(AGENPARL) - Roma, 27 Agosto 2026 - Telefonata strategica tra i ministri degli Esteri Abdelatty e Lavrov. Focus sul nucleare di El Dabaa e la zona industriale nel Canale di Suez. L’allarme di Mosca sull’escalation nel Golfo e la proposta per il corridoio marittimo nello Stretto di Hormuz
Un asse strategico che tiene insieme la cooperazione energetica industriale e i dossier più caldi della sicurezza regionale, dal Golfo Persico alla Striscia di Gaza. Il ministro degli Esteri, della Cooperazione internazionale e degli espatriati egiziani, Badr Abdelatty, e il capo della diplomazia russa, Sergey Lavrov, hanno tenuto un fitto colloquio telefonico volto a rafforzare la partnership bilaterale e a coordinare le posizioni sulle grandi crisi mediorientali, alla luce delle direttive dei presidenti Abdel Fattah El-Sisi e Vladimir Putin.
Dalla centrale nucleare di El Dabaa alla zona industriale del Canale di Suez
Al centro del confronto vi è stato il forte rilancio dei progetti congiunti di carattere economico e infrastrutturale. I due ministri hanno espresso soddisfazione per lo stato di avanzamento della centrale nucleare di El Dabaa, soprattutto dopo la recente installazione del recipiente a pressione del reattore per la seconda unità dell’impianto, un’opera titanica che conferma la profondità della cooperazione tecnologica e industriale tra Il Cairo e Mosca.
Parallelamente, l’attenzione si è spostata sulla zona industriale russa all’interno della zona economica del Canale di Suez: i due governi hanno concordato sulla necessità di accelerare le procedure burocratiche e operative per attuare il progetto e lanciarne ufficialmente la piena operatività. Sul fronte dei flussi turistici, inoltre, Abdelatty ha accolto con favore la decisione dell’Agenzia federale del trasporto aereo russa di aprire rotte dirette verso gli aeroporti internazionali di Alessandria e Alamein, un’iniziativa destinata a potenziare il turismo lungo la costa mediterranea egiziana.
L’allarme di Mosca sul Golfo e il dossier Iran
Il vertice telefonico ha inevitabilmente virato sui grandi equilibri geopolitici, a partire dalle forti tensioni nel Golfo Persico. Il ministero degli Esteri russo ha sottolineato la gravità dell’escalation politico-militare nella regione, acuita dalle dinamiche di scontro legate all’Iran, ribadendo la necessità di intensificare gli sforzi diplomatici collettivi per stabilire una base affidabile di sicurezza regionale.
In questo quadro, i due ministri hanno esaminato la proposta congiunta iraniano-omanita per la creazione di un corridoio marittimo temporaneo nello Stretto di Hormuz, snodo vitale per i traffici petroliferi globali. Il ministro egiziano Abdelatty ha illustrato i contatti intensi condotti dall’Egitto con i vari attori regionali e internazionali per disinnescare la crisi, ripristinare i canali di dialogo e salvaguardare la stabilità marittima.
Crisi palestinese e Ucraina
Ampio spazio è stato dedicato anche al conflitto in Medio Oriente e alla questione palestinese. L’Egitto ha ribadito la centralità del rispetto degli impegni internazionali, chiedendo a Israele di fermare immediatamente le misure che minano le prospettive di pace, inclusi l’espansione degli insediamenti e la confisca di terre, in linea con le risoluzioni delle Nazioni Unite. Sul fronte europeo, infine, Il Cairo ha rinnovato il proprio sostegno a una soluzione politica negoziata per la crisi tra Russia e Ucraina, auspicando una risoluzione diplomatica in grado di riportare la stabilità a livello internazionale.
