(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - La Cina vuole accelerare l’impiego dell’intelligenza artificiale e della robotica nelle miniere di carbone, concentrando gli investimenti soprattutto sulle attività sotterranee più pericolose. L’obiettivo è progressivamente sostituire i lavoratori nelle postazioni maggiormente esposte a esplosioni, fughe di gas, crolli, temperature estreme e altri rischi, trasformando le miniere tradizionali in impianti sempre più automatizzati e intelligenti.
La strategia emerge dal nuovo piano elaborato dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma e dalla National Energy Administration (NEA) nell’ambito del 15° Piano quinquennale cinese, relativo al periodo 2026-2030.
Il documento conferma contemporaneamente due priorità della politica energetica di Pechino: mantenere il carbone come elemento fondamentale per la sicurezza e la stabilità dell’approvvigionamento energetico nazionale e modernizzare profondamente il settore attraverso digitalizzazione, AI, automazione e robotica.
Il carbone resta un pilastro della sicurezza energetica cinese
Nonostante la gigantesca espansione cinese nelle energie rinnovabili, nel nucleare e nei sistemi di accumulo, il carbone continua ad avere un ruolo fondamentale nel sistema energetico del Paese.
Il nuovo piano ribadisce proprio questa funzione di “pilastro” e strumento di equilibrio dell’approvvigionamento energetico, ma associa la sua permanenza nel mix energetico a una trasformazione tecnologica dell’intera industria.
Pechino punta quindi a rendere l’estrazione più efficiente, digitalizzata e soprattutto sicura.
La modernizzazione delle miniere rappresenta anche un esempio concreto della strategia industriale cinese denominata “AI Plus”, attraverso la quale l’intelligenza artificiale dovrebbe essere progressivamente integrata nei settori tradizionali dell’economia reale.
L’intelligenza artificiale entra nell’intero ciclo minerario
Il programma non prevede di utilizzare l’AI soltanto per singole operazioni.
Secondo il piano, dovranno essere raccolti e integrati grandi quantitativi di dati industriali e l’intelligenza artificiale verrà applicata a numerose fasi dell’attività mineraria: esplorazione e progettazione, costruzione, estrazione, produzione, gestione, manutenzione e sicurezza.
L’obiettivo è creare sistemi capaci non soltanto di analizzare informazioni, ma anche di interpretare autonomamente l’ambiente circostante e prendere decisioni operative.
Il piano indica infatti tre capacità tecnologiche fondamentali: percezione intelligente, processo decisionale autonomo e controllo intelligente.
Una miniera potrebbe così diventare progressivamente un ambiente nel quale sensori, telecamere, reti di comunicazione, sistemi AI e robot collaborano per individuare anomalie e gestire determinate operazioni con un intervento umano sempre più limitato.
Modelli AI specializzati per le miniere
La strategia prevede anche lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale specificamente progettati per l’industria carbonifera.
La specializzazione è importante perché una miniera sotterranea presenta problemi molto differenti rispetto agli ambienti nei quali vengono normalmente utilizzati i sistemi AI commerciali.
Polvere, oscurità, umidità, temperature elevate, spazi ristretti, superfici irregolari e difficoltà nelle comunicazioni rendono estremamente complessa la navigazione autonoma.
Un sistema destinato a questo ambiente deve inoltre riconoscere rapidamente rischi come fughe di gas, incendi, cedimenti strutturali e presenza di ostacoli.
Pechino vuole quindi creare miniere pilota nelle quali sperimentare l’integrazione su vasta scala dell’AI e verificare quanto queste tecnologie possano aumentare concretamente la sicurezza.
Prima priorità: le miniere più pericolose
Il programma attribuisce particolare attenzione alle miniere esposte a elevato rischio di disastri e agli impianti che hanno già registrato incidenti gravi.
È in questi siti che la sostituzione del lavoro umano con macchine autonome può produrre i maggiori benefici.
La strategia punta a trasferire progressivamente ai robot alcune delle mansioni più pericolose.
Tra le applicazioni considerate prioritarie figurano lo scavo delle gallerie, le ispezioni, il soccorso in caso di incidente, il sostegno delle coperture sotterranee, la perforazione e le operazioni legate agli esplosivi.
