(AGENPARL) - Roma, 10 Maggio 2026 - Mentre la tensione al confine con Israele registra una nuova e violenta escalation, il Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati del Libano, Youssef Rajji, è partito da Beirut con destinazione Roma e Città del Vaticano. Una visita ufficiale che si preannuncia cruciale per gli equilibri del Sud del Libano e per il futuro delle missioni internazionali di pace.
L’asse con il Vaticano
Rajji incontrerà il Segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin. Il Vaticano, sotto la guida di Papa Leone XIV, ha intensificato negli ultimi mesi i suoi sforzi diplomatici “silenziosi” per preservare la stabilità delle istituzioni libanesi e promuovere il Paese come modello di coesistenza. La diplomazia pontificia punta a scongiurare un allargamento del conflitto che potrebbe compromettere definitivamente il tessuto sociale della regione.
Il ruolo dell’Italia e di UNIFIL
Sul fronte italiano, il Ministro Rajji avrà un colloquio con il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. L’Italia, tra i principali contributori della missione UNIFIL, gioca un ruolo di primo piano nella gestione della crisi a sud del fiume Litani. Al centro dei colloqui, oltre al sostegno costante alle forze armate libanesi, ci sarebbe l’esplorazione di nuove proposte di sicurezza che potrebbero integrare o affiancare l’attuale mandato delle Nazioni Unite per garantire la stabilità dell’area.
Stabilità e cooperazione internazionale
La missione di Rajji giunge in un momento di estrema fragilità per la tregua mediata dagli Stati Uniti. La disponibilità dell’Italia a sostenere iniziative libanesi all’interno dell’Unione Europea e il possibile potenziamento del supporto militare locale indicano la volontà di Roma di non lasciare che il vuoto di sicurezza al confine porti a uno scontro su vasta scala.
