(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2026 - Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione nazionale contro il
Ponte sullo Stretto di Messina promossa dall'Assemblea NO PONTE, in
programma a Messina sabato 8 agosto a partire dalle 18.30 da Piazza
delle migliaia di cittadine e cittadini che da decenni difendono lo Stretto
dall'ennesima operazione di propaganda del Governo. Il Ponte sullo Stretto
non è la risposta ai problemi del Mezzogiorno: è una gigantesca operazione
politica e finanziaria costruita per alimentare interessi economici,
distribuire risorse pubbliche e imporre un modello di sviluppo fondato
sulle grandi opere inutili, mentre Calabria e Sicilia continuano a fare i
conti con strade provinciali che crollano, linee ferroviarie lente e
incomplete, ponti e viadotti che attendono manutenzione, dissesto
idrogeologico e servizi pubblici sempre più impoveriti. Il simbolo di
questa operazione è la Stretto di Messina S.p.A., una società riesumata dal
Governo Meloni esclusivamente per realizzare il Ponte e trasformata in un
enorme centro di spesa pubblica. Una struttura che continua ad assorbire
milioni di euro senza aver costruito un solo metro di infrastruttura utile
ai cittadini, mentre interi territori attendono interventi urgenti per la
sicurezza delle scuole, delle strade, delle ferrovie e dei corsi d'acqua.
La Stretto di Messina S.p.A. è il paradigma di un modo distorto di
utilizzare le risorse pubbliche: una società creata per aggirare il
confronto democratico, accentrare decisioni e velocizzare un progetto
contestato sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Mentre si
chiedono sacrifici ai lavoratori, ai pensionati e agli enti locali, il
Governo non esita a destinare miliardi a un'opera che continua a presentare
enormi criticità tecniche e finanziarie e che non risponde ai bisogni reali
delle popolazioni dello Stretto. È inaccettabile che si continuino a
raccontare favole sul rilancio del Sud quando migliaia di pendolari
impiegano ancora ore per spostarsi tra città distanti pochi chilometri,
quando i collegamenti ferroviari restano tra i peggiori d'Europa e quando
ogni evento meteorologico estremo provoca frane, alluvioni e isolamento di
intere comunità. Prima del Ponte servono manutenzione, trasporto pubblico,
ferrovie moderne, messa in sicurezza del territorio e un grande piano
pubblico per la cura del Mezzogiorno.
Inoltre, in un'area come quella dello Stretto e di tutto il Sud Italia,
sempre più coinvolta in scelte geostrategiche nell'uso dei porti – (vedi
Gioia Tauro, Messina e Reggio Calabria)- con l'uso di logiche di guerra
israeliane e non e politiche che mirano a rafforzare il processo di
militarizzazione in tutta l'area dello stretto, ci deve impegnare a
cominciare a collegare questa lotta a quella del Ponte sullo stretto, già
in atto grazie all'impegno di movimenti e sindacati di base.
Per Rifondazione Comunista il Ponte rappresenta una scelta profondamente
sbagliata: non è un investimento per il futuro, ma un gigantesco
trasferimento di risorse pubbliche verso un'opera simbolo del cemento,
della speculazione e della subordinazione dell'interesse collettivo agli
No Ponte. Per fermare un progetto inutile e dannoso, chiedere lo
scioglimento della Stretto di Messina S.p.A. e rivendicare un'altra idea di
sviluppo: fondata sulla giustizia sociale, sulla conversione ecologica,
sulla cura dei territori e sul diritto di tutte e tutti a una mobilità
sicura, efficiente e accessibile.
Tania Poguisch – Segretaria Regionale Sicilia Rifondazione Comunista
