(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - La Colombia entra in una fase straordinaria per affrontare le conseguenze del devastante terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese all’inizio della settimana. Il presidente Abelardo de la Espriella ha annunciato la dichiarazione dello stato di emergenza economica, uno strumento costituzionale che consentirà al governo di adottare rapidamente misure legislative e finanziarie destinate ai soccorsi e alla ricostruzione.
L’annuncio è arrivato mercoledì sera, mentre continuano senza sosta le operazioni di ricerca delle persone ancora disperse. Secondo l’ultimo bilancio comunicato dalle autorità e citato dal presidente, il sisma avrebbe interessato 53.816 persone appartenenti a 25.872 famiglie, provocando almeno 265 morti e quasi 3.500 feriti.
Il numero dei dispersi sarebbe inoltre salito a 496 persone, rendendo le operazioni di ricerca e soccorso una delle priorità assolute del nuovo esecutivo.
Oltre 11.000 abitazioni distrutte
La dimensione materiale della catastrofe emerge dal primo censimento dei danni. Secondo i dati illustrati dal capo dello Stato, 11.347 abitazioni sarebbero state completamente distrutte, mentre altre 53.526 avrebbero riportato danni di diversa entità.
Il terremoto avrebbe inoltre provocato il crollo di 140 edifici e danneggiato 1.819 strutture educative, 631 centri comunitari e 179 strutture sanitarie.
A questi numeri si aggiungono i danni alle infrastrutture strategiche: strade, acquedotti e numerosi altri impianti pubblici sono stati compromessi, mentre cinque aeroporti avrebbero riportato danni strutturali.
Le città indicate tra le più colpite comprendono Cali, Pereira, Armenia e Manizales, oltre al dipartimento di Quindío. Cali e Pereira registrerebbero finora una parte consistente delle vittime.
Le squadre di emergenza continuano intanto a cercare sopravvissuti sotto le macerie. Secondo i dati disponibili giovedì mattina, 335 persone sarebbero state tratte in salvo dall’inizio dell’emergenza.
De la Espriella: “Non siete soli”
Per Abelardo de la Espriella si tratta della prima grande emergenza nazionale della sua presidenza, iniziata soltanto pochi giorni prima del terremoto.
Il presidente ha assicurato alle popolazioni colpite che la ricostruzione rappresenterà una priorità assoluta.
“I nostri cuori e la nostra solidarietà sono con le vittime; non siete soli. Ecco un governo che vi aiuterà e vi darà una mano.”
La catastrofe, tuttavia, arriva in un momento particolarmente delicato per le finanze pubbliche colombiane. De la Espriella ha descritto la situazione fiscale ereditata dal suo governo come una delle più difficili della storia repubblicana del Paese, caratterizzata da elevato indebitamento, risorse limitate e un bilancio pubblico fortemente sottofinanziato.
È proprio questa combinazione tra emergenza umanitaria e scarsità di risorse ad aver spinto l’esecutivo a ricorrere ai poteri straordinari previsti dalla Costituzione.
Nasce il “Fondo Miracolo”
Uno dei principali strumenti annunciati dal presidente è la creazione del cosiddetto “Fondo Miracolo”, destinato a concentrare risorse colombiane e contributi provenienti dall’estero.
Il fondo dovrebbe finanziare innanzitutto la ricostruzione di ospedali, scuole, strade, aeroporti e altre infrastrutture essenziali distrutte o danneggiate dal terremoto.
L’obiettivo del governo è creare un canale finanziario dedicato all’emergenza, accelerando l’impiego delle risorse e riducendo i tempi normalmente necessari per l’approvazione e l’esecuzione degli interventi pubblici.
Parallelamente, l’amministrazione sta studiando un pacchetto di aiuti temporanei direttamente rivolto alle famiglie e alle imprese delle zone terremotate.
Tra le ipotesi illustrate figurano esenzioni temporanee dalle bollette dei servizi pubblici, contributi per gli affitti destinati alle persone rimaste senza casa, agevolazioni fiscali e sostegni economici per le piccole imprese.
Il governo intende inoltre utilizzare l’emergenza per accelerare gli investimenti nelle aree devastate, semplificare alcuni ostacoli amministrativi alla realizzazione dei progetti e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro legati alla ricostruzione.
Cosa prevede l’emergenza economica
La base costituzionale dell’intervento è rappresentata dall’articolo 215 della Costituzione colombiana, che permette al presidente di dichiarare uno stato di emergenza economica, sociale ed ecologica in presenza di calamità pubbliche o di eventi capaci di compromettere gravemente l’ordine economico e sociale.
Durante questo periodo il governo può emanare decreti con forza di legge direttamente collegati all’emergenza. Non si tratta però di poteri illimitati: i provvedimenti rimangono soggetti ai controlli istituzionali previsti dall’ordinamento colombiano, compreso quello della Corte Costituzionale.
Una singola dichiarazione può durare fino a 30 giorni, mentre il limite complessivo previsto è di 90 giorni nello stesso anno.
Il margine disponibile nel 2026 sarebbe però inferiore. La precedente amministrazione di Gustavo Petro aveva già fatto ricorso allo strumento per 30 giorni a febbraio in seguito alle gravi inondazioni che avevano interessato diversi dipartimenti colombiani.
Secondo Lorena Gutiérrez, preside della Facoltà di Scienze Economiche e Amministrative dell’Università di San Buenaventura di Bogotá, ciò lascerebbe al nuovo governo un massimo teorico di 60 giorni di emergenza economica nel resto dell’anno.
La priorità dovrà quindi essere data alla risposta immediata, al reperimento delle risorse e alla definizione degli strumenti finanziari. La ricostruzione vera e propria, destinata inevitabilmente a durare molto più a lungo, dovrà successivamente proseguire attraverso le normali procedure legislative e di bilancio.
La sfida della ricostruzione
Per il nuovo presidente la crisi rappresenta dunque contemporaneamente una gigantesca emergenza umanitaria, infrastrutturale e finanziaria.
La dichiarazione dello stato di emergenza permetterà a Bogotá di reagire più velocemente, ma la portata dei danni indica che la ricostruzione potrebbe richiedere anni e risorse considerevoli.
“Dichiarando lo stato di emergenza, il governo nazionale invia un chiaro messaggio di impegno a dare priorità e ad affrontare efficacemente i bisogni delle vittime e a ricostruire i territori colpiti dal disastro che ha gettato la nazione nel lutto”, ha dichiarato de la Espriella.
Nelle prossime settimane l’attenzione sarà concentrata soprattutto sulla ricerca dei quasi 500 dispersi, sull’assistenza alle decine di migliaia di persone coinvolte e sulla capacità del nuovo Fondo Miracolo di trasformare rapidamente gli aiuti nazionali e internazionali in abitazioni e infrastrutture ricostruite.
