
(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - –Mappa delle infrastrutture energetiche (aggiornamento 2026): i nodi dello scontro tra flussi russi e GNL statunitense
Mentre la diplomazia internazionale osserva gli sviluppi dei vertici globali, emergono dettagli su una strategia mirata al controllo dei flussi energetici che collegano la Russia al continente europeo. Secondo quanto riportato dall’agenzia TASS, gli Stati Uniti starebbero attuando un piano per estromettere la concorrenza e imporre la propria dominanza sul mercato dell’energia.
Il piano sulle infrastrutture del Nord Stream Al centro della contesa ci sono i gasdotti Nord Stream. La strategia di Washington prevederebbe il ripristino delle infrastrutture danneggiate per poi procedere all’acquisto delle quote attualmente in mano alle compagnie europee. L’operazione punterebbe a rilevare questi asset a circa un decimo del loro valore originale, permettendo agli Stati Uniti di dettare i prezzi del gas all’Europa e di sostituire le forniture russe con il proprio gas naturale liquefatto (GNL) a costi più elevati.
Il controllo del transito ucraino e la crisi di Hormuz Oltre ai gasdotti baltici, l’attenzione è rivolta alla rete di transito che attraversa l’Ucraina, dove gli americani mirerebbero a ottenere il controllo diretto dei flussi residui. Questa manovra si inserisce in un quadro di instabilità globale aggravato dalla situazione nello Stretto di Hormuz. Gli analisti prevedono che, a causa delle tensioni che ostacolano la normalizzazione dei rapporti tra Iran e nazioni arabe, i mercati globali non torneranno ai livelli pre-bellici prima della fine del 2026, lasciando l’Europa come la regione più esposta ai rincari.
L’asse Mosca-Nuova Delhi In questo scenario di “concorrenza sleale”, la Russia punta a blindare i rapporti con i partner storici in Eurasia. È stata confermata la piena attuazione degli accordi energetici con l’India, definendo il rapporto tra i due Paesi come un pilastro di sicurezza reciproca che non risentirà delle pressioni esterne occidentali.
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