L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è in custodia dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Le accuse parlano di contatti segreti con Israele per un piano di cambio regime. L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato arrestato dall’unità di intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). La notizia è stata riportata dal New York Times il 13 luglio, citando diverse fonti informate. Il ruolo del Mossad Secondo le rivelazioni del quotidiano, il Mossad avrebbe condotto un’operazione segreta durata un anno. L’obiettivo era stabilire contatti solidi con Ahmadinejad. Israele voleva valutare il suo ruolo in un possibile futuro politico della Repubblica Islamica. Le indagini hanno…
Autore: Sabrina Panarello
Il Segretario di Stato Marco Rubio contesta l’operato della Corte penale internazionale, definendola una minaccia per la giurisdizione americana. Il dibattito riapre il nodo del rapporto tra diritto internazionale e interessi nazionali. Le recenti esternazioni del Segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, hanno riportato al centro del dibattito geopolitico la natura e le competenze della Corte penale internazionale (CPI). Rubio ha contestato duramente l’operato del tribunale dell’Aia, accusandolo di voler estendere la propria giurisdizione in modo arbitrario. Secondo il capo della diplomazia americana, l’istituzione starebbe cercando di trasformarsi in un organismo privo di contrappesi, capace di perseguire cittadini statunitensi in…
Il Ministro degli Esteri Araghchi chiarisce la posizione iraniana sul transito nel Golfo. Il Presidente Pezeshkian e il ministro russo Tsivilyov fissano il passaggio alla fase esecutiva degli accordi bilaterali. Il Ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha risposto alle recenti dichiarazioni del presidente USA Donald Trump sullo Stretto di Hormuz. In un post, Araghchi ha ribadito che la Repubblica islamica intende continuare a garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali. Sulla proposta di una tassa al 20% avanzata da Washington, il Ministro ha replicato: “È ovviamente troppo alta”, ribadendo l’intenzione di mantenere la gestione del transito su parametri…
Mentre la tensione bellica raggiunge livelli critici nel Golfo, Roma si conferma un punto di riferimento per il dialogo: oggi, 14 luglio, la capitale ospita un nuovo round di colloqui tra le delegazioni di Israele, Libano e Stati Uniti. La conferma di Tajani Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito l’impegno dell’Italia nel favorire la pace. L’incontro fa seguito all’accordo quadro firmato il 26 giugno, volto a chiudere la fase di conflitto iniziata a marzo. Il futuro della missione FPNUL Il vertice si concentra anche sul futuro del dispiegamento militare in Libano. Con la conclusione del mandato ufficiale della…
La diplomazia è travolta dalle armi. Mentre lo Stretto di Hormuz si chiude sotto il peso di una crisi senza precedenti, Washington e Teheran sono entrate in un conflitto aperto che rischia di destabilizzare l’intero assetto globale. La terza notte di fuoco L’escalation ha raggiunto un punto di non ritorno. Lunedì, sotto la direzione del Presidente Trump, le forze USA hanno lanciato la terza notte consecutiva di attacchi contro l’Iran. Il Presidente ha promesso che l’offensiva colpirà duramente anche nelle prossime ore. L’obiettivo dichiarato è “degradare” le capacità belliche di Teheran e infliggere un “costo pesante” alle sue forze. Il…
Il colonnello Ebrahim Zolfaqari ha rilasciato lunedì dichiarazioni durissime. Al centro del mirino c’è la presenza statunitense nello Stretto di Hormuz. Secondo il colonnello, le manovre americane creano pericoli concreti per la regione. Il commercio internazionale è a rischio. Anche il passaggio delle navi petroliere è in pericolo. La linea rossa di Teheran Zolfaqari è stato categorico. Ha escluso qualsiasi spazio per la diplomazia. “Non permetteremo interferenze americane nella gestione dello Stretto”, ha ribadito. La risposta iraniana sarà ferma. Le Forze Armate non esiteranno a usare la forza. Le recenti operazioni navali ne sono la prova. Il Corpo delle Guardie…
La situazione in Yemen è precipitata. A sole 48 ore dalle dichiarazioni del Primo Ministro ad interim del governo di Sana’a, Mohammed Ahmed Miftah — che in questa intervista definiva “irreversibile” la fine del blocco aereo e marittimo — l’aeroporto internazionale della capitale è stato teatro di un pesante attacco aereo in una grande escalation contro il principale aeroporto civile del paese. La sfida logistica e il raid Il Ministro dei trasporti e dei lavori pubblici dello Yemen, il maggiore generale Mohammed Ayash Quhim, ha riferito che un aereo iraniano è atterrato sano e salvo sulla terra d’origine nonostante gli attacchi aerei…
La tensione tra il blocco occidentale e la Federazione Russa si sposta definitivamente sul terreno del cyberspazio. Nella giornata di oggi, 13 luglio 2026, Finlandia e Francia hanno ufficializzato la convocazione dei rispettivi ambasciatori russi in seguito a una presunta, massiccia campagna di attacchi informatici che avrebbe colpito istituzioni governative, operatori di telecomunicazioni e infrastrutture critiche europee. La reazione diplomatica di Helsinki e Parigi Il Ministero degli Esteri finlandese, guidato da Elina Valtonen, ha agito per prima, chiamando a rapporto l’ambasciatore Pavel Kuznetsov per contestare ufficialmente quello che Helsinki definisce un “abuso del cyberspazio”. A stretto giro è arrivata la…
LONDRA – Lo scontro nello Stretto di Hormuz non è più soltanto una questione di manovre navali, ma è diventato un complesso campo di battaglia normativo. La Repubblica Islamica dell’Iran, tramite la propria Ambasciata a Londra, ha annunciato ufficialmente l’istituzione di un “corridoio marittimo temporaneo sicuro” nello stretto, notificando la decisione all’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) attraverso la comunicazione ufficiale S14/2026. La strategia di Teheran: legalità contro unilateralismo L’iniziativa iraniana si pone come un tentativo di riprendere il controllo narrativo sulla rotta strategica. Secondo Teheran, il corridoio stabilito è libero da qualsiasi ostacolo tecnico o militare, in linea con l’attuazione del protocollo…
La sicurezza nazionale britannica non è più terreno di caccia per l’IRGC. Con una decisione che segna un punto di non ritorno nei rapporti tra Londra e Teheran, il governo britannico ha ufficialmente designato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica. La misura, comunicata al Parlamento dal ministro di Stato per la sicurezza Angela Eagle, è figlia di una realtà operativa diventata insostenibile: le agenzie di intelligence britanniche hanno documentato il ruolo diretto dei Guardiani della Rivoluzione nell’intimidazione dei critici della Repubblica islamica direttamente sul suolo del Regno Unito. Non solo l’IRGC nel mirino Il giro di vite di Londra…