(AGENPARL) - Roma, 5 Luglio 2026 - REGIONE DEL VENETO
– Giunta Regionale –
(AVN) – Venezia, 3 luglio 2026
La Giunta regionale del Veneto compie un ulteriore passo avanti nella lotta alla flavescenza dorata della vite, una delle fitopatie più pericolose per il patrimonio viticolo regionale, approvando due provvedimenti che rafforzano il Piano regionale per il contrasto alla diffusione delle patologie della vite.
Il primo provvedimento estende fino al 31 dicembre 2026 la collaborazione con il Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell'Università degli Studi di Padova per lo sviluppo del modello bioeconomico destinato all'analisi del rischio della flavescenza dorata, stanziando 10.000 euro a copertura delle attività aggiuntive. Il secondo provvedimento approva il bando 2026 per il monitoraggio territoriale della malattia, con una dotazione di 97.652,50 euro destinata agli Organismi collettivi di difesa operanti in Veneto, incaricati di effettuare i rilievi sul territorio nelle province di Padova, Treviso, Verona, Vicenza e nella Città metropolitana di Venezia.
"Consolidiamo in questo modo – dichiara l'assessore all'agricoltura Dario Bond – un lavoro iniziato nel 2022 che oggi rappresenta una delle esperienze più avanzate a livello nazionale. Stiamo costruendo una banca dati regionale unica sulla flavescenza dorata, alimentata da rilevazioni costanti sul territorio e dall'elaborazione scientifica dell'Università di Padova. Più aumenta la serie storica dei dati, più i modelli diventano accurati e utili per orientare le decisioni tecniche delle aziende e della pubblica amministrazione. L'obiettivo è mettere i viticoltori nelle condizioni di intervenire tempestivamente, migliorando l'efficacia delle strategie di contenimento e tutelando il potenziale produttivo dei vigneti".
La flavescenza dorata è una malattia provocata da un fitoplasma che colonizza il sistema vascolare della vite, alterando il trasporto della linfa e compromettendo progressivamente la funzionalità della pianta fino a provocarne il deperimento. La diffusione avviene principalmente attraverso l'insetto vettore Scaphoideus titanus e ad oggi è una delle principali minacce per la viticoltura veneta, sia sotto il profilo produttivo sia per le ricadute economiche sulla filiera e sul vivaismo.
Per questo la Regione del Veneto ha avviato già nel 2022 un Piano che mette insieme ricerca scientifica, monitoraggio fitosanitario, individuazione dei focolai, attività di informazione e strumenti mutualistici per la gestione del rischio. Le due decisioni approvate oggi rafforzano in particolare il sistema della ricerca, indispensabile per intervenire in maniera sempre più mirata.
Il monitoraggio 2026 rappresenta infatti la quarta annualità consecutiva di raccolta sistematica dei dati sul territorio. Le rilevazioni consentiranno di aggiornare la georeferenziazione della presenza della malattia, valutarne l'evoluzione nelle diverse aree viticole e costruire una banca dati sempre più ampia, sulla quale elaborare modelli previsionali affidabili.
Le informazioni raccolte saranno elaborate dall'Università di Padova, che svilupperà analisi territoriali e varietali del rischio, mettendo in relazione l'incidenza della fitopatia con le caratteristiche dei diversi areali viticoli. I modelli consentiranno inoltre di individuare le aree maggiormente esposte, stimare l'evoluzione epidemiologica della malattia, programmare con maggiore efficacia gli interventi di prevenzione e contenimento e verificare anche l'impiego di nuove tecnologie di rilevazione, comprese immagini aeree e satellitari.
I dati saranno inoltre messi a disposizione della filiera vitivinicola e dei Consorzi di tutela come strumento tecnico utile per valutare gli effetti della malattia sul potenziale produttivo dei vigneti nei diversi territori.
Le domande di contributo per l'attività di monitoraggio potranno essere presentate dagli Organismi collettivi di difesa riconosciuti entro il 20 luglio. La gestione amministrativa e l'erogazione dei contributi saranno affidate ad Avepa.
(AGRICOLTURA)
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