(AGENPARL) - Roma, 11 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – gio 11 gennaio 2024 **Sanità, Bezzini sul personale del sistema sanitario: “Non esistono
nuove misure”**
/Scritto da Redazione, giovedì 11 gennaio 2024 alle 18:36/
L’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini fa chiarezza sul
personale del sistema sanitario, dopo alcuni articoli usciti sulla stampa
regionale. “Non esistono nuove misure – spiega – La Regione Toscana sta
proseguendo un percorso pluriennale, avviato già da due anni, per
rispettare i vincoli che derivano da norme nazionali con l’obiettivo di
salvaguardare i servizi per i cittadini e al contempo garantire un’adeguata
distribuzione del personale in relazione alle necessità delle aziende, ai
bisogni socio-sanitari dei pazienti e del territorio e allo sostenibilità
del sistema”.
Le aziende sanitarie ed ospedaliere stanno lavorando ai piani di fabbisogno
per il triennio 2024- 2026. “Saranno discussi e approvati dalla giunta
regionale nelle prossime settimane – chiarisce Bezzini – Sono previsti da
una normativa nazionale, sono uno degli atti fondamentali di programmazione
e costituiscono un elemento per l’efficacia delle politiche assunzionali,
dirette ad assicurare la qualità del servizio sanitario rispettando i
vincoli di bilancio e del tetto di spesa del personale definiti da legge
dello Stato”.
I piani dovranno tenere conto di alcuni criteri, come l’allineamento ai
parametri nazionali, l’applicazione di una metodologia dei fabbisogni
nell’impiego delle risorse umane, la garanzia della qualità dei servizi e
il rispetto dei contenuti degli accordi stretti con le organizzazioni
sindacali in materia di stabilizzazione e mobilità.
Per il 2024 è atteso che i piani possano produrre una riduzione di circa
200-250 unità nella dotazione complessiva del personale, pari allo 0,4 per
cento. Ciò significa che il turn over sarà garantito nella grande
maggioranza delle situazioni, con un’attenzione particolare alla
salvaguardia di medici e professioni sanitarie per assicurare quantità e
qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini. E’ quello che è già
stato fatto nel 2023, trant’è che al 30 novembre risultavano in servizio
8874 medici a tempo indeterminato, ossia 73 medici in più rispetto al 31
dicembre 2022, e 21.653 infermieri a tempo indeterminato, ovvero 66
infermieri in più rispetto all’anno prima. “Ciò significa che per
questi segmenti professionali, nello scorso anno, è stato garantito oltre
il 100 per cento del turn over” commenta Bezzini.
La Toscana è una delle regioni italiane che ha più dipendenti pubblici
impiegati nel sistema sanitario, con 57.199 unità attive ad oggi, ed ha il
rapporto più alto di medici e infermieri ogni mille abitanti: 2,4 e 6,2
rispetto ad un media italiana di 1,8 e 4,8. IL 95 per cento degli operatori
è assunto a tempo indeterminato: 54.400 su 57.199. “Un dato coerente con
un sistema sanitario pubblico e indicativo della promozione della
stabilità delle condizioni di lavoro che la Regione Toscana intende
assicurare al personale del sistema sanitario – rileva Bezzini -: personale
che fino ad oggi ha contribuito al raggiungimento dei livelli essenziali di
assistenza più alti d’Italia, come attestano le rilevazioni del Ministero
della salute”.
La gestione della pandemia ha reso necessaria una campagna di assunzione
straordinaria che, per la Toscana, si è tradotta in un significativo
incremento di dipendenti dal 2020 ai 2021. “L’aumento si è tradotto in
cinquemila unità in più a tempo indeterminato – precisa l’assessore – ed
ha permesso alla sanità Toscana di essere ai vertici nazionali per
efficacia di gestione della pandemia e di esecuzione della campagna
vaccinale di massa e obbligatoria. Questi elementi hanno tuttavia
determinato anche un forte aumento dei costi e della rigidità dei fattori
di natura organizzativa che si sono proiettati negli anni successivi.”
L’assessore spiega come il percorso avviato in Toscana con i piani di
fabbisogno si collochi in un quadro di norme e vincoli nazionali, che la
Regione non ha mai mancato di sottolineare quanto siano penalizzanti per i
sistemi sanitari a forte impronta pubblica come quello toscano. “Di
conseguenza la richiesta di maggiori risorse per il Fondo sanitario
nazionale e l’eliminazione o rimodulazione dei tetti alla spesa del
personale diventa una condizione di sistema necessaria” conclude.
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