Autore: Sabrina Panarello

Mentre lo Stretto di Hormuz torna a essere l’epicentro della tensione mondiale con il petrolio che vola a 117 dollari, un secondo conflitto, più silenzioso ma altrettanto decisivo, si combatte nelle profondità della blockchain. Secondo un’inchiesta di Al Jazeera, l’Iran ha trasformato lo Stretto in un vero e proprio “casello digitale”. Per aggirare il blocco navale e le sanzioni imposte dall’Amministrazione Trump, Teheran avrebbe iniziato a esigere pedaggi in criptovalute dalle navi in transito, creando un flusso finanziario invisibile ai radar del sistema Swift. Il Tesoro USA al contrattacco La risposta di Washington non si è fatta attendere. Il Dipartimento…

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Il mercato petrolifero globale è sotto shock. Nelle ultime ore, i prezzi del greggio hanno subito un’impennata violenta superiore al 5%, spinti dalle indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe dato mandato ai vertici della sicurezza nazionale di preparare un piano d’azione per un blocco prolungato dei porti iraniani e dello Stretto di Hormuz. I Numeri del Panico La reazione delle piazze finanziarie è stata immediata: • Brent (Londra): Il barile per consegna a giugno è schizzato a 117,12 dollari (+5,16%), toccando i massimi dal periodo precedente il cessate il fuoco tra…

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La tensione tra Stati Uniti e Iran raggiunge nuovi picchi di allarme internazionale dopo le dichiarazioni di Dong Manyuan, vicedirettore del China Institute of International Studies. Secondo l’analista cinese, l’operazione militare congiunta USA-Israele contro Teheran sta incontrando una “ferma opposizione” da parte di numerose nazioni, stanche di subire i costi economici e logistici di quelle che Pechino definisce “azioni irresponsabili di Washington”. Al centro del contendere rimane lo Stretto di Hormuz, l’arteria vitale per il commercio mondiale di idrocarburi. Dopo l’inizio dei conflitti a febbraio, l’Iran ha mantenuto la chiusura dello stretto per le navi collegate agli USA, a Israele…

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Il Senato degli Stati Uniti ha respinto, con 51 voti favorevoli e 47 contrari, la risoluzione presentata dai Democratici per limitare i poteri del Presidente Donald Trump in merito a possibili azioni militari contro Cuba. Il voto di ieri sera segna un punto di svolta nella politica estera dell’amministrazione repubblicana, eliminando di fatto il vincolo del via libera del Congresso per un’escalation bellica nei Caraibi. Il dibattito in aula è stato infuocato. I Repubblicani, guidati dal senatore Rick Scott, hanno bloccato la misura sostenendo che una risoluzione sui “Poteri di Guerra” (War Powers Resolution) fosse superflua in assenza di un…

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Mentre il Ministero della Giustizia analizza la “complessità del fenomeno”, i dati del 2025 e il Ventunesimo Rapporto Antigone inchiodano il sistema. L’Italia spende 161 euro al giorno per detenuto, ma produce il doppio dei decessi rispetto ai partner UE. L’ultima fiammata al G11 di Rebibbia è solo l’ennesimo segnale di un incendio che sta divampando in ogni istituto della Penisola, da Nord a Sud. La morte di Andrea, 36 anni, detenuto lavoratore che sognava di riabbracciare il figlio, è il volto di un fallimento che non conosce confini regionali. È la prova di un sistema che, dati alla mano,…

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Un lenzuolo bianco che copre una barella tra i corridoi di Rebibbia e il fumo denso che avvolge il reparto G11. È questo il bilancio di una giornata di ordinaria follia nel Nuovo Complesso, dove lo Stato ha fallito due volte: come garante della vita e come custode dell’ordine. Il fatto: la morte di un “invisibile” Andrea Ben Maatoug, 35 anni (ne avrebbe compiuti 36 domani), si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella. Non era un criminale incallito, ma un detenuto lavoratore inserito nelle cucine dell’istituto. Secondo quanto trapelato dall’interno del carcere, a spingere l’uomo verso il gesto…

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In un messaggio dai toni durissimi consegnato al vertice dei Ministri della Difesa della Shanghai Cooperation Organization (SCO), l’Iran ha ufficialmente alzato il livello della sfida diplomatica e militare, chiamando il blocco eurasiatico a un ruolo attivo nella “sicurezza collettiva”. Il “tradimento” dei vicini e le basi USA Il portavoce del Ministero della Difesa di Teheran, il Generale di Brigata Reza Talaei Nik, ha denunciato apertamente il ruolo delle basi militari statunitensi situate nei paesi limitrofi. Secondo Teheran, nonostante le rassicurazioni di neutralità fornite dai governi ospitanti, queste infrastrutture sono state fondamentali per supportare le aggressioni contro l’Iran del giugno…

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Mentre la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ribadisce la linea dura delle sanzioni contro Teheran, la risposta diplomatica iraniana non arriva con un comunicato, ma con un lungo incontro di oltre un’ora e mezza a San Pietroburgo tra il Ministro degli Esteri Abbas Araqchi e il Presidente russo Vladimir Putin. Oltre le sanzioni: il “modello vittoria” Il colloquio, definito da Araqchi “molto cordiale e proficuo”, segna un punto di svolta nelle relazioni bilaterali. Il Ministro iraniano ha espresso profonda gratitudine per il sostegno russo durante quella che Teheran definisce la “guerra d’aggressione imposta dagli Stati Uniti e…

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Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha duramente attaccato le recenti dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, definendo “ipocrita e vergognosa” la posizione di Bruxelles sul mantenimento delle sanzioni contro Teheran. Attraverso un post pubblicato sul proprio profilo X, Baqaei ha replicato alle parole della von der Leyen, la quale aveva affermato che è ancora troppo presto per revocare le misure restrittive, auspicando un “cambiamento fondamentale” nel Paese. Secondo il portavoce iraniano, il pretesto dei diritti umani utilizzato dall’Unione Europea sarebbe solo una “sceneggiata morale” priva di fondamento. “Le sanzioni disumane dell’UE…

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Il messaggio che esce dal vertice tra Vladimir Putin e il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo Al Jazeera, è un segnale di mutua protezione. La Russia ha promesso di fare “tutto ciò che serve” per tutelare gli interessi di Teheran, mentre l’Iran ha confermato la linea dura: la resistenza contro gli Stati Uniti proseguirà. LA LINEA DELLA RESISTENZA – Araghchi ha ringraziato Mosca per il supporto ricevuto, sottolineando come il popolo iraniano abbia già dimostrato al mondo di poter resistere alle “aggressioni americane”. Putin, dal canto suo, ha puntato sul “coraggio” e sul “desiderio di indipendenza” dell’alleato, assicurando…

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