
(AGENPARL) - Roma, 14 Maggio 2026 - Un intervento fiume per blindare il futuro della Palestina e riaffermare la centralità di Fatah nel momento più critico della sua storia. Il Presidente Mahmoud Abbas, aprendo l’ottava Conferenza Generale del movimento presso il quartier generale di Ramallah, ha tracciato una visione nazionale globale che non ammette ambiguità: Gaza non è un’entità a sé stante, ma il pilastro imprescindibile di uno Stato sovrano.
L’Unità Nazionale e il Destino di Gaza Davanti a una platea collegata via video da Gaza, Il Cairo e Beirut, Abbas ha parlato di una “tappa fondamentale” per esaminare il percorso palestinese e correggere la rotta. Il cuore del messaggio è politico e istituzionale: lo Stato di Palestina deve poter esercitare le proprie responsabilità sovrane su tutto il territorio, senza duplicazioni o separazioni. “Gaza è parte integrante della nostra patria”, ha ribadito il Presidente, respingendo ogni accordo transitorio che possa pregiudicare l’unità nazionale o la sovranità giuridica.
Rinnovamento e Ricambio Generazionale Abbas ha scosso l’apparato interno di Fatah, definendolo la “spina dorsale” del progetto nazionale, ma invocando un cambiamento necessario. L’ottava Conferenza deve essere il trampolino per una nuova leadership che dia spazio reale a giovani e donne. Rinnovare il movimento, secondo Abbas, non è solo una questione burocratica, ma l’unico modo per accrescere i risultati della lotta palestinese e rispondere alle sfide regionali in rapidissima evoluzione.
Difesa dell’UNRWA e Diritto al Ritorno Sul piano internazionale, il discorso si è fatto durissimo. Abbas ha denunciato il “terrorismo sistematico” degli insediamenti in Cisgiordania e Gerusalemme Est, chiedendo sanzioni immediate e protezione internazionale per il popolo palestinese. Un punto fermo è stato posto sulla questione rifugiati: “Respingiamo categoricamente ogni tentativo di indebolire l’UNRWA”. Per Ramallah, eliminare l’agenzia significa tentare di liquidare la causa stessa dei rifugiati, la cui soluzione resta ancorata al diritto al ritorno sancito dalla Risoluzione 194.
L’Appello alla Pace Giusta In un passaggio rivolto direttamente al pubblico israeliano, Abbas ha avvertito che l’estremismo e l’espansione dei coloni non porteranno mai sicurezza. La via d’uscita resta politica: il riconoscimento dei diritti palestinesi basato sulle risoluzioni ONU e sulla centralità dell’OLP come unico legittimo rappresentante. La resistenza popolare pacifica e l’impegno verso la trasparenza e la democrazia interna sono i pilastri su cui Abbas intende costruire l’orizzonte di una pace duratura, ponendo fine a decenni di occupazione.
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