(AGENPARL) - Roma, 23 Maggio 2026 - DELLA 2^ T DELL' IIS "CARRARA – NOTTOLINI – BUSDGRAGHI"
Una storia straordinaria che diventa ricordo, memoria, impegno e storia: la classe 2T dell'IIS "Carrara – Nottolini – Busdraghi", nell'ambito del contest Nomina, un nome per il nuovo ponte, promosso dalla Provincia di Lucca per individuare il nome del nuovo ponte sul Serchio, ha proposto il nome di Genny Bibolotti Marsili.
Il 12 agosto 1944 le SS hanno compiuto il massacro di Sant'Anna di Stazzema uccidendo e poi dando alle fiamme 560 persone di tutte le età. Genny Bibolotti Marsili aveva 23 anni, venne presa e condotta in una stalla (poi data alle fiamme) con suo figlio, in località Vaccareccia. Sebbene ferita, si sfilò da un piede lo zoccolo e lo scagliò con forza sul volto del tedesco. Il suo sacrificio fu compiuto. Attirata l'attenzione del militare, che la finì con una scarica di mitra, riuscì con il suo gesto disperato a salvare la vita al piccolo Mario di 6 anni . Mario oggi è uno dei pochissimi superstiti della strage nazifascista ancora in vita.
"Genny Bibolotti Marsili – spiegano – nacque a Pietrasanta nel 1914. Durante la guerra si rifugiò a Sant'Anna di Stazzema insieme al figlio, ai genitori e ai fratelli. Morì il 12 agosto del 1944, nell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema compiuto dalle truppe naziste riuscendo a salvare il figlio. Oggi, Genny Bibolotti Marsili è ricordata come un simbolo di coraggio e amore di madre: per il suo sacrificio ha ricevuto una medaglia al valore civile. Intitolarle il ponte avrebbe un significato forte che ci parla di memoria, di coraggio, di amore. Un nome, ancora, che diventa una forma di educazione continua, di valorizzazione della memoria di una pagina drammatica della nostra storia.
Un ponte, simbolicamente, unisce persone e luoghi. Intitolarlo a Genny Bibolotti Marsili rappresenta il collegamento tra passato e presente, tra memoria e futuro, nel ricordo costante, nella memoria che non muore, nel coraggio che non si tira indietro".
