(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - Il ministro degli Affari Esteri e degli Espatriati, Asaad Hassan Al-Shaibani, ha riaperto domenica l’ambasciata siriana nella capitale libica Tripoli, dopo una chiusura durata più di 14 anni.
Alla cerimonia di riapertura hanno partecipato Al-Taher Al-Ba’our, responsabile del lavoro del Ministero degli Affari Esteri libico, il Ministro di Stato per gli Affari del Primo Ministro Mohammed bin Ghalbun, diversi funzionari governativi e numerosi capi e membri di missioni diplomatiche accreditate a Tripoli.
Il contesto e la tutela della comunità siriana La riapertura dell’ambasciata rientra in una serie di misure adottate dallo Stato siriano per riorganizzare e attivare le missioni all’estero, con l’obiettivo di tutelare gli interessi dei connazionali. Si calcola che la comunità siriana in Libia conti circa 200.000 cittadini, concentrati soprattutto a Tripoli e Bengasi.
L’evento rappresenta un passo in avanti nel rafforzamento delle relazioni bilaterali e dei legami fraterni tra i due Paesi, inserendosi in una visione più ampia volta a ripristinare la presenza diplomatica della Siria e a valorizzare le missioni estere come punto di riferimento per i cittadini.
Accordi bilaterali e prospettive future Nella mattinata, il ministro Al-Shaibani ha firmato un accordo di cooperazione bilaterale volto ad attivare e aggiornare l’intesa precedentemente raggiunta dall’Alto Comitato congiunto, adeguandola ai mutati sviluppi politici di entrambe le nazioni.
In una dichiarazione rilasciata ai giornalisti dopo la firma, Al-Shaibani ha sottolineato che la riapertura della sede diplomatica riflette l’importanza dei rapporti libico-siriani e permette di regolarizzare la posizione dei siriani in Libia. Dal canto suo, Al-Ba’our ha definito l’iniziativa un segnale molto positivo per riportare le relazioni alla normalità e favorirne lo sviluppo futuro.
