medio Oriente per la loro cooperazione”, ha affermato il Presidente, sottolineando che tale supporto verrà rafforzato proprio dall’adesione agli Accordi di Abramo. Pur ribadendo la ferma opposizione statunitense allo sviluppo di un’arma nucleare iraniana, Trump…