La direzione è quella di passare dalla semplice assistenza tecnologica al lavoratore alla vera e propria sostituzione dell’operatore nelle zone dove il rischio è maggiore.
Dalle sperimentazioni all’impiego su larga scala
La nuova fase potrebbe rappresentare un importante cambiamento per l’automazione mineraria cinese.
Negli ultimi anni numerose aziende hanno sperimentato robot, veicoli autonomi e sistemi intelligenti all’interno delle miniere. Il nuovo piano punta invece a trasformare queste sperimentazioni in applicazioni industriali su scala significativamente maggiore.
Per la Cina esiste anche un vantaggio derivante dalle dimensioni del proprio settore minerario.
Un vastissimo numero di impianti permette di sperimentare le tecnologie in condizioni operative differenti e, successivamente, replicare rapidamente le soluzioni che dimostrano di funzionare.
DEEP Robotics porta i quadrupedi sottoterra
Tra le aziende coinvolte nello sviluppo di queste tecnologie figura DEEP Robotics, società con sede a Hangzhou specializzata anche nella realizzazione di robot quadrupedi destinati ad ambienti complessi.
L’azienda sta lavorando sull’impiego dei robot nelle ispezioni minerarie e nelle operazioni di emergenza e soccorso.
A maggio, in collaborazione con il Dipartimento provinciale per la gestione delle emergenze dello Zhejiang e altre organizzazioni, DEEP Robotics ha partecipato a una dimostrazione delle proprie apparecchiature e a un’esercitazione di ricognizione e soccorso all’interno di una galleria mineraria a Changshan, nella provincia dello Zhejiang.
Lo scenario mostra perché i robot quadrupedi possano essere particolarmente interessanti.
Queste macchine possono teoricamente muoversi su terreni irregolari, superare ostacoli e raggiungere aree nelle quali l’accesso di soccorritori umani sarebbe estremamente rischioso.
Lynx M20 tra AI, 5G e sensori
Una delle piattaforme indicate è il Lynx M20 di DEEP Robotics.
Il sistema integra modelli AI, capacità di elaborazione a bordo e diversi strumenti per raccogliere informazioni dall’ambiente circostante.
La piattaforma dispone, secondo le informazioni riportate, di un pod a doppio spettro, connettività 5G ed edge computing.
L’edge computing è particolarmente importante nelle operazioni sotterranee perché permette di elaborare direttamente sul robot una parte delle informazioni raccolte, riducendo la necessità di trasmettere continuamente grandi quantità di dati verso sistemi remoti.
In una situazione di emergenza, la velocità con cui il robot identifica un pericolo e reagisce può diventare determinante.
Robot per entrare dove l’uomo rischia la vita
L’impiego più immediato riguarda proprio le situazioni nelle quali mandare una persona significa esporla a un rischio elevato.
Dopo un’esplosione o un crollo, per esempio, un robot può essere inviato in profondità per verificare le condizioni della galleria prima dell’ingresso delle squadre di soccorso.
Sensori e telecamere possono raccogliere informazioni sulla temperatura, sulla presenza di gas pericolosi, sulla stabilità dell’ambiente e sulla possibile posizione dei lavoratori.
La macchina può quindi trasformarsi in una sorta di esploratore avanzato, fornendo alle squadre di emergenza una rappresentazione preliminare dell’area.
CASBOT punta alla robotica mineraria
DEEP Robotics non è l’unica azienda coinvolta.
Lingbao CASBOT ha costituito una joint venture dedicata alla ricerca e all’applicazione di robot dotati di intelligenza artificiale per l’estrazione sotterranea.
Le tecnologie sviluppate riguardano attività particolarmente delicate come perforazione della roccia, caricamento delle cariche esplosive e installazione dei supporti.
Automatizzare queste operazioni significa intervenire direttamente in alcune delle fasi nelle quali i lavoratori possono essere maggiormente esposti ai pericoli dell’ambiente sotterraneo.
Miniere con pochi lavoratori o completamente autonome
La destinazione finale della strategia viene descritta attraverso due concetti: operazioni “a basso numero di operatori” e operazioni “senza operatore”.
Il primo scenario prevede che una parte crescente delle attività sotterranee venga svolta automaticamente, lasciando alle persone soprattutto compiti di supervisione, manutenzione e controllo.
