(AGENPARL) - Roma, 29 Aprile 2026 - Il Senato degli Stati Uniti ha respinto, con 51 voti favorevoli e 47 contrari, la risoluzione presentata dai Democratici per limitare i poteri del Presidente Donald Trump in merito a possibili azioni militari contro Cuba. Il voto di ieri sera segna un punto di svolta nella politica estera dell’amministrazione repubblicana, eliminando di fatto il vincolo del via libera del Congresso per un’escalation bellica nei Caraibi.
Il dibattito in aula è stato infuocato. I Repubblicani, guidati dal senatore Rick Scott, hanno bloccato la misura sostenendo che una risoluzione sui “Poteri di Guerra” (War Powers Resolution) fosse superflua in assenza di un conflitto terrestre dichiarato. Di contro, l’opposizione democratica ha denunciato come il blocco energetico totale imposto da Washington all’Avana costituisca già, nei fatti, un atto di guerra che sta portando l’isola al collasso umanitario.
Il via libera formale del Senato segue le dichiarazioni rilasciate da Trump a Miami, dove il Presidente ha ribadito che “Cuba è la prossima”, dopo i recenti interventi in Venezuela e l’apertura del fronte iraniano a febbraio. Fonti del Dipartimento di Stato confermano che la strategia della “massima pressione” ha già ridotto le forniture petrolifere verso l’isola del 40%, causando blackout sistemici e il fermo di gran parte delle infrastrutture civili.
Con questa decisione, la Casa Bianca ottiene mano libera per un eventuale intervento diretto o per l’inasprimento del blocco navale, mentre la comunità internazionale osserva con preoccupazione l’escalation nel Mar dei Caraibi.
