(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2026 - Le esportazioni di grano del Kazakistan verso l’Afghanistan hanno registrato una crescita eccezionale, segnando un incremento del 57% nell’ultimo anno. È quanto emerge dai dati diffusi dal Ministero dell’Agricoltura di Astana, che certificano l’accelerazione dei legami commerciali tra Kabul e i paesi dell’Asia centrale, complice la ridefinizione delle rotte di approvvigionamento regionali.
Nel dettaglio, da settembre dello scorso anno a oggi, il Kazakistan ha inviato in Afghanistan ben 2,4 milioni di tonnellate di grano, superando nettamente i volumi registrati nello stesso periodo precedente.
Il fattore Pakistan e la ricerca di rotte alternative Dietro questa impennata commerciale c’è un profondo mutamento geoeconomico. Il ministero kazako ha infatti attribuito la crescita alle forti interruzioni che, a partire dall’ottobre dello scorso anno, hanno colpito le tradizionali rotte commerciali e i valichi di frontiera con il Pakistan. Storicamente principale partner e via di transito per Kabul, il Pakistan ha fatto i conti con ripetute chiusure dei confini, tensioni politiche e problemi di sicurezza.
Per evitare il collasso degli approvvigionamenti di beni essenziali come cibo e carburante, i commercianti afghani si sono così rivolti a corridoi alternativi, puntando con decisione sui canali dell’Asia centrale e sull’utilizzo strategico dei porti iraniani per sboccare sui mercati internazionali.
Il ruolo chiave di Astana e la sicurezza alimentare Questo scenario ha consolidato la posizione del Kazakistan — tra i principali produttori e potenze esportatrici globali di cereali, con una capacità stimata di circa 13 milioni di tonnellate all’anno destinate all’estero — come perno centrale della sicurezza alimentare afghana.
Per l’Afghanistan, che dipende fortemente dall’import per soddisfare il proprio fabbisogno interno, un flusso stabile di grano è questione di sopravvivenza economica e umanitaria, visti i limiti cronici della produzione agricola locale e la vulnerabilità dei prezzi alimentari alle crisi logistiche.
Le sfide future della connettività regionale Nonostante il boom degli scambi con i vicini centro-asiatici rappresenti un’opportunità storica per la riconfigurazione economica del Paese, gli esperti avvisano che la strada è ancora in salita. L’Afghanistan continua a fare i conti con infrastrutture obsolete, costi di trasporto elevati, un sistema bancario fortemente limitato e un quadro politico complesso.
Per trasformare questa emergenza logistica in una crescita stabile a lungo termine, sarà fondamentale migliorare la cooperazione regionale, i sistemi doganali e l’efficienza dei trasporti, confermando come l’Asia centrale sia ormai il nuovo baricentro economico di Kabul.
