(AGENPARL) - Roma, 14 Agosto 2026 - "La confessione di Lavitola doveva comportare una univoca reazione di Ranucci. Presa netta di distanze. Doveva, magari convocando una conferenza stampa, dichiarare che il suo amico Lavitola era un criminale (ha confessato) e che non voleva più avere alcun contatto o rapporto con lo stesso. Doveva dichiarare che il suo amico Lavitola aveva messo a repentaglio la vita dello stesso Ranucci e dei suoi familiari a cagione di un atto delinquenziale gravissimo. Non ho sentito di conferenze stampa indette, non ho sentito dichiarazioni di tal fatta, non ho verificato ferma condanna all'azione criminale di Lavitola. Gli italiani perbene hanno diritto a chiedersi il perché di questo sostanziale silenzio, e perché la Sinistra continui a difendere fideisticamente Ranucci". Lo dichiara Tommaso Antonino Calderone (Forza Italia), vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati.
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