Nel secondo, determinate aree particolarmente pericolose potrebbero funzionare senza presenza umana durante le normali operazioni.
Gli operatori potrebbero controllare macchinari e robot da sale di comando situate a distanza, intervenendo fisicamente soltanto quando necessario.
50 °C, fughe di gas e carichi pesanti
Secondo Lin Boqiang, direttore del China Center for Energy Economics Research dell’Università di Xiamen, proprio le condizioni estreme rendono la robotica particolarmente adatta al settore minerario.
Tra gli esempi vengono indicate le ispezioni in pozzi profondi dove le temperature possono raggiungere 50 °C, il rilevamento delle fughe di gas e il trasporto o sollevamento di carichi pesanti.
Sono mansioni nelle quali la sostituzione dell’uomo non rappresenta soltanto una questione di produttività.
Può significare diminuire direttamente il numero di persone esposte a condizioni potenzialmente letali.
L’AI come sistema di allerta preventiva
Un altro fronte fondamentale è la prevenzione.
I sistemi di intelligenza artificiale possono analizzare continuamente dati provenienti da sensori distribuiti nella miniera e cercare anomalie difficili da individuare rapidamente attraverso il controllo tradizionale.
Variazioni nelle concentrazioni di gas, nella temperatura, nelle vibrazioni o nella pressione delle strutture potrebbero essere confrontate con modelli storici per identificare segnali compatibili con un rischio crescente.
L’obiettivo sarebbe quindi passare da una gestione prevalentemente reattiva a una sicurezza predittiva, nella quale algoritmi e sensori contribuiscono a individuare il problema prima che si trasformi in un incidente.
Un mercato destinato a crescere
La trasformazione sta creando anche un nuovo mercato industriale.
Secondo una stima della società di ricerca Zhiyan Consulting, il mercato cinese dei robot destinati all’industria mineraria avrebbe raggiunto 2,85 miliardi di yuan nel 2025.
La cifra evidenzia l’esistenza di una domanda già significativa, destinata potenzialmente ad aumentare con l’attuazione del nuovo Piano quinquennale.
Se l’automazione delle miniere ad alto rischio diventerà una priorità nazionale, produttori di robot, sensori, sistemi di comunicazione, software AI, semiconduttori e apparecchiature industriali potranno beneficiare di un mercato molto più ampio.
Robotica e carbone: due strategie cinesi si incontrano
La decisione di Pechino è significativa perché mette insieme due settori apparentemente molto distanti.
Da una parte c’è il carbone, una delle fonti energetiche più tradizionali e ad alta intensità di carbonio. Dall’altra ci sono intelligenza artificiale, robotica, reti 5G ed edge computing, considerate tra le tecnologie più avanzate dell’economia digitale.
La Cina sta cercando di utilizzare le seconde per trasformare il primo.
La strategia suggerisce inoltre che Pechino non considera l’innovazione tecnologica e la sicurezza energetica come obiettivi separati. L’AI viene utilizzata anche per modernizzare le industrie tradizionali che continueranno ad avere un ruolo importante nell’economia nazionale.
Una trasformazione che potrebbe andare oltre la Cina
L’esperienza maturata nelle miniere cinesi potrebbe infine avere implicazioni internazionali.
Robot progettati per funzionare in ambienti sotterranei caratterizzati da calore, polvere, oscurità e pericoli strutturali possono trovare applicazioni anche in altri settori: soccorso dopo terremoti, incendi industriali, tunnel, impianti energetici, cantieri e infrastrutture danneggiate.
Le aziende che riusciranno a dimostrare l’affidabilità delle proprie macchine nelle difficili condizioni delle miniere potranno quindi utilizzare quell’esperienza per entrare in altri mercati.
Il nuovo piano 2026-2030 trasforma così le miniere di carbone in uno dei principali laboratori industriali cinesi per la robotica autonoma e l’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico.
L’obiettivo immediato rimane molto concreto: mandare sempre meno persone nei luoghi dove un incidente può costare loro la vita. Nel lungo periodo, però, la trasformazione potrebbe contribuire allo sviluppo di una nuova generazione di robot autonomi capaci di lavorare proprio negli ambienti nei quali l’essere umano è più vulnerabile.