(AGENPARL) - Roma, 14 Agosto 2026 - *Caso Ranucci. Ciriani (FdI-Ecr): "Ruotolo chieda scusa per rispetto verso
il Parlamento europeo e la verità"*
"Prima di scrivere nuove lettere alla Commissione europea, Sandro Ruotolo
dovrebbe scriverne una ai colleghi del Parlamento europeo per chiedere
scusa della propaganda costruita sul caso Ranucci", a dichiararlo è *Alessandro
Ciriani*, eurodeputato di Fratelli d'Italia-ECR e vice coordinatore del
Gruppo ECR in Commissione LIBE.
"Fu proprio Ruotolo a promuovere un dibattito in plenaria a Strasburgo dopo
l'attentato al conduttore di Report – continua -. In quell'occasione il Pd
utilizzò un fatto gravissimo, sul quale le indagini erano appena iniziate,
per mettere ancora una volta sotto accusa il Governo Meloni e alimentare in
Europa la narrazione di un'Italia attraversata da un clima liberticida che
avrebbe fatto da sfondo persino a quella bomba. Oggi le indagini raccontano
una storia completamente diversa e sarà la magistratura ad accertare ogni
aspetto di questa inquietante vicenda. Ma quanto sta emergendo dovrebbe
imporre almeno un po' di prudenza a chi, come Ruotolo, aveva già
individuato nel Governo il responsabile politico del 'clima' nel quale
sarebbe maturato l'attentato. Ranucci ha gestito una trasmissione del
servizio pubblico con continue inchieste a senso unico e,
contemporaneamente, si accompagnava affettuosamente a un faccendiere
pluripregiudicato il cui obiettivo era di mandarlo a Palazzo Chigi. Anche
con le bombe. Serietà imporrebbe un dignitoso passo indietro, non le frigne
di Ruotolo e della 'redazione unica' della sinistra", prosegue Ciriani.
"Ruotolo, anziché correre nuovamente a Bruxelles a denunciare l'Italia,
abbia almeno la serietà di riconoscere la strumentalizzazione fatta allora.
Scriva ai parlamentari europei coinvolti in quel dibattito, ammetta che il
quadro raccontato dal Pd non aveva alcun riscontro nei fatti e chieda scusa
per aver utilizzato un attentato ancora tutto da chiarire per attaccare il
Governo Meloni – conclude Ciriani -. Sarebbe un gesto di rispetto verso il
Parlamento europeo e anche verso la verità".
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