(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - Nuovi documenti relativi alla famigerata Unità 731 dell’Esercito Imperiale Giapponese gettano ulteriore luce sui metodi utilizzati per mantenere segreto il programma di guerra biologica condotto durante la Seconda Guerra Mondiale. Un archivio di 185 pagine, relativo alla sezione di Hailar, mostra come parte del personale fosse formalmente associato a normali unità militari prima di essere addestrato e trasferito nelle strutture dedicate alle attività biologiche.
La documentazione è stata resa pubblica dalla Sala delle Esposizioni delle Prove dei Crimini Commessi dall’Unità 731 dell’Esercito Imperiale Giapponese e comprende le cosiddette “dichiarazioni personali” riguardanti 156 membri della sezione di Hailar, conosciuta anche come “Unità 543 della Manciuria”.
I registri contengono nomi, gradi militari, date di arruolamento, incarichi, trasferimenti e informazioni sulla sorte del personale nel dopoguerra. Secondo i ricercatori citati dai media cinesi, rappresentano una fonte ufficiale utile per ricostruire l’organizzazione e il funzionamento della struttura.
La rete dell’Unità 731
L’Unità 731 costituì il centro principale del programma giapponese di ricerca e sviluppo nel campo della guerra biologica durante l’occupazione della Cina nord-orientale. È storicamente documentato che nelle sue strutture furono condotti esperimenti letali su esseri umani, compresi prigionieri, nell’ambito dello sviluppo e dello studio di agenti biologici.
Secondo Xinhua, almeno 3.000 persone sarebbero state utilizzate negli esperimenti umani dell’Unità 731, mentre le autorità e le fonti cinesi attribuiscono alle operazioni di guerra biologica giapponesi un numero di vittime molto più elevato in Cina.
L’Esercito del Kwantung organizzò diverse sezioni collegate all’Unità 731 nella Cina nord-orientale, tra cui quelle di Hailar, Sunwu, Mudanjiang, Linkou e Dalian.
Hailar rivestiva una particolare importanza strategica. Situata nell’attuale Regione Autonoma della Mongolia Interna, relativamente vicina ai confini con Mongolia e allora Unione Sovietica, la struttura rappresentava una posizione avanzata in vista di un possibile confronto militare con le forze sovietiche.
Personale nascosto dietro unità convenzionali
Secondo Jin Shicheng, ricercatore presso la struttura museale che conserva le prove sui crimini dell’Unità 731, l’analisi dell’archivio avrebbe permesso di identificare un sistema utilizzato per nascondere la reale funzione del personale coinvolto.
Alcuni uomini risultavano inizialmente reclutati attraverso denominazioni riconducibili a normali reparti, come le Unità 97, 177 e 201 della Manciuria. Successivamente sarebbero stati inviati al quartier generale dell’Unità 731 per circa tre mesi di addestramento, prima di essere trasferiti alla sezione di Hailar.
Secondo i ricercatori, questo meccanismo consentiva di mascherare le attività effettivamente svolte dalle strutture e di mantenere segreto il programma di guerra biologica, comprese le sperimentazioni sugli esseri umani.
Le indagini sovietiche dopo la guerra
I documenti offrono inoltre nuovi elementi sulle indagini condotte dall’Unione Sovietica dopo la sconfitta del Giappone nel 1945.
Dei 156 membri identificati nell’archivio, 145 sarebbero stati catturati dalle forze sovietiche e successivamente detenuti nell’URSS. Quattro furono sottoposti a procedimenti giudiziari a Khabarovsk nel 1950, secondo quanto ricostruito dai ricercatori.
La documentazione suggerisce quindi che le indagini sovietiche sul programma biologico giapponese proseguirono anche dopo i più noti processi di Khabarovsk del dicembre 1949, durante i quali alcuni membri dell’Esercito del Kwantung furono giudicati per il loro coinvolgimento nella guerra biologica.
Tra i documenti pubblicati compare anche materiale relativo al medico Tanizaki Hitoshi, indicato nelle fonti storiche anche con il nome originale Ozaki Hitoshi. Secondo i ricercatori, l’incrocio tra questi registri e testimonianze raccolte successivamente permette di ricostruire con maggiore precisione le attività della struttura.
Nuovi tasselli nella ricostruzione storica
Gli studiosi ritengono che l’archivio di Hailar possa contribuire ad ampliare la documentazione disponibile sull’Unità 731, integrando registri militari e testimonianze degli ex appartenenti.
I nuovi documenti sono particolarmente significativi perché permettono di approfondire non soltanto le attività svolte, ma anche la struttura amministrativa e i meccanismi di segretezza utilizzati dall’apparato militare giapponese.
L’archivio rappresenta così un nuovo tassello nella ricostruzione di uno dei capitoli più controversi della guerra nel Pacifico e delle responsabilità legate al programma giapponese di guerra biologica, oltre a fornire ulteriori elementi per lo studio delle indagini e dei procedimenti giudiziari condotti nel dopoguerra.
Fonte: Global Times, sulla base delle informazioni e dei documenti diffusi in Cina.