(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2026 - L’esercito iraniano e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) hanno dato avvio a una serie di operazioni militari notturne in risposta alle recenti incursioni statunitensi sul territorio iraniano. Le azioni, denominate “Thunderbolt” e “Nasr-2”, hanno preso di mira direttamente infrastrutture e asset militari americani in Giordania e Kuwait.
Colpi alla base di Al-Azraq in Giordania
Nell’ambito dell’ottava fase dell’operazione “Thunderbolt”, droni d’attacco iraniani hanno colpito la base aerea statunitense di Al-Azraq. L’obiettivo dell’operazione è stato focalizzato sulle aree che ospitano caccia F/A-18, F-15, F-16, F-35 e diversi droni strategici MQ-9, confermando la seconda incursione riuscita contro questa struttura.
L’attacco agli asset in Kuwait (Operazione Nasr-2)
Parallelamente, la sesta ondata dell’operazione “Nasr-2” ha colpito obiettivi strategici in Kuwait. L’IRGC ha dichiarato di aver distrutto risorse fondamentali per le operazioni statunitensi nell’area, tra cui:
- Un centro di comunicazione satellitare statunitense.
- Sistemi radar di difesa missilistica e aerea.
- Un complesso di difesa aerea Patriot.
- Strutture logistiche e lanciamissili HIMARS.
L’IRGC ha sottolineato che queste basi kuwaitiane erano state utilizzate negli ultimi quattro mesi per lanciare attacchi contro l’Iran.
Il detonatore: gli attacchi a infrastrutture civili
Questa risposta militare è stata innescata da bombardamenti statunitensi avvenuti martedì sera, che hanno preso di mira obiettivi civili in Iran, tra cui un impianto di stoccaggio del grano a Hoveyzeh, nel Khuzestan, e una fabbrica di acqua in bottiglia a Dehloran, nella provincia di Ilam. Teheran ha ribadito che le proprie manovre non sono finalizzate a scatenare una guerra, ma restano misure necessarie per la salvaguardia dell’integrità territoriale del Paese.
