(AGENPARL) - Roma, 11 Agosto 2026 - La corsa all’intelligenza artificiale ha un costo energetico vertiginoso che sta cambiando le strategie dei colossi tecnologici. Amazon ha confermato l’investimento in una grande centrale elettrica alimentata a gas naturale nella Contea di Pecos, in Texas, destinata a sostenere un immenso data center. Un’infrastruttura che, secondo i registri normativi, potrebbe trasformarsi nella singola fonte di inquinamento climatico più rilevante degli Stati Uniti.
L’impatto ambientale e la sfida degli obiettivi climatici
I numeri del progetto descrivono una portata senza precedenti: l’impianto, se realizzato secondo le specifiche, avrebbe l’autorizzazione a emettere ben 33 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Questa cifra supererebbe le emissioni della centrale a carbone più inquinante d’America, la James H. Miller Jr. Power Plant in Alabama, ferma a circa 16 milioni di tonnellate annue.
Questa mossa rischia di ostacolare i target ecologici di Amazon, che attraverso il Climate Pledge si è impegnata ad azzerare le emissioni di gas serra entro il 2040. La società ha ammesso che la crescita esponenziale dei consumi energetici legati all’intelligenza artificiale sta rendendo più difficile il raggiungimento di questi traguardi.
Perché i data center scelgono la strada “off-grid”
I data center dedicati all’IA richiedono una potenza di calcolo immensa e, di conseguenza, una quantità di energia che la rete elettrica nazionale fatica a garantire in tempi brevi.
Per aggirare i lunghi ritardi burocratici e di connessione alle utility tradizionali, i developer preferiscono realizzare centrali dedicate direttamente sul posto (on-site), affidandosi al gas naturale per la rapidità di costruzione.
Nel caso specifico del Texas, la struttura pianificata da Amazon sfrutterà 35 turbine a gas per generare fino a 7,65 gigawatt di potenza, rimanendo inizialmente isolata dalla rete elettrica generale e sorgendo in un’area strategica vicina ai principali bacini di produzione di gas naturale dello Stato.
Nonostante l’azienda stia valutando anche soluzioni integrate con energia solare e accumulo a batteria, il modello dei progetti a gas non collegati alla rete rischia di replicarsi su scala industriale in tutto il Paese, alimentando il dibattito tra la necessità di sviluppo tecnologico e la tutela della salute pubblica e dell’ambiente
