Autore: Sabrina Panarello

Una condanna a morte emessa nel silenzio dei tribunali rivoluzionari, un capo d’imputazione sproporzionato fondato su una semplice fotografia e una situazione clinica drammatica che non ha fermato la ferocia della repressione. Soda Ebrahimi Shamsabadi, blogger trentatreenne originaria di Bandar Abbas e detenuta dallo scorso marzo, è stata condannata alla pena capitale dal ramo 3 della Corte rivoluzionaria della città. Un verdetto che grida vendetta e che accende nuovamente i riflettori sul buco nero dei diritti umani in Iran. L’accusa: una foto da lontano e l’etichetta di “nemica dello Stato” La sentenza è stata firmata dal giudice Khajeh-Hassani — tristemente…

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È iniziato ufficialmente nel complesso espositivo “Bharat Mandapam” di Nuova Delhi il XVIII Vertice BRICS, l’appuntamento che riunisce i leader dei paesi membri per tracciare le nuove linee della cooperazione internazionale e della governance globale. Accolti dal primo ministro indiano Narendra Modi, i capi di Stato e di governo — tra cui il presidente russo Vladimir Putin, il presidente cinese Xi Jinping, il presidente egiziano Abdelfattah Sisi e il primo ministro etiope Abiy Ahmed — si sono confrontati sulle prospettive del partenariato strategico in ambito politico, economico e finanziario. La fine del sistema unipolare e il peso dei BRICS Nel suo…

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La Somalia punta allo spazio: il programma satellitare con la Turchia per il 2027 La Somalia si prepara a compiere un passo storico verso l’innovazione tecnologica e scientifica. Secondo quanto dichiarato dall’ambasciatore turco in Somalia, Alper Aktaş, durante un evento ufficiale a Mogadiscio, il Paese prevede di lanciare il suo primo satellite nello spazio entro il 2027, nell’ambito di una cooperazione strategica in forte espansione con la Turchia. Il piano prevede la costruzione di una struttura dedicata alle operazioni satellitari e alla ricerca scientifica nel distretto di Warsheekh, nella regione di Middle Shabelle. L’infrastruttura comprenderà un porto spaziale lungo la…

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Il Medio Oriente attraversa una nuova fase di profonda instabilità geopolitica. Con un’azione militare condotta a sorpresa lungo la costa occidentale dello Yemen, le unità del movimento Ansar Allah (gli Houthi) hanno modificato radicalmente i rapporti di forza regionali. La rapida riconquista di un’area superiore ai 4.200 chilometri quadrati e il controllo diretto dello Stretto di Bab el-Mandeb non rappresentano soltanto una svolta militare nel conflitto locale, ma introducono un fattore di altissima criticità per le rotte commerciali e il mercato energetico globale. La geografia militare del blitz e la conquista dell’isola di Perim L’offensiva ha travolto in poche ore i distretti…

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La linea rossa del Cremlino torna a farsi invalicabile. L’eventuale schieramento di un contingente militare europeo sul territorio ucraino rappresenterebbe un atto di belligeranza diretta contro la Russia. È l’avvertimento lanciato dai media russi a tarda sera, rilanciando le dichiarazioni del presidente Vladimir Putin che alzano drasticamente lo scontro strategico sul futuro del conflitto. Il punto della situazione La minaccia di Mosca: Secondo quanto riportato dai canali russi, il capo dello Stato ha definito le valutazioni occidentali sull’invio di forze sul campo come un passaggio che equivale a una dichiarazione di guerra aperta. Il contesto europeo: L’uscita di Mosca intercetta…

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La chiusura del cerchio sullo Stretto di Bab al-Mandab da parte degli Houthi e il consolidamento del controllo iraniano sui due colli di bottiglia energetici del Medio Oriente ridisegnano d’un tratto la geografia economica e militare globale. Non siamo di fronte a una semplice escalation locale nello Yemen, ma al completamento di una tenaglia geostrategica: con Hormuz sbarrato da mesi e il Mar Rosso interamente sotto il controllo dei miliziani filo-iraniani, Teheran e i suoi alleati detengono ora il monopolio delle arterie da cui transita il greggio mondiale. L’asse del controllo e il fattore saudita La presa di Mocha, dell’isola…

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Il viaggio del presidente cinese Xi Jinping a Nuova Delhi per il vertice dei BRICS segna il primo ritorno del leader in India dal 2019, anno dello storico vertice informale di Chennai. Una visita cruciale che arriva dopo anni di gelo diplomatico segnati dagli scontri mortali lungo la frontiera himalayana nel giugno 2020 e dalla successiva stretta indiana sugli investimenti tecnologici di Pechino. Sebbene la ripresa dei voli diretti, l’allentamento di alcuni vincoli sugli investimenti e i recenti passi avanti nei negoziati sui confini abbiano riacceso il dialogo, gli esperti concordano nel definire questo disgelo un’operazione di pragmatico risk management piuttosto che…

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In occasione della visita di tre giorni a Nuova Delhi e della sua partecipazione al vertice dei leader dei BRICS, il presidente russo Vladimir Putin porta sul tavolo un pacchetto di proposte per la difesa. Sebbene non siano attesi annunci formali o accordi epocali immediati, Mosca punta a spostare il baricentro della cooperazione bilaterale dal tradizionale modello acquirente-venditore verso la produzione e lo sviluppo congiunto, aprendo anche a partnership con i privati indiani. Dalla fornitura di S-400 ai radar e sottomarini Tra i dossier sul tavolo figurano le proposte per l’acquisizione di cinque ulteriori reggimenti del sistema di difesa aerea…

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Il campo di battaglia non è più soltanto il terreno fisico delimitato da confini geografici o infrastrutture critiche, ma la mente umana e il tessuto stesso delle società. È questa la tesi di fondo che posiziona l’intelligenza umana e il consenso sociale al centro della moderna competizione strategica, ridefinendo radicalmente i parametri della sicurezza internazionale. Una visione innovativa che ha trovato eco e riconoscimento diretto anche nei circuiti della difesa euro-atlantica. Il framework STCB e il saggio di Hooda e Rajan Il fulcro di questa evoluzione concettuale risiede in un lavoro pionieristico firmato da due ex ufficiali militari indiani, il…

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La drastica interruzione delle relazioni diplomatiche tra l’Algeria e gli Emirati Arabi Uniti, accompagnata dalla serrata dello spazio aereo nazionale ai velivoli emiratini, non costituisce un semplice incidente istituzionale. È il punto di rottura definitivo di una rivalità geostrategica che covava da tempo nel Mediterraneo allargato e nel continente africano. Come evidenziato in questa prima analisi sui dossier regionali, il baricentro del contendere affonda le sue radici in attriti sistemici che la sola cronaca dei decreti ministeriali non basta a spiegare. La tenaglia geopolitica: il Sahel e il fattore Marocco Il deterioramento irreversibile dei rapporti tra Algeri e Abu Dhabi poggia…

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