(AGENPARL) - Roma, 12 Settembre 2026 - Il Medio Oriente attraversa una nuova fase di profonda instabilità geopolitica. Con un’azione militare condotta a sorpresa lungo la costa occidentale dello Yemen, le unità del movimento Ansar Allah (gli Houthi) hanno modificato radicalmente i rapporti di forza regionali. La rapida riconquista di un’area superiore ai 4.200 chilometri quadrati e il controllo diretto dello Stretto di Bab el-Mandeb non rappresentano soltanto una svolta militare nel conflitto locale, ma introducono un fattore di altissima criticità per le rotte commerciali e il mercato energetico globale.
La geografia militare del blitz e la conquista dell’isola di Perim
L’offensiva ha travolto in poche ore i distretti di Al-Dubab, Makbanah, Vaziya, Moha e Mauza, azzerando di fatto i risultati conseguiti tra il 2017 e il 2018 dalla coalizione governativa yemenita e dall’Arabia Saudita attraverso la cosiddetta operazione Freccia d’Oro.
Il vero elemento di svolta strategica risiede tuttavia nell’occupazione dell’isola di Perim:
- Il controllo del collo di bottiglia: Questo territorio di appena 13 chilometri quadrati divide il Mar Rosso dal Golfo di Aden e restringe lo Stretto di Bab el-Mandeb.
- La proiezione di potenza: Chi detiene l’isola e la costa adiacente ha la capacità tecnica di intercettare o bloccare il traffico marittimo mediante postazioni di artiglieria, sistemi missilistici, droni o campi minati.
- Le regole d’ingaggio: I vertici di Ansar Allah hanno specificato che il transito resterà libero unicamente per le imbarcazioni di Stati neutrali e amichevoli, mentre le restrizioni colpiranno in modo mirato gli interessi di Arabia Saudita e Israele.
L’impatto economico sull’Arabia Saudita e la risposta di Washington
Le conseguenze dell’operazione colpiscono direttamente le infrastrutture economiche e petrolifere di Riad. Oltre alle perdite territoriali, le forze houthi hanno inferto un duro colpo al principale oleodatto East-West, che convoglia il greggio verso il porto di Yanbu, principale terminale marittimo strategico per l’Arabia Saudita.
- Crollo delle esportazioni: La combinazione delle tensioni regionali ha ridotto le esportazioni petrolifere saudite a circa 3,6 milioni di barili al giorno, toccando i livelli più bassi degli ultimi tredici anni.
- Il dissanguamento finanziario: A fronte della chiusura di altre rotte regionali, Riad registra perdite stimate intorno ai 220 milioni di dollari giornalieri.
- Il rifiuto statunitense: Indiscrezioni di stampa evidenziano che il principe ereditario Muhammad bin Salman avrebbe sollecitato un intervento diretto della Marina degli Stati Uniti nella regione, ricevendo tuttavia un rifiuto formale da parte dell’amministrazione di Washington.
Vulnerabilità dei transiti: il contraccolpo per Europa ed Egitto
La chiusura di fatto o la forte limitazione del passaggio attraverso il Mar Rosso mettono in luce la fragilità delle grandi arterie del commercio internazionale.
- Il collasso del Canale di Suez: La forte contrazione del traffico marittimo ha fatto crollare del 60% le entrate derivanti dalla gestione del Canale di Suez, privando il bilancio statale egiziano di oltre sette miliardi di dollari.
- I rifornimenti energetici europei: Dal corretto funzionamento di questa rotta dipende il transito dell’80% del Gas Naturale Liquefatto (GNL) mediorientale destinato ai mercati europei, esponendo il continente a nuove pressioni sulle forniture.
Reazione dei mercati e implicazioni per il bilancio russo
L’escalation mediorientale si è immediatamente riflessa sulle borse delle materie prime energetiche. Le quotazioni del greggio Brent sono salite a 108 dollari al barile, mentre il WTI si attesta a 103 dollari.
In questo quadro di forte tensione sistemica, la Russia beneficia di un vantaggio economico indiretto: il prezzo del greggio Urals russo ha raggiunto la soglia dei 90 dollari al barile. Tale valore supera ampiamente i 59 dollari ipotizzati come parametro di riferimento nella legge di bilancio federale di Mosca, garantendo un significativo margine di entrata straordinaria per le casse statali.
