(AGENPARL) - Roma, 27 Agosto 2026 - La UEFA non sosterrà Gianni Infantino qualora l’attuale presidente della FIFA decidesse di presentarsi per un ulteriore mandato alla guida dell’organismo mondiale del calcio. La posizione è stata espressa dall’Unione delle Federazioni Calcistiche Europee in una dichiarazione diffusa giovedì, in vista delle elezioni presidenziali FIFA previste a Rabat nel marzo 2027.
Si tratta di una presa di posizione politicamente molto significativa nei rapporti tra le due principali istituzioni del calcio internazionale. La UEFA non si limita infatti a dichiarare che non appoggerebbe Infantino: annuncia anche l’intenzione di collaborare con altre confederazioni per costruire un’alternativa qualora il dirigente svizzero decidesse di concorrere nuovamente.
«Qualora l’attuale presidente della FIFA dovesse comunque cercare un nuovo mandato, la UEFA unirà le forze con le confederazioni partner per garantire che alle federazioni affiliate venga offerta un’alternativa credibile, improntata all’integrità, alla responsabilità, allo sviluppo e a un autentico cambiamento istituzionale», si legge nella dichiarazione.
Elezioni FIFA a Rabat nel marzo 2027
Il prossimo appuntamento elettorale per la presidenza della FIFA è previsto a Rabat, in Marocco, nel marzo 2027.
La questione di un’eventuale nuova candidatura di Infantino assume quindi un’importanza crescente mentre le diverse confederazioni iniziano a definire le proprie posizioni.
La UEFA ha scelto di farlo con largo anticipo e in termini inequivocabili: se Infantino cercherà un altro mandato, il calcio europeo non gli garantirà il proprio sostegno istituzionale.
Non solo. Dalle parole utilizzate emerge la volontà di lavorare alla costruzione di una candidatura alternativa capace di raccogliere consensi anche al di fuori dell’Europa.
La UEFA cerca «un’alternativa credibile»
Il passaggio più importante della dichiarazione riguarda proprio l’intenzione della UEFA di «unire le forze con le confederazioni partner».
Questo significa che un eventuale candidato alternativo non dovrebbe essere concepito semplicemente come il rappresentante dell’Europa contrapposto a Infantino. La strategia annunciata punta piuttosto alla costruzione di una coalizione internazionale tra federazioni appartenenti a più aree geografiche.
La UEFA indica anche i principi sui quali dovrebbe essere costruita questa alternativa: «integrità», «responsabilità», «sviluppo» e «autentico cambiamento istituzionale».
Parole che conferiscono alla futura battaglia elettorale una dimensione che va oltre la scelta di un singolo dirigente.
La competizione per la presidenza potrebbe trasformarsi infatti in un confronto sulla governance della FIFA e sul modello attraverso il quale il calcio mondiale dovrà essere amministrato negli anni successivi.
Una frattura politica nel vertice del calcio mondiale
UEFA e FIFA occupano posizioni differenti nella struttura del calcio internazionale.
La FIFA governa il calcio a livello mondiale e riunisce le federazioni nazionali di tutti i continenti. La UEFA rappresenta invece il calcio europeo e comprende alcune delle federazioni e delle competizioni economicamente più importanti del pianeta.
Per questo motivo una rottura tra il vertice FIFA e la principale confederazione europea assume inevitabilmente un peso politico considerevole.
La dichiarazione della UEFA indica che, in caso di nuova candidatura di Infantino, la contrapposizione potrebbe diventare esplicita durante la campagna elettorale del 2027.
La UEFA sembra inoltre voler evitare che l’eventuale confronto venga deciso soltanto all’interno del blocco europeo. L’obiettivo dichiarato di collaborare con altre confederazioni suggerisce la ricerca di una piattaforma più ampia.
La sfida sarà trovare un candidato capace di unire più confederazioni
La questione centrale diventerà quindi l’identità dell’eventuale sfidante.
