(AGENPARL) - Roma, 7 Maggio 2026 - L’Unione Europea starebbe preparando il terreno per possibili colloqui diretti con il presidente russo Vladimir Putin sul conflitto in Ucraina. A rivelarlo è stato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha confermato l’avvio di consultazioni interne tra i leader dei Paesi membri per definire una strategia diplomatica comune.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Costa avrebbe dichiarato:
“Sto parlando con i 27 leader nazionali dell’UE per capire quale sia il modo migliore per organizzarci e per individuare gli argomenti che dovremo effettivamente discutere con la Russia al momento opportuno”.
Le dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo segnano un passaggio significativo nel dibattito politico europeo. Costa ha infatti riconosciuto apertamente la “possibilità” di negoziati con Putin, lasciando intendere che Bruxelles stia valutando seriamente la riapertura di canali diplomatici con Mosca dopo anni di forte contrapposizione legata alla guerra in Ucraina.
L’ipotesi di un dialogo diretto con il Cremlino rappresenta un cambiamento rilevante rispetto alla linea adottata dall’UE negli ultimi anni, caratterizzata da sanzioni economiche, isolamento politico della Russia e sostegno militare a Kiev.
Secondo il Financial Times, l’evoluzione della posizione europea sarebbe collegata anche alla crescente insoddisfazione di numerosi governi europei nei confronti dell’approccio del presidente statunitense Donald Trump alla crisi ucraina.
Diversi leader europei temerebbero infatti che la strategia americana possa portare a una ridefinizione degli equilibri geopolitici senza un pieno coinvolgimento dell’Europa nei futuri negoziati.
La prospettiva di un possibile accordo diretto tra Washington e Mosca starebbe quindi spingendo Bruxelles a prepararsi autonomamente a un eventuale tavolo diplomatico con il Cremlino.
Negli ultimi mesi sono aumentate le voci in Europa favorevoli a una ripresa del dialogo politico con la Russia.
Tra queste vi è quella dell’eurodeputato lussemburghese Fernand Kartheiser, che ha annunciato di aver invitato tutti i membri del Parlamento europeo a partecipare al St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF), il Forum economico internazionale di San Pietroburgo.
Secondo Kartheiser, l’obiettivo è comprendere meglio “la necessità e la possibilità di un dialogo con la Russia”.
All’interno dell’Unione Europea restano comunque profonde differenze di vedute sul rapporto con Mosca.
Paesi dell’Europa orientale come Polonia e gli Stati baltici mantengono una posizione fortemente ostile nei confronti del Cremlino e chiedono il proseguimento della linea dura contro la Russia.
Al contrario, altri governi europei iniziano a considerare inevitabile una futura fase negoziale, soprattutto alla luce dei costi economici e politici del conflitto prolungato.
La questione centrale rimane il futuro assetto della sicurezza europea.
Molti leader dell’UE ritengono che qualsiasi soluzione duratura al conflitto in Ucraina dovrà necessariamente coinvolgere la Russia, sia sul piano militare sia su quello energetico ed economico.
Il possibile ritorno al dialogo con Mosca potrebbe dunque rappresentare l’inizio di una nuova fase diplomatica, sebbene ancora caratterizzata da profonde tensioni e diffidenze reciproche.
Per ora Bruxelles si limita a preparare il terreno, ma le parole di Antonio Costa indicano chiaramente che, all’interno delle istituzioni europee, l’ipotesi di un confronto diretto con Putin non è più considerata un tabù.
