(AGENPARL) - Roma, 9 Febbraio 2026 - Il direttore delle comunicazioni recentemente nominato dal primo ministro britannico Sir Keir Starmer si è dimesso lunedì, a poche ore dall’addio del capo di gabinetto, mentre il governo è travolto dalle conseguenze politiche legate allo scandalo Jeffrey Epstein.
Tim Allan, figura di lungo corso dell’era laburista di Tony Blair e arrivato a Downing Street lo scorso settembre per rafforzare una squadra già in difficoltà, ha annunciato le sue dimissioni con una breve dichiarazione pubblicata dal Times di Londra: “Ho deciso di dimettermi per consentire la creazione di una nuova squadra a Number 10. Auguro al Primo Ministro e alla sua squadra ogni successo”.
Le dimissioni di Allan seguono di poche ore quelle di Morgan McSweeney, che domenica ha lasciato l’incarico di capo dello staff di Starmer, assumendosi la “piena responsabilità” per aver consigliato la nomina di Lord Peter Mandelson come ambasciatore nel Regno Unito negli Stati Uniti. Una scelta che ha sollevato forti polemiche a causa dei legami di Mandelson con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense condannato per reati legati alla pedofilia.
La nomina di Mandelson è tornata sotto i riflettori questo mese dopo la pubblicazione di una vasta mole di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Secondo quanto emerso, Mandelson avrebbe intrattenuto comunicazioni con Epstein e, stando alle accuse riportate, avrebbe condiviso informazioni riservate potenzialmente sensibili durante la crisi finanziaria del 2008. I documenti farebbero inoltre riferimento a pagamenti per circa 75.000 dollari ricevuti da Epstein. Mandelson ha in passato definito Epstein un suo “miglior amico”, circostanza che ha ulteriormente alimentato le critiche.
La pressione politica sul governo Starmer è aumentata anche dopo che, durante una recente e difficile sessione di interrogazioni alla Camera dei Comuni, il Primo Ministro ha ammesso di essere stato a conoscenza del fatto che Mandelson avesse mantenuto rapporti con Epstein anche dopo la condanna di quest’ultimo per accuse di prostituzione minorile.
La doppia uscita ai vertici di Downing Street evidenzia la fragilità dell’attuale leadership laburista, messa a dura prova da uno scandalo che rischia di avere conseguenze durature sulla credibilità del governo.