Non basterebbe necessariamente un candidato forte in Europa. Per competere efficacemente per la presidenza della FIFA occorre ottenere il consenso di un numero sufficientemente ampio di federazioni nazionali appartenenti alle diverse confederazioni.
È qui che la formula scelta dalla UEFA assume particolare importanza.
Parlando di una «alternativa credibile», l’organismo europeo lascia intendere di voler evitare una candidatura puramente simbolica e di puntare invece a una personalità in grado di presentarsi con reali possibilità di raccogliere un sostegno internazionale.
La costruzione di una simile coalizione richiederebbe inevitabilmente negoziati con le altre componenti del calcio mondiale.
Integrità e responsabilità al centro del messaggio UEFA
La terminologia utilizzata nel comunicato è altrettanto significativa.
La UEFA afferma che l’alternativa dovrebbe fondarsi su quattro principi: integrità, responsabilità, sviluppo e autentico cambiamento istituzionale.
Il riferimento al «cambiamento istituzionale» suggerisce che l’eventuale campagna non verrebbe impostata esclusivamente come una contrapposizione personale a Infantino.
La questione potrebbe riguardare più ampiamente il funzionamento della FIFA, i rapporti tra la presidenza e le federazioni, il processo decisionale e il ruolo delle confederazioni all’interno della governance mondiale.
Naturalmente, fino alla presentazione di candidature e programmi concreti, resta da vedere come questi principi verrebbero tradotti in proposte operative.
Il peso dell’Europa nelle elezioni
Il mancato sostegno della UEFA rappresenterebbe un ostacolo politico importante per Infantino, ma non determinerebbe automaticamente il risultato delle elezioni.
La FIFA è infatti un’organizzazione globale e il presidente viene scelto attraverso il voto delle federazioni affiliate.
Il consenso europeo costituisce quindi soltanto una parte dell’equilibrio elettorale complessivo.
Proprio per questo la decisione della UEFA di cercare alleanze con altre confederazioni è probabilmente il passaggio politicamente più rilevante dell’annuncio.
Una sfida limitata alla contrapposizione tra Europa e resto del mondo avrebbe dinamiche molto diverse rispetto alla nascita di una coalizione trasversale composta da federazioni appartenenti a più continenti.
Verso una lunga campagna per il 2027
Mancano ancora diversi mesi all’appuntamento di Rabat, ma la dichiarazione UEFA apre di fatto la fase politica che precederà l’elezione.
Molto dipenderà innanzitutto dalla decisione di Infantino. La posizione dell’organismo europeo è formulata in termini condizionali: la UEFA non lo sosterrà «qualora» cerchi un nuovo mandato.
Il secondo interrogativo riguarda le altre confederazioni. Sarà necessario capire quali saranno disposte a collaborare con la UEFA e quali, invece, preferiranno sostenere Infantino o mantenere una posizione autonoma.
Infine c’è la questione del candidato alternativo.
Per trasformare la dichiarazione in una vera sfida elettorale servirà una figura capace non soltanto di rappresentare l’insoddisfazione nei confronti dell’attuale leadership, ma anche di convincere federazioni con interessi economici, sportivi e geopolitici molto differenti.
Rabat potrebbe diventare teatro di uno scontro sulla futura FIFA
Le elezioni del marzo 2027 si profilano così come un appuntamento potenzialmente decisivo per gli equilibri del calcio mondiale.
La dichiarazione UEFA rappresenta un segnale netto: qualora Infantino scelga di concorrere ancora, non potrà dare per scontato l’appoggio del calcio europeo organizzato.
Al contrario, la UEFA promette di lavorare con altre confederazioni alla costruzione di un’alternativa basata, secondo il comunicato, su «integrità, responsabilità, sviluppo e autentico cambiamento istituzionale».
La partita per Rabat, dunque, potrebbe non riguardare soltanto chi occuperà la presidenza della FIFA. Potrebbe trasformarsi in un confronto molto più ampio sul futuro assetto del potere nel calcio internazionale e sulla direzione che l’organizzazione dovrà prendere negli anni successivi.
