(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - Si è conclusa ufficialmente la fase operativa dell’esercitazione navale congiunta “Joint Sea 2026”, che ha visto impegnate le flotte di Russia e Cina dal 6 al 12 luglio nelle acque del Mar Giallo.
Il pattugliamento nell’Asia-Pacifico
Al termine della cerimonia di chiusura, tenutasi presso la base navale cinese di Qingdao, i contingenti navali hanno formato un distaccamento congiunto, dando il via a un’attività di pattugliamento coordinato nella regione Asia-Pacifico.
Il contrammiraglio Sergey Sinko, comandante della parte russa, ha evidenziato come l’esperienza maturata in questi giorni rappresenti un contributo strategico fondamentale per l’approfondimento della cooperazione e della fiducia reciproca tra le due marine.
Dettagli tecnici dell’esercitazione
L’attività ha visto una proiezione di forza significativa, con l’impiego di diversi assetti navali:
- Flotta russa: Hanno partecipato l’incrociatore Varyag, la corvetta Rezky, il sottomarino diesel-elettrico Ufa e la nave di soccorso Igor Belousov.
- Flotta cinese: Erano presenti i cacciatorpediniere Anshan e Kaifeng, la fregata Wuhu, un sottomarino classe Yuan, la nave di rifornimento Kekexilihu e la nave di soccorso Yanchenghu.
Durante la fase marittima, gli equipaggi hanno condotto esercitazioni avanzate, tra cui l’uso di sistemi d’arma per respingere attacchi simulati da parte di droni e imbarcazioni senza equipaggio, manovre antisommergibile e operazioni di salvataggio.
Un impegno consolidato
La collaborazione navale tra Mosca e Pechino nella regione Asia-Pacifico è ormai una prassi consolidata, avviata nel 2021 e divenuta un appuntamento annuale. Il 2026 conferma il trend di integrazione tecnologica e tattica, che già nel 2025 aveva visto – per la prima volta – la partecipazione congiunta dei sottomarini di entrambe le nazioni.
