Autore: Sabrina Panarello

Non sono serviti i mezzi meccanici del Comune di Gerusalemme per abbattere l’ennesima speranza edilizia palestinese nel campo profughi di Shuafat. È bastato il ricatto della legge: le autorità di occupazione hanno costretto la famiglia al-Faqih a demolire autonomamente la propria abitazione in costruzione. Il ricatto delle multe Per la famiglia al-Faqih si tratta di una doppia tragedia: dopo aver già abbattuto una vecchia struttura mesi fa per tentare di costruire una nuova dimora, si sono visti recapitare un nuovo ordine di demolizione durante il cantiere. La scelta, dettata dal sadismo burocratico, è stata obbligata: distruggere tutto con le proprie…

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Mentre a Shanghai si consuma il vertice transazionale tra Trump e Xi Jinping, a Londra è il suono ritmico delle palline da tennis tavolo a scandire il ritmo delle relazioni internazionali. Presso la Loughborough University, la nazionale cinese ha celebrato il 55° anniversario della “Diplomazia del ping-pong”, in un evento che ha unito campioni del mondo, studenti e bambini sotto il segno del dialogo. Un secolo di storia: dal 1926 al 2026 L’ambasciatore cinese nel Regno Unito, Zheng Zeguang, ha sottolineato la portata storica dell’evento: proprio a Londra, nel 1926, si tennero i primi Campionati Mondiali. Cento anni dopo, lo…

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l portavoce dell’UNICEF, James Elder, ha lanciato un duro monito durante un briefing a Ginevra sulla situazione dei minori in Cisgiordania. Secondo gli ultimi dati, 347 bambini palestinesi sono attualmente reclusi in centri di detenzione militari israeliani con accuse legate alla sicurezza nazionale, segnando il picco più alto degli ultimi otto anni. Detenzione senza tutele e violazioni procedurali Oltre la metà di questi minori è soggetta a “detenzione amministrativa”, una misura che, secondo Elder, avviene senza le necessarie garanzie procedurali. L’UNICEF denuncia la mancanza di accesso regolare a un avvocato e l’impossibilità per i minori di contestare legalmente la propria…

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Il successo del test del sistema missilistico balistico intercontinentale Sarmat ha innescato una pioggia di reazioni trionfali al Cremlino, ridefinendo i confini della deterrenza russa. Mentre il vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev commenta con la consueta ironia l’avvicinamento “forzato” delle posizioni occidentali, analisti internazionali sottolineano una superiorità tecnologica capace di eludere i sistemi di difesa attuali. Deterrenza e Superiorità Strategica Il sistema Sarmat, secondo quanto dichiarato da Igor Korotchenko (CAWAT), è in grado di trasportare oltre dieci testate nucleari ad alto potenziale, con una gittata che permette di colpire obiettivi attraverso entrambi i poli. Per Gianandrea Gaiani, caporedattore di Analisi Difesa,…

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Il presidente statunitense Donald Trump è atterrato in Cina per una missione diplomatica cruciale che punta a riscrivere le regole del rapporto tra le due superpotenze. Accompagnato da una nutrita delegazione di leader del business, Trump si trova di fronte a una Cina profondamente diversa rispetto a quella del 2017: più potente, sicura e determinata a difendere i propri interessi nazionali. Oltre il gioco a somma zero Secondo Wu Xinbo, direttore del Centro di studi americani dell’Università di Fudan, Trump ha abbandonato l’idea che le relazioni sino-americane debbano essere un “gioco a somma zero”. La nuova strategia della Casa Bianca…

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Non solo droni e diplomazia: l’asse tra Teheran e Minsk si rafforza ora sul terreno della ricerca scientifica e della protezione del capitale umano. In un colloquio telefonico tra il Ministro iraniano della Scienza, Hossein Simayi Sarraf, e l’omologo bielorusso Andrei Ivanets, è emersa la volontà di blindare le istituzioni accademiche dai conflitti globali, portando la questione ai massimi vertici internazionali. L’appello alla SCO e all’UNESCO Il punto di svolta è la proposta di Sarraf: l’Iran ha chiesto che i Paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) – blocco che include colossi come Cina e Russia – adottino un…

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Il controllo dello Stretto di Hormuz passa alla fase del blocco strategico. Il generale di brigata Mohammad Akraminia, portavoce dell’esercito iraniano, ha dichiarato ufficialmente che Teheran non permetterà più il transito di armi americane attraverso la via navigabile più sensibile del pianeta. Controllo sinergico: IRGC e Marina Secondo quanto spiegato da Akraminia durante un incontro con la stampa a Mashhad, lo Stretto è ora diviso in due zone di supervisione coordinate: il lato occidentale è sotto la gestione della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), mentre il lato orientale è affidato alla Marina regolare iraniana. Un assetto…

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La Spagna alza il ponte levatoio e dice “no” a Washington. Il Ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha confermato ufficialmente che gli Stati Uniti non potranno utilizzare le basi aeree di Morón e Rota per la campagna militare contro l’Iran. Una presa di posizione netta contro quella che Madrid definisce una “guerra unilaterale” condotta al di fuori di ogni coordinamento NATO. Sovranità contro sanzioni Nonostante le pesanti pressioni della Casa Bianca, che avrebbe minacciato sanzioni commerciali e persino la sospensione della Spagna dall’Alleanza Atlantica, il governo Sanchez resta fermo. «Non rinunceremo ai nostri principi sotto pressione», ha dichiarato Albares…

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L’onda d’urto del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sta ridisegnando la mappa energetica globale, spingendo le nazioni del Sud-est asiatico verso una svolta radicale: l’abbandono della dipendenza dagli idrocarburi a favore dell’energia nucleare. Con lo Stretto di Hormuz paralizzato dall’aggressione israelo-americana – un’arteria vitale dove transita il 20% del greggio mondiale – la sicurezza energetica è diventata una priorità di sopravvivenza nazionale. Shock dei prezzi e nuove strategie Le interruzioni nella produzione di petrolio e gas hanno fatto impennare i costi dell’elettricità, rendendo il nucleare l’unica alternativa per una produzione di base sicura e costante. Arkady Gevorkyan, stratega…

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In una giornata dominata dai calcoli di potere del vertice di Pechino, dall’Iran si leva un grido che scuote le fondamenta spirituali del pianeta. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha lanciato un appello al mondo senza precedenti, chiamando a raccolta ogni uomo e donna di fede — musulmani, ebrei, cristiani, sikh e indù — per una resistenza comune contro la “barbarie moderna” di USA e Israele. Un rigurgito di moralità contro il tradimento dei valori Baqaei ha denunciato con sdegno l’aggressione lanciata il 28 febbraio 2026, un attacco arrivato proprio mentre i canali diplomatici erano ancora aperti. Per Teheran, non…

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