(AGENPARL) - Roma, 14 Agosto 2026 - Il mercato globale dei semiconduttori registra una nuova svolta importante. La Semiconductor Manufacturing International Corp (SMIC), principale polo produttivo cinese per i microchip, ha chiuso il secondo trimestre superando per la prima volta la soglia dei 3 miliardi di dollari di fatturato.
La spinta arriva direttamente dalla forte domanda legata all’intelligenza artificiale, un fattore che sta ridisegnando le catene di fornitura a livello internazionale e che continuerà a sostenere gli ordini anche nella seconda metà dell’anno.
Margini in crescita e listini al rialzo
Dietro a questi numeri record c’è una precisa scelta commerciale. Durante il primo trimestre, i vertici dell’azienda hanno avviato trattative con la clientela per ritoccare i prezzi dei wafer.
Il co-amministratore delegato Zhao Haijun ha confermato che i rincari proseguiranno anche nel terzo trimestre. L’intento della società è chiaro: ridurre il divario con i prezzi applicati dai principali concorrenti globali.
I dati del trimestre parlano chiaro:
- Utile netto: Quota a 479,2 milioni di dollari, registrando un vero e proprio triplo rispetto al periodo precedente e superando le previsioni degli analisti di LSEG.
- Spedizioni: In aumento del 14% su base trimestrale, toccando quota 2,9 milioni di wafer (standard 8 pollici).
- Prezzi di vendita: Crescita media del 5,7%.
Il peso del mercato cinese e le sfide produttive
Il boom non riguarda soltanto le componenti tradizionali come CPU e GPU. La domanda si estende a una vasta gamma di semiconduttori richiesti dall’ecosistema IA, con una forte accelerazione da parte dei clienti interni.
Dal punto di vista geografico, la Cina rappresenta il 90% del fatturato trimestrale, mentre gli Stati Uniti si fermano all’8%.
Attualmente, SMIC resta l’unica fonderia in territorio cinese in grado di produrre in volumi chip avanzati a 7 nanometri. Per gestire la forte pressione sulla catena logistica, il gruppo ha portato il tasso di utilizzo degli impianti al 93,7% e punta ad aprire nuovi impianti produttivi. Le stime per il terzo trimestre indicano un ulteriore incremento dei ricavi compreso tra il 2% e il 4%.
