(AGENPARL) - Roma, 14 Agosto 2026 - Giornata di importanti aggiornamenti per le infrastrutture energetiche del Libano. Il Ministro dell’Energia e dell’Acqua, Joe Saddi, ha incontrato a Tripoli i deputati locali e i vertici dei sindacati professionali. Durante il vertice, ospitato presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri, il ministro ha illustrato i nuovi progetti strategici del Paese.
La centrale di Deir Ammar e il passaggio al gas
Il primo punto affrontato riguarda la centrale elettrica di Deir Ammar. I lavori di manutenzione del gasdotto che alimenta l’impianto sono iniziati da due settimane e richiederanno un altro mese per essere completati. Di conseguenza, la struttura è quasi pronta per passare dal carburante inquinante al gas naturale. Inoltre, esperti tedeschi supervisioneranno questa delicata transizione non appena inizieranno le consegne.
Il polo di Tripoli e il petrolio iracheno
Un altro snodo cruciale riguarda la riattivazione delle installazioni petrolifere e dei serbatoi di stoccaggio di Tripoli. Il ministero valuta anche l’utilizzo del gasdotto collegato all’Iraq attraverso la Siria.
Attualmente, le strutture di Tripoli offrono una capacità di circa 110.000 tonnellate. L’obiettivo è utilizzarle per lo stoccaggio del petrolio iracheno destinato all’esportazione. A tal fine, il governo sta già definendo gli accordi contrattuali e logistici necessari per far transitare le autocisterne oltre il confine libanese fino alla città.
Il gasdotto regionale e i furti di elettricità
Saddi ha poi annunciato un accordo preliminare per l’adesione del Libano al progetto del gasdotto regionale “Bassora-Giordania-Siria”. Per concretizzare l’opera, sarà fondamentale tutelare dalle occupazioni abusive i 30-40 chilometri di tracciato che attraversano il territorio nazionale.
Sul fronte dell’erogazione elettrica, il ministro ha richiesto una distribuzione più equa. Ha inoltre lanciato un allarme severo sugli sprechi: circa il 30% dell’energia prodotta viene rubato o non incassato.
I crediti di EDL e il modello decentralizzato
La situazione finanziaria resta complessa. L’azienda di stato Electricité du Liban (EDL) vanta un credito di 250 milioni di dollari verso lo Stato e le istituzioni pubbliche, accumulato fino allo scorso dicembre. Per ripianare il debito, l’azienda ha richiesto pagamenti da 50 milioni al mese per cinque mesi.
Infine, per risolvere l’annosa crisi del settore, il Libano sta studiando un nuovo modello di distribuzione dell’energia. L’idea è dividere il Paese in regioni con un sistema decentralizzato, prendendo spunto dall’esperienza positiva già testata nella città di Zahle.
