Crisi economica, temperature record e una stretta autoritaria che dura da cinque anni alimentano la rabbia nelle strade di Tunisi. Nel frattempo, la famiglia dell’85enne Rached Ghannouchi denuncia l’isolamento e la mancanza di notizie dopo il suo malore in carcere La Tunisia si trova al centro di una nuova e profonda ondata di instabilità politica e sociale. Le proteste di piazza si scontrano con una gestione del potere sempre più accentrata, mentre il paese deve fare i conti con un’estenuante emergenza climatica che sta mettendo al collasso i servizi essenziali. Le proteste a Tunisi e il bilancio dei cinque anni…
Autore: Sabrina Panarello
La gestione della crisi mediorientale da parte degli Stati Uniti continua a muoversi sul filo di un linguaggio fortemente politico e muscolare. Le dichiarazioni rilasciate dal presidente Donald Trump a bordo dell’Air Force One offrono lo spunto per analizzare come la narrazione ufficiale si intrecci con i rapporti di forza sul campo e la strategia negoziale. La versione di Washington e la pressione diplomatica Nel corso del briefing con i giornalisti del 27 luglio 2026, il presidente statunitense ha sostenuto che l’Iran avrebbe richiesto un incontro sia tramite intermediari che in modo diretto, attribuendo questa presunta apertura al peso delle…
I canali diplomatici si muovono rapidamente per disinnescare la crisi, ma il margine di errore si assottiglia di ora in ora. Mentre i mediatori internazionali registrano passi avanti per riportare Washington e Teheran al tavolo del dialogo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump fissa un limite temporale netto alla diplomazia, alternando l’apertura a un accordo alla minaccia di un’azione militare su vasta scala. I progressi della diplomazia e lo Stretto di Hormuz Gli sforzi diplomatici guidati da Qatar e Pakistan stanno producendo risultati definiti “significativi” da fonti regionali vicine ai dossier. L’obiettivo immediato è ripristinare l’accordo provvisorio di cessate…
Il ministro degli Esteri ucraino ad interim, Andrii Sybiha, ha replicato con fermezza. Ha risposto alle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e del portavoce Esmaeil Baghaei. Secondo Kiev, l’Iran non ha alcuna legittimità per atteggiarsi a vittima. La replica di Kiev alle minacce di Teheran In un duro messaggio pubblicato su X, il ministro Andrii Sybiha ha definito infondate e ingiustificate le recenti prese di posizione iraniane. Riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza La questione della libertà di navigazione e delle alleanze strategiche tra Mosca e Teheran è al centro della riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza…
L’asse strategico tra Teheran e Pechino si rafforza con il supporto satellitare, mentre le milizie irachene si mobilitano nel sud dell’Iran. Sul fronte diplomatico, duro avvertimento alla Bulgaria per il supporto logistico agli Stati Uniti Intelligence e supporto satellitare: L’asse Teheran-Pechino Il governo iraniano riceve un supporto di intelligence cruciale dalla Cina. Questo include l’assistenza strategica dei sistemi satellitari di Pechino. La conferma ufficiale arriva da Ahmad Bakhshayesh Ardestani, membro del comitato di sicurezza nazionale del parlamento iraniano. Mobilitazione delle Forze Irachene (PMF) in Iran Fonti militari confermano la presenza di personale delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene nel territorio…
Il futuro capo di Stato colombiano ha annunciato importanti novità in vista del suo insediamento, fissato per il 7 agosto. Oltre al cambio di sede per la cerimonia, l’esecutivo ha confermato una profonda riorganizzazione della rete diplomatica all’estero. I motivi del cambio di sede per l’investitura Inizialmente la cerimonia si sarebbe dovuta tenere in una guarnigione militare a Popayán, nel dipartimento del Cauca, per rendere omaggio alle forze armate. Tuttavia, l’idea ha scatenato critiche per i rischi legati alla percezione del potere civile e per problemi logistici insormontabili. A determinare lo spostamento definitivo a Cali sono state soprattutto le emissioni di…
Il partito di opposizione greco “Decisione greca” ha chiesto alle autorità di bloccare qualsiasi trasferimento di sistemi di difesa aerea a Kiev. La presa di posizione arriva mentre l’Ucraina richiede con forza nuovi sistemi Patriot e centinaia di missili all’Europa. La richiesta dell’Ucraina e la posizione della Grecia L’Ucraina punta sui paesi dotati di sistemi di difesa avanzati per far fronte ai recenti attacchi. In particolare, Kiev ha chiesto alla Grecia di cedere parte delle batterie dei suoi sei sistemi Patriot e fino a 200 missili. Il leader di “Decisione greca”, Kyriakos Velopoulos, ha dichiarato a Izvestia: “La richiesta ucraina è inaccettabile ed estremamente pericolosa per…
Un disegno di legge approvato per un soffio alla Camera punta a blindare l’integrazione tecnologica e di intelligence tra Washington e Tel Aviv. Forti tensioni al Senato e spaccature tra i democratici, mentre pesano le critiche sulla guerra in Medio Oriente Mentre la situazione geopolitica in Medio Oriente resta incandescente, il Congresso degli Stati Uniti muove un passo decisivo per istituzionalizzare e blindare in modo permanente l’integrazione militare e tecnologica tra Washington e Israele. Al centro del dibattito c’è la sezione 219 del disegno di legge sull’autorizzazione della difesa nazionale (NDAA), un’iniziativa che costringerebbe il Pentagono ad assimilare gli sviluppi…
Kiev offre l’intelligence sui satelliti russi usati per guidare i raid contro le basi USA nel Golfo e sfida la linea di Trump. Nel frattempo, il blitz nel Mar Caspio affonda una nave commerciale iraniana: Teheran convoca l’incaricato d’affari ucraino L’Ucraina si sta muovendo in modo sempre più diretto nel conflitto in Iran, offrendo di condividere informazioni cruciali sull’assistenza russa a Teheran e colpendo le navi che Kiev definisce parte della rete di approvvigionamento militare tra l’Iran e Mosca. Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha annunciato che ordinerà all’intelligence ucraina di fornire ai partner i dati che dimostrano come la Russia…
Nuova escalation nel Golfo: una nave cisterna con il radar spento e fuori rotta centra una mina navale. Teheran ribadisce i propri diritti sovrani e ricorda i precedenti avvertimenti Nuova e gravissima emergenza nello Stretto di Hormuz. La notizia, battuta poco fa dalle agenzie iraniane, riferisce che una petroliera che aveva disattivato il proprio sistema radar e deviato dal corridoio marittimo designato dalla Repubblica Islamica dell’Iran è esplosa dopo aver colpito una mina navale. Secondo le prime informazioni diffuse dall’agenzia MNA, l’incidente si è verificato in un’area situata al di fuori della rotta di traffico marittimo sicuro. Teheran aveva ripetutamente…