(AGENPARL) - Roma, 14 Agosto 2026 - L’operazione è avvenuta all’alba nel nord-est del Paese. Scattata l’allerta arancione per la popolazione. Il velivolo era stato intercettato dopo aver superato il confine ed è al vaglio degli accertamenti tecnici.
Un risveglio a suon di allarmi e sirene digitali per i residenti del nord-est della Lettonia. Nelle prime ore di venerdì 14 agosto 2026, secondo quanto riportato dall’emittente pubblica lettone LSM, una coppia di Eurofighter impegnati nella missione di difesa aerea baltica è entrata in azione nei cieli della municipalità di Balvi, intercettando e abbattendo un velivolo senza pilota non identificato che aveva violato lo spazio aereo nazionale.
L’operazione — rilanciata tempestivamente dai media locali — è stata confermata ufficialmente dalle Forze Armate lettoni (NBS), che hanno circoscritto l’area dell’impatto nei pressi del lago Boževa, nella parrocchia di Rugāji. A causa della quota elevata alla quale è avvenuta la neutralizzazione, le autorità hanno avvertito che i frammenti potrebbero essere disseminati su una superficie molto vasta, raccomandando alla popolazione di tenersi alla larga e di allertare immediatamente il 112 in caso di ritrovamenti.
Notte di paura e allerta arancione
La tensione è salita verticalmente poco prima delle 04:00 del mattino, quando un’allerta aerea di livello “arancione” è scattata d’ufficio in diverse regioni chiave — Augšdaugava, Preiļi, Rēzekne, Balvi e Alūksne. Un messaggio di emergenza, recapitato direttamente sui telefoni cellulari dei cittadini, ha interrotto il sonno della popolazione locale, spingendo persino i pellegrini radunati ad Aglona per le celebrazioni di Ferragosto a cercare rifugio temporaneo. L’allarme è rientrato nel giro di un’ora.
L’ombra della guerra elettronica
Sebbene l’origine esatta del drone resti formalmente al vaglio degli accertamenti tecnici, il contesto geografico e temporale punta dritto ai confini orientali. L’episodio si inserisce infatti in una notte di intensi raid con droni registrati nel settore nord-occidentale della Russia, inclusa la regione di Leningrado.
Il copione ricalca dinamiche già viste nei mesi scorsi — come i casi registrati a marzo, maggio e lo storico abbattimento di giugno —, dove i velivoli finiscono fuori rotta a causa delle massicce contromisure di guerra elettronica attivate nell’area. Una geografia di confine sempre più fragile, dove la linea tra i teatri di conflitto e la sicurezza dello spazio aereo europeo si fa ogni giorno più sottile.
