
(AGENPARL) - Roma, 14 Maggio 2026 - Nonostante le frizioni diplomatiche, il settore energetico si conferma l’ultimo vero terreno di cooperazione pragmatica tra Cina e Stati Uniti. Secondo le ultime analisi dell’Economics & Technology Research Institute della CNPC, le due superpotenze condividono una dinamica complementare: la massiccia offerta americana di gas naturale liquefatto (GNL) ha bisogno della domanda stabile di Pechino per sostenere i propri piani di espansione.
Investimenti e Sicurezza Il cuore del problema è finanziario. Gli Stati Uniti puntano a una capacità di esportazione di 150 milioni di tonnellate annue entro il 2028, ma per costruire questi impianti servono contratti a lungo termine che garantiscano il rientro degli investimenti. In questo scenario, la Cina — che ha importato oltre 68 milioni di tonnellatenel 2025 — offre la crescita della domanda più prevedibile al mondo, agendo da “ancora” per le infrastrutture americane.
Un legame da 200 miliardi Oltre al commercio diretto, la cooperazione si estende ai mercati terzi. Aziende cinesi e americane hanno investito congiuntamente circa 200 miliardi di dollari in progetti petroliferi in Medio Oriente, Asia Centrale e Africa. Secondo gli esperti del settore, questo legame basato sul gas e sulla chimica — con giganti come ExxonMobil che operano mega-progetti direttamente in territorio cinese — rappresenta un pilastro di stabilità capace di resistere anche ai più profondi cambiamenti geopolitici.
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