L’Iran cambia passo e alza la posta. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, è passato all’attacco sui social per chiarire che i tempi delle concessioni unilaterali sono finiti. Il Memorandum di Islamabad, che doveva regolare il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, è ormai carta straccia per Teheran a causa dei ripetuti raid statunitensi. L’avvertimento di Ghalibaf Il messaggio è semplice: Washington ha violato i patti e ora deve aspettarsi le conseguenze. Ghalibaf ha puntato il dito contro il punto 5 dell’accordo, quello che impegnava l’Iran a garantire il transito commerciale, accusando gli USA di usare questo pretesto per…
Autore: Sabrina Panarello
Il Memorandum di intesa siglato a Islamabad tra Iran e Stati Uniti sembra ormai destinato all’archiviazione, vittima di una spirale di sfiducia reciproca che ha riportato le relazioni bilaterali a un punto di rottura. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha chiarito in sede di briefing settimanale che, dal punto di vista di Teheran, la crisi non è scaturita da una scelta unilaterale iraniana, quanto piuttosto dall’incapacità di Washington di rispettare gli impegni sottoscritti già nelle fasi preliminari dell’accordo. Al centro del contendere resta lo status dello Stretto di Hormuz, punto nevralgico della sicurezza regionale dove la…
TEHRAN – L’Iran impiegherà tutti i meccanismi legali e diplomatici disponibili per perseguire la giustizia e vendicare il martirio del defunto leader della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Seyed Ali Khamenei, e di tutte le vittime dell’aggressione USA-israeli. A confermare la linea ferma di Teheran è stato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, durante la conferenza stampa settimanale di lunedì: “La ricerca della giustizia e della vendetta per il leader martirizzato e per ogni singolo martire caduto è una seria richiesta nazionale”. Baqaei ha ribadito che le atrocità commesse non sono soggette a prescrizione, definendo la lotta all’impunità per i criminali…
Il Primo Ministro ad interim dello Yemen, Mohammed Ahmed Miftah, ha lanciato un segnale di sfida che riecheggia ben oltre i confini della capitale. Dichiarando “irreversibile” la decisione del suo Paese di porre fine al blocco aereo e marittimo che ne soffoca l’economia da anni, Miftah ha indicato nell’alleanza con l’Iran il perno fondamentale di questo cambio di passo. La dichiarazione, pronunciata durante una manifestazione a Sana’a, non è solo una retorica politica, ma si fonda su un dato concreto: l’arrivo recente di un aereo iraniano nell’aeroporto della capitale, avvenuto nonostante le minacce della coalizione a guida saudita. Per il…
Secondo quanto riportato dalla CNN Turk e ripreso da diverse agenzie internazionali, il governo turco potrebbe annunciare a breve la rivendita dei sistemi missilistici antiaerei S-400, acquisiti dalla Russia nel 2017. Il quotidiano Hurriyet, citando fonti vicine al dossier, ha indicato che la transizione potrebbe riguardare un Paese del Golfo Persico, menzionando tra i possibili destinatari gli Emirati Arabi Uniti o il Qatar. Ad oggi, non sono giunte conferme ufficiali da parte di Ankara o Mosca. Il contratto originario per la fornitura dei sistemi S-400, siglato nel 2017 per un valore di 2,5 miliardi di dollari, aveva causato profonde tensioni diplomatiche tra la…
Il Ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore britannico a Teheran per protestare contro le “accuse infondate” relative a presunte attività di sicurezza nel Regno Unito, esortando Londra a interrompere il sostegno a reti terroristiche anti-iraniane. Tale mossa diplomatica, che Teheran inquadra come un tentativo di deviazione dalle responsabilità internazionali di Londra, segna un brusco inasprimento del clima tra le due capitali. Parallelamente, la linea di Teheran si è irrigidita anche sul piano militare: il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Mohammad Bagher Zolghadr, ha avvertito che qualsiasi attacco alle infrastrutture iraniane riceverà una risposta reciproca, includendo esplicitamente…
L’attacco terroristico che ha scosso Khuzdar, nel cuore del Balochistan pakistano, non è passato inosservato a Teheran.Mentre il bilancio delle vittime e le operazioni di sicurezza in Pakistan dominano la cronaca locale, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, è intervenuto ufficialmente per condannare l’accaduto, inquadrandolo come una minaccia che trascende i confini nazionali. Oltre la diplomazia: la necessità di un fronte comune La dichiarazione di Baqaei segna un punto fermo nella strategia iraniana. L’Iran non si limita a esprimere cordoglio per il popolo e il governo del Pakistan, ma solleva una questione di sicurezza regionale prioritaria, indicando chiaramente due direttrici d’azione: Il Balochistan come barometro della…
Mentre le diplomazie tentano ancora (invano) di dare un senso ai memorandum di giugno, la cronaca precipita in un bollettino di reciproche accuse che riporta il conflitto a uno stato di guerra aperta. L’ultima indiscrezione, rilanciata dal Wall Street Journal, parla di un presunto complotto iraniano per assassinare il Presidente Donald Trump, un’informazione che l’intelligence israeliana avrebbe condiviso con gli Stati Uniti. Questo lancio, se confermato, si inserisce nel quadro di un’escalation che ha ormai travolto ogni accordo pregresso. Solo pochi giorni fa, nella notte tra il 7 e l’8 luglio, gli Stati Uniti hanno ripreso massicci bombardamenti su larga scala…
Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri per gli affari legali e internazionali, ha espresso una dura condanna, definendo l’azione statunitense una “palese violazione dell’articolo 10” e denunciando le recenti operazioni militari come una grave infrazione agli articoli 1 e 2 del protocollo d’intesa di Islamabad. Secondo il Ministero degli Esteri iraniano, Washington ha violato costantemente il memorandum nelle ultime tre settimane, sia attraverso la retorica minacciosa diretta, sia tramite il sostegno alle attività del regime israeliano in Libano. Il fronte parlamentare: la posizione di Qalibaf Anche il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha duramente criticato gli Stati Uniti,…
Ankara – Emergono dettagli inquietanti riguardo al tragico attacco avvenuto lo scorso 28 febbraio nella città di Minab, nella provincia di Hürmuzgan, Iran. Secondo un’inchiesta diffusa dalla CNN, che cita tre fonti qualificate vicine al dossier, i vertici militari statunitensi avrebbero deliberatamente ignorato i segnali di allarme lanciati dall’intelligence riguardo all’inadeguatezza delle informazioni sugli obiettivi in Iran. Il rapporto e le accuse Il report sostiene che i comandi militari abbiano operato basandosi su dati di intelligence risalenti ad anni addietro, senza effettuare la necessaria revisione di aggiornamento. La dinamica dell’attacco ha causato una strage: colpita una scuola elementare femminile con due…