(AGENPARL) - Roma, 29 Aprile 2026 - Il mercato petrolifero globale è sotto shock. Nelle ultime ore, i prezzi del greggio hanno subito un’impennata violenta superiore al 5%, spinti dalle indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe dato mandato ai vertici della sicurezza nazionale di preparare un piano d’azione per un blocco prolungato dei porti iraniani e dello Stretto di Hormuz.
I Numeri del Panico
La reazione delle piazze finanziarie è stata immediata:
• Brent (Londra): Il barile per consegna a giugno è schizzato a 117,12 dollari (+5,16%), toccando i massimi dal periodo precedente il cessate il fuoco tra Washington e Teheran.
• WTI (USA): Il West Texas Intermediate ha guadagnato il 4,85%, attestandosi a 104,78 dollari.
Lo Scacco Matto Geopolitico
La mossa di Trump, se confermata dai fatti, segnerebbe la fine definitiva della fragile tregua nell’area. Lo Stretto di Hormuz rappresenta il principale “collo di bottiglia” dell’energia mondiale: il blocco navale non colpirebbe solo l’export di Teheran, ma metterebbe in ginocchio le catene di approvvigionamento asiatiche, in particolare quelle della Cina, e costringerebbe l’Europa a fare i conti con una nuova e pesantissima crisi energetica.
Analisi Strategica
Fonti diplomatiche leggono la mossa della Casa Bianca come un tentativo di “massima pressione” per costringere l’Iran a una resa incondizionata, utilizzando l’arma economica invece del conflitto frontale. Tuttavia, l’instabilità generata rischia di trascinare l’economia globale in una recessione da shock d’offerta.
Mentre l’Amministrazione USA sembra pronta a sostenere l’urto grazie alla propria indipendenza energetica, per gli alleati europei si prospetta un nuovo “autunno caldo” sul fronte dei prezzi al consumo e dei costi di produzione industriale.
