(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2026 - La Russia compie un passo decisivo verso la regolamentazione degli asset digitali. Il presidente Vladimir Putin ha firmato una legge storica che introduce per la prima volta un quadro normativo organico per la circolazione delle valute digitali e dei diritti digitali nel Paese.
Il provvedimento stabilisce regole operative precise per gli exchange di criptovalute, i depositari digitali e tutti i partecipanti al mercato, definendo al contempo le condizioni per gli investitori. La normativa disciplina l’organizzazione, la contabilità e la custodia delle valute digitali, regolando inoltre le attività di mining, l’emissione di diritti digitali e il funzionamento degli operatori di sistemi informativi che emettono asset finanziari digitali (DFA). Vengono inoltre fissati standard rigorosi per broker, società di gestione, organismi di scambio e camere di compensazione.
Le regole per gli exchange e i requisiti patrimoniali
Le attività di scambio di criptovalute potranno essere condotte esclusivamente da entità inserite in un apposito registro ufficiale, sebbene sia prevista la possibilità di operare senza registrazione transitoria fino al 1° luglio 2027. Per tali organizzazioni è previsto un requisito patrimoniale minimo fissato a 15 milioni di rubli (circa 187.000 dollari).
La legge definisce l’attività di exchange come l’esecuzione sistematica di transazioni di acquisto e vendita di criptovalute in nome proprio e per conto proprio al di fuori dei mercati regolamentati. Il criterio di sistematicità scatta con la conclusione di due o più transazioni in un singolo mese per un valore complessivo superiore a 3,5 milioni di rubli. Gli operatori dovranno inoltre aderire a un’organizzazione di autoregolamentazione del mercato finanziario.
Stop ai pagamenti interni, con eccezioni per l’export
La normativa ribadisce il divieto assoluto di utilizzare le criptovalute come mezzo di pagamento o valuta legale all’interno del territorio russo, vietando anche qualsiasi forma di pubblicità o diffusione di informazioni che promuovano l’acquisto di beni e servizi tramite asset digitali.
Tuttavia, la legge introduce importanti eccezioni strategiche: l’uso delle criptovalute è infatti consentito per i regolamenti nell’ambito dei contratti di commercio estero tra residenti e non residenti, per le transazioni legate alle monete ottenute tramite mining e per i pagamenti relativi a strumenti finanziari o altri diritti digitali. Le banche e le filiali di istituti esteri avranno inoltre l’obbligo di bloccare i trasferimenti di fondi qualora sospettino transazioni effettuate da provider non autorizzati.
Tutele e limiti per gli investitori
Sul fronte degli investitori, la legge traccia una netta distinzione tra operatori qualificati e non qualificati. Gli investitori retail (non qualificati) potranno acquistare esclusivamente le criptovalute più liquide tramite intermediari autorizzati, con un tetto massimo di spesa fissato a 300.000 rubli all’anno per ciascun intermediario. Entrambe le categorie di investitori saranno tenute a superare test di idoneità specifici.
L’entrata in vigore delle disposizioni principali è fissata per il 1° settembre 2026, mentre alcune misure più complesse – come le restrizioni sui trasferimenti di denaro e l’operatività dei depositari esteri – diventeranno pienamente operative il 1° luglio 2027.
