(AGENPARL) - Roma, 2 Luglio 2026 - link immagini
*COMUNICATO STAMPA* Ospedale Di Venere, entra in funzione la nuova
piattaforma con neuronavigatore e immagini 3D: maggiore precisione e
sicurezza negli interventi di Neurochirurgia
*Le prime applicazioni hanno già consentito di trattare con successo tumori
del midollo spinale, metastasi vertebrali e traumi complessi. La tecnologia
permette di visualizzare in tempo reale l'anatomia del paziente, rendendo
le procedure più precise, meno invasive e più sicure e migliorando anche il
lavoro delle équipe chirurgiche*
Bari, luglio 2026 – È entrata in funzione all' Ospedale Di Venere una nuova
piattaforma che integra immagini tridimensionali e neuronavigazione negli
interventi di Neurochirurgia. La tecnologia (O-Arm e StealthStation S8) è
e Salute" – Azione .4 "Rinnovamento e Potenziamento delle strutture
ospedaliere e sviluppo della telemedicina") tramite procedura di gara
aperta per un finanziamento di 600mila euro ed è già stata impiegata con
successo nelle prime sei procedure chirurgiche su tumori del midollo
spinale, metastasi vertebrali e traumi complessi della colonna vertebrale,
consentendo agli operatori di visualizzare in tempo reale l'anatomia del
paziente e di guidare gli strumenti con precisione millimetrica anche negli
interventi più delicati.
attorno al paziente. In pochi secondi acquisisce immagini tridimensionali
ad alta definizione dell'area da operare e le trasmette al neuronavigatore,
che ricostruisce in tempo reale le strutture anatomiche e guida il chirurgo
durante l'intervento grazie alla posizione esatta dei propri strumenti. Se
necessario, l'arco può essere riposizionato per eseguire nuove scansioni,
aggiornando continuamente le immagini.
Questa mattina il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio ha
visitato il blocco operatorio dell'Ospedale Di Venere per vedere da vicino
il funzionamento della innovativa tecnologia. Ad accompagnarlo il direttore
medico di presidio, Maurizio Marra, il direttore amministrativo Giuseppe
Volpe, il direttore della unità operativa di Neurochirurgia, Bruno Romanelli,
e il direttore della Anestesia e Rianimazione, *Claudio Petrillo* che hanno
illustrato le caratteristiche del sistema, i vantaggi introdotti nella
pratica clinica e i risultati delle prime procedure già eseguite.
«L'innovazione tecnologica ha valore quando produce benefici concreti per i
cittadini e mette i professionisti nelle migliori condizioni per curare»,
dichiara il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio. «Questa nuova
piattaforma rappresenta un investimento nella qualità delle cure e nella
sicurezza dei pazienti. Significa offrire ai nostri chirurghi strumenti che
migliorano l'accuratezza degli interventi, riducono i margini di errore e
consentono di affrontare con maggiore efficacia anche le procedure più
complesse.»
Le prime applicazioni hanno riguardato un giovane paziente affetto da un
raro ependimoma del midollo spinale, metastasi vertebrali con compressione
del midollo e fratture vertebrali, in particolare del tratto cervicale.
Grazie alla nuova piattaforma che rende gli interventi più mirati, così
come il posizionamento estremamente preciso delle viti vertebrali anche in
aree anatomiche complesse e comporta una riduzione dei tempi operatori, i
pazienti hanno mostrato già nelle fasi post-intervento un recupero della
paraparesi provocata dalla malattia.
La tecnologia viene impiegata anche nella neurochirurgia cranica, dove
permette di preservare le aree funzionali del cervello durante
l'asportazione dei tumori e di posizionare meglio gli elettrodi per la
stimolazione cerebrale profonda, utilizzata nel trattamento dei disturbi
del movimento, come il Parkinson. La piattaforma trova applicazione anche
nel trattamento dei traumi complessi del bacino e della giunzione
spino-pelvica. Grazie all'integrazione tra O-Arm, neuronavigatore e tavolo
operatorio, è possibile eseguire interventi ortopedici sul bacino e
procedure di stabilizzazione spino-pelvica con un'elevata precisione, in
collaborazione tra neurochirurghi e ortopedici.
«Questa tecnologia cambia concretamente il nostro modo di operare», spiega
il direttore della Neurochirurgia del Di Venere, Bruno Romanelli. «Fino a
oggi, nei casi più complessi, era necessario ricorrere a guide
tridimensionali personalizzate che richiedevano fino a quindici giorni di
preparazione. Oggi disponiamo della ricostruzione tridimensionale
direttamente in sala operatoria e possiamo utilizzare la neuronavigazione
anche nelle emergenze, di notte. Un ulteriore vantaggio riguarda le
condizioni di lavoro dell'équipe: diminuiscono i controlli radiologici
durante l'intervento e, di conseguenza, la necessità di indossare per molte
ore i pesanti camici di protezione in piombo, per la radio esposizione, che
possono arrivare a pesare circa dieci chili»
L'introduzione della piattaforma completa il percorso di innovazione
tecnologica della Neurochirurgia dell'Ospedale Di Venere, che esegue ogni
anno circa 1.200 interventi chirurgici, dei quali circa la metà dedicati
alla chirurgia vertebrale. Negli ultimi mesi il blocco operatorio si è
arricchito anche di un tavolo operatorio completamente radiotrasparente
dedicato alla chirurgia della colonna e del sistema nervoso.